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IL BLOG DEL GRUPPO DI LETTURA HA CAMBIATO CASA; IL NUOVO INDIRIZZO è http://gruppodilettura.wordpress.com/

28.11.02

MISURARSI CON L'AUTORE

E lo scambio fra lettore e critico



l.f., Cologno

sugli spunti proposti da Bianca Verri del Gdl di Cervia
(cfr. nell'indice: "Insieme con Cervia", oppure i seguenti link:
+DIALOGO CON IL TESTO;

+SUGGERIMENTO
PER LA LETTURA CRITICA
;

+LE MAPPE; LA LETTURA CRITICA
DEL GDL
;

+PICCOLI ABUSI;

+MOON PALACE, DA CERVIA)




Cara Bianca,

innanzitutto grazie per i tuoi preziosi stimoli sul tema della qualit� della lettura, della crescita e della responsabilit� del lettore.
Quanto dici mi conferma che l'elaborazione del vostro GdL � probabilmente un po' pi� avanti della nostra; ma ci siamo prontamente buttati all'inseguimento e abbiamo deciso di dedicare la prossima riunione all'analisi dei comportamenti di lettura... Ti mander� presto la "griglia" che prepareremo per le interviste e la discussione.


Sono pi� che d'accordo sulla necessit� di conoscere e valutare la poetica dell'autore, soprattutto quando la lettura � praticata nell'ambito (o in vista) di un GdL (e quindi una componente di metalettura � presente e indispensabile).


Credo che questo sia un elemento su cui cercare di marcare qualche differenza rispetto all'esperienza angloamericana: in Italia la realt� dei GdL � assolutamente minoritaria ma si sta caratterizzando per una maggiore criticit� rispetto alla pratica di pura e semplice immersione e immedesimazione nel testo tipica dei book group. Conoscere l'intenzionalit� autoriale e misurarsi con essa, come giustamente dici, non significa affatto subirla. La storia della ricezione � piena di libri che sono stati riscritti dai lettori, che vi hanno trovato direzioni di senso e di sensi non previste o addirittura non volute dall'autore.
Quanti libri vengono letti nonostante l'autore! Ma quest'operazione non si compie in un vuoto pneumatico e soprattutto non senza responsabilit�: il lettore � libero di fare il suo testo, ma non di farlo arbitrariamente...


La dialettica autore/lettore � al cuore dell'esperienza di lettura. Non dico che essa possa essere interamente assunta/sussunta/messa in scena dal GdL, ma neanche che questo possa disinteressarsene e occuparsi d'altro (delle sole sensazioni, ad esempio, che pure sono fondamentali).



L'interscambiabilit� e la omeostasi critico/lettore sono un altro punto cruciale. Dire che il lettore � (a volte) il miglior critico e che il critico deve essere un (vero) lettore non basta. Nel rapporto con il testo sta la differenza: non sar� irriducibile ma va colta in tutta la sua portata. Riporto sintetizzate alcune considerazioni che su questa differenza traccia Steiner:

1) il critico � un epistemologo, ha bisogno di porre il testo a distanza [31]
2) il critico oggettivizza e intenziona [32] �... se i critici sono husserliani, i "lettori" sono heideggeriani�.

3) ... �Forse il contrasto tra teleologico e teologico � un terzo modo di definire lo scarto tra il "critico" e il "lettore"� [32].

4) Il critico tende a un programma (di studi), il lettore a un "canone" [34].

5) �Il postulato fondamentale dell'atto critico � di tipo realistico�, ... anzi, �materialistico� [il postulato dell'atto di lettura � idealistico?]

6) �Il critico � un "genetista" (laddove forse il "lettore" � un "ontologo")� [35].

"Nel grande critico c'�, intrinsecamente, il pregiudizio di leggere per noi" [42].




[tratto da George Steiner, Critico/Lettore, "Linea d'ombra", (1993), 80, p. 31-44. Forse ripubblicato in volume, ma ora non trovo in quale]




Lettura critica e lettura di godimento non sono e non vanno contrapposte, mai (per questa via finiremmo a fare l'elogio non del piacere di leggere, ma delle letture facili).
Tuttavia esse possono richiedere luoghi e momenti diversi, hanno un diverso rapporto con la temporalit�, possono marciare per lunghi tratti insieme e poi improvvisamente separarsi, possono avere percorsi carsici, ecc. Nei GdL dobbiamo seguirle tutte e due queste grandi correnti, lasciare che emergano e che qualche volta, pure, confliggano. Ci siamo accorti, per esempio, che ci� che soprattutto praticano i GdL (i nostri GdL, non i book group) non � la lettura, ma la rilettura? E questa constatazione non sar� senza significato per la legittimit� dell'istanza critica all'interno di un GdL. Sul come si debba esprimere questa istanza il dibattito � aperto e le soluzioni sono tante, ma probabilmente diverse da quelle che si richiamano al ruolo e alla figura canonica del critico.


"Ora io so bene che sempre al buon lettore s'avvinghia un critico, come all'inverso sempre il buon critico deve conservare in s� l'immediatezza, la non-determinazione del libero lettore".

Pier Vincenzo Mengaldo, Antologia personale, Torino, Bollati Boringhieri, 1995, p. 9.



"Si � generalizzata tanto questa inibizione che stanno scomparendo i lettori, nel senso ingenuo della parola, giacch� tutti sono critici potenziali".

Jorge Luis Borges, Opere, vol. 1, Milano, Mondadori, 1994, p. 321-2.

A presto.

27.11.02

DIALOGO CON IL TESTO

Ma la lettura � un esercizio di libert�




b.v., Cervia

Come anticipavo nel mio resoconto del GdL, mi sono convinta che la qualit� della lettura non possa prescindere dal dialogo con il testo e quindi con l'autore: il dialogo, l'incontro e quindi anche lo scontro, devono partire dall'individuazione della poetica dell'autore, sia essa dichiarata esplicitamente come nel caso di Javier Marias a cui vi rimando ( Appendice, pag. 321-325 ediz. Einaudi tascabili, 1999 di "Un cuore cos� bianco") sia implicita come era in Auster.
(E sono pure scettica sul fatto che sia implicita in Auster). Una volta tentata la comprensione di quel mondo che le parole del testo ci "indicano", non c'� nessun obbligo a condividerlo, ad assecondarlo, ad assoggettarsi alla volont� dell'autore: la lettura � e deve restare un esercizio di libert�, un'esperienza eticamente non asservita.



Un altro riferimento che mi sta aiutando a mettere in fila i miei pensieri � il "libretto" di Romano Luperini : precisamente il cap. VI, La critica, la lettura, il canone , in "Breviario di critica", Guida, 2002 . Appena prima riporta una citazione da Debenedetti a proposito della funzione della critica " Orfeo non riporta nel mondo la viva Euridice, riporta vivo invece il racconto di come l'ha perduta, e la bellezza del proprio pianto. II critico ( ed io aggiungerei anche il lettore , in una prospettiva auspicabile e possibile, n.d.r.)rif� il cammino di Orfeo, guidato da quel racconto e da quel pianto, e riconduce viva Euridice, per aiutare se stesso e gli uomini a capire perch� sempre si rinnovino quella perdita, quel racconto, quel pianto, e valgano per tutti, e ciascuno vi ritrovi il proprio mito che ricomincia" ( pp. 74-75)



In questa logica accolgo e stimolo le letture nel senso di interpretare/ analizzare la funzione dei personaggi e di tutti gli altri strumenti del raccontare e non al di fuori di una logica estetica: da questo punto di vista alludevo ai piccoli abusi ( ideologici) dei lettori, quando trascinano in malo modo i personaggi, le situazioni ecc. fuori dalla scena e dalla sceneggiatura.

INCONSAPEVOLE
Un suggerimento per la lettura critica

l.g., Cologno
A proposito di quanto ci invita a fare Bianca Verri, credo che un aiuto "propedeutico" al ragionare sulla lettura critica possa essere un libro nel quale Cesare Segre ha raccolto molti suoi scritti relativi ai ferri del mestiere del critico:
"Avviamento all'analisi del testo letterario", Einaudi.
L'ho scoperto sedici anni fa ma ancora oggi lo consulto quando mi pare che il mio atteggiamento come lettore si avvicini troppo alla (beata?) inconsapevolezza.

LE MAPPE, LE LETTURE
Un Gruppo di Lettura deve leggere in modo "critico"?

b.v., da cervia
Le mappe a cui accennavo sono le coordinate o meglio gli indizi disseminati, in forme pi� o meno organiche e consapevoli, da chi veste il ruolo di maestro di gioco nel nostro gruppo di lettura: sono le tracce della lettura fatta da chi d� inizio alla lettura, � la sua lettura critica... E qui spunta di nuovo la domanda fatidica: la lettura dei GdL deve tendere alla lettura critica?
Sto scovando, quasi fosse per caso, alcune pagine di grande lucidit� scritte in un recente libretto da Romano Luperini e una frase di Javier Marias in Appendice al suo romanzo "Un cuore cos� bianco" che mi stanno aiutando ad entrare nel vivo del discorso su cui mi sollecitavi (lettore, testo/ lettore, testo, comunit� ). Intendo infatti interrogarci sulle differenze, teoriche e/o pratiche, tra la lettura di un gruppo di lettura, la lettura individuale e la lettura/critica. Adesso mi ritiro. buona notte e a presto
Bianca

21.11.02

ANCORA DA CERVIA:
quei piccoli abusi (ad uso personale del lettore)


l.g.
Moon Palace Walking on the moon, pubblicato ieri, � il "racconto" di Bianca Verri, del Gdl "gemello" di Cervia, con alcuni spunti validi (credo) anche per il Gdl di Cologno e, in generale, per la lettura. Ecco qui sotto alcune osservazioni di Bianca che arricchiscono ulteriormente le considerazioni del suo "racconto semiserio".
(ATTENZIONE: Bianca Verri tiene a ribadire e precisare che quanto scritto "non � il pensiero condiviso dal Gdl di Cervia".)
nota: i grassetti sono miei; domanda per Bianca: cosa sono le mappe cui si fa cenno?


b.v.
... mi riferisco al punto di vista che spesso si ripresenta maggioritario nei vari nostri gruppi: ovvero l'indisponibilit� a cogliere la strategia poetica dell'autore a favore di una tendenza a prescindere dalle dichiarazioni di poetica in corso d'opera dell'autore, a favore di una facilit� a chiamare "lettura" una serie di piccoli abusi (ad uso personale del lettore). Non mi nascondo che sotto c'� un problema fondamentale ma non sono propensa ad avvallare letture troppo al di sotto dello stato dell'arte.
Vi viene in mente una idea per affrontare in modo incoraggiante (per il lettore) il caso in cui il lettore non trova da s�/in s� la motivazione per cercare il tesoro nascosto?
Che sia sempre e solo questione di saper usare con grande sapienza il gioco della mappa ? Oppure bisogna saper accettare il fatto che la lettura come la vita � plurima e che ci si pu� perdere di vista ... ?
in sintesi: � un caso che capiti quando si incontra scrittori come Auster (oppure Calvino, Biamonti) oppure � un sintomo da decifrare?
un abbraccio
>Bianca

20.11.02

MOON PALACE
Camminando sulla luna / walking on the Moon

Da Cervia (ricordate la proposta di gemellaggio con Cervia!!!)
bianca verri


Racconto semiserio di una serata di luna nebbiosa con gruppo di lettori

Alessandro, Marco, Massimo, Silvia, Elena, Giancarlo, Anna, Cristina ed io, Bianca: siamo intorno ad un tavolo, tra gli scaffali della biblioteca; sul piano chiaro una stesa di libri di Paul Auster ed i miei fogli colorati di post�it rosa; fuori si percepisce una sera silenziosa. E� la prima sera di nebbia dopo un autunno primaverile.
Si comincia senza preavviso, trapassando inavvertitamente dai saluti alla conversazione. So che il gruppo dei lettori, alla prova della lettura di Moon Palace, non ha Trovato la molla per saltare sulla luna. Solo in tre abbiamo letto almeno un altro libro di Auster ed in particolare La trilogia di N.Y. , gridando al capolavoro. Comincio puntando sulla storia di vita vissuta e racconto un po� dello scrittore, delle sue vicissitudini , delle sue passioni, dei suoi viaggi . Punto il dito sulla luna, il palazzo luminoso, la prima passeggiata sulla luna, la nuova illusoria frontiera , la testa calva e lucida del padre non ancora svelatosi e intanto la luna, la luna cervese fora la coltre nebbiosa e si affaccia al di l� dei vetri sulla piazza vuota.
Poi mi soffermo a leggere una pagina di una mia traccia di lettura, scaturita in modo irrefrenabile, a margine di una rilettura recente della Trilogia di Auster : leggo ad alta voce due facciate manoscritte nel pomeriggio per fermare quella profonda emozione, una vertigine di parole , suscitata proprio dalle pagine de La stanza chiusa � il terzo dei racconti della Trilogia. Dopo aver scelto di aprire inopinatamente il mio cuore di lettrice � forse nel tentativo disperato di commuovere i miei reticenti compagni di lettura - non oso guardarli in faccia per timore di leggere nei loro sguardi quello che so gi�.
Stoicamente , ricomincio da un�altra parte. Leggo dei passi di Moon Palace in cui si fa riferimento ai libri, al rapporto tra scrittore , lettore e libri , in questo come in altre sue opere. Segnalo come la scrittura di Auster non usi il colore n� ha un ritmo cinematografico: cos� so di sconcertarli ancor di pi� , ma cerco di portarli con me a passeggiare sulla faccia della luna , oltre la consuetudine, oltre la lettura/scrittura mimetica, oltre le facili lusinghe della scrittura che rinuncia alle parole per farsi pi� facilmente ascoltare e cos� si finge cinema o pittura. Imperterrita, attacco l�ultima illusione, smaschero la New York di Auster che non si trova sulle guide dei turisti colti, quella di Woodie Allen per intenderci, e non accolgo i tentativi dei miei compagni di ritagliare i personaggi dalla narrazione e costringerli a scendere tra noi , a sedersi di fianco a noi come se fossero persone. No, con i personaggi di Paul Auster , no, questo gioco parapsicologico, para sociologico pure, proprio no! Mi irrito irrimediabilmente quando ci si accanisce a svelare i personaggi e farli uscire dalla loro vita cio� dalla loro storia narrata perch� sento subito puzza di bruciato� tre secondi e vedrai che arriva la ricerca del messaggio . oddio , no, il messaggio , no!
Rincaro invece la dose elogiando in Auster il gusto della parola, i giochi dei nomi, delle coincidenze, delle storie telescopiche, del gioco della memoria e delle identit�, della ricerca del padre, il gioco delle sparizioni volontarie, delle apparizioni accidentali, del caso, ma rimango da sola a giocare. E sar� ancora io, difensore di parte, a porgere in un attacco di autolesionismo gli indizi e forse le prove del reato che i giudici popolari avvertivano solo vagamente senza riconoscerli : ecco che lo scrittore americano, che aveva tutte le carte in regola per piacere ai nostri - quel che di familiare, di europeo, quella bella faccia dallo sguardo vagamente orientale, quella bella storia di povert� e anticonformismo � ecco che diventa colui che scrive in modo troppo artificioso, non sa commuovere, non trascina il cuore, le storie sono pi� ingarbugliate di una ilaro-tragedia classica, e poi quello spaesamento pirandelliano, e poi, quante sono le storie, non si tiene il filo .
�Condannato� , a cadere � cos� ha deciso la sorte � del buffalo � e firmai , firmai con il mio nome firmai, e il mio nome era Bufalo Bill.

14.11.02

LE ORGANIZZAZIONI COME SISTEMI COMPLESSI

di Piero Cavaleri



(Un contributo di Piero legato all'incontro in biblioteca del 6 novembre sulla complessit�)

Definiamo che cosa intendiamo per sistema. Sistema � un'entit� organica, globale e organizzata; se si toglie o si modifica una parte si modificano la natura e le funzionalit� del sistema. Un'altra caratteristica dei sistemi � quella di essere composti di parti differenziate organizzate. L'interazione organizzata delle parti di un sistema fa s� che il comportamento del sistema sia diverso da quello delle sue parti. Nella maggior parte dei sistemi complessi, le parti che li compongono sono a loro volta dei sistemi, dei sottosistemi. L'esempio pi� facilmente comprensibile � quello di un corpo vivente e dei suoi organi.
(leggi il resto dell'intervento sui "quaderni del Gdl" - http://quadernigdl.blogspot.com/2002_11_17_quadernigdl_archive.html#84700793)

12.11.02

BRANDYS SUL FILO DEL RASOIO

(resoconto riunione 30-10-02)
MC - LF, i bibliotecari

Cari co-lettori e lettrici,
il 30 ottobre, come previsto, il gruppo di lettura si e' ritrovato - a ranghi leggermente ridotti a causa di alcune preannunciate e giustificate assenze - per il primo "affondo" sul libro di Brandys, "Rond�".
Il prossimo incontro - che concluder� il ciclo brandysiano - � fissato per Gioved� 21 novembre, alle ore 20.45, sempre in Biblioteca. Per questa data siete quindi tutti invitati a terminare la lettura del libro.
Ecco il consueto e sintetico riassunto della riunione del 30 ottobre.
Il primo giro del tavolo di lettura ha preso le mosse da una domanda elementare e tranciante, a cui tutti sono stati invitati a rispondere di istinto: (dopo la lettura delle prime 50 pagine) Brandys � piaciuto o meno? Qual � la prima impressione? Pollice verso o pollice a favore?
Il risultato � stato questo: quattro pollici a favore, due pollici
contrari, due pollici a mezzavia e tre astenuti (per non aver ancora letto
il prescritto numero di pagine...).
Brandys quindi non ha pienamente convinto. Sono subito fioccate le motivazioni: "di una noia mortale", (Cangini), "troppe digressioni", "solo in parte riuscito" (Gangere), "algido", "ci mette 160 pagine per dire quello che andava detto in due", "tratteggia la figura del padre in una maniera che io l'avrei assassinato" (Pezzotta), "un incipit da far abbandonare subito il libro" (Longarini). I favorevoli hanno invece sottolineato la capacit� di aggancio, sia pur dopo un andamento iniziale ondivago e indisponente. Hanno apprezzato proprio l'inclassificabilit� del testo. Hanno accettato la sfida ruvida che l'autore porge: non fa nulla per sedurre il lettore.
La successiva "mano" del gioco ha riguardato proprio lo stile (dimesso? notarile?) di Brandys, la scelta dell'espediente letterario della lettera al giornale e la logica continuamente digressiva della narrazione.
L'attenzione ai dettagli pu� in alcuni punti apparire incomprensibile (in molti abbiamo citato la scena del ristorante e il comportamento bizzarro di Tola). Ma i lettori ottimisti fermi a pagina 50 si sono detti speranzosi di vedere andare al loro posto le tessere della storia prima della fine del libro (mentre i lettori pessimisti gi� arrivati a pagina 200 hanno giudicato illusoria questa speranza...).
Abbiamo poi rapidamente passato in rassegna alcuni temi: il rapporto con la storia (teso a suggerire un clima storico pi� che a ricostruirlo in modo cronologicamente conseguente); l'intreccio tra vicenda amorosa e vicenda storica; il tema del teatro e del rapporto realt�/finzione che prende via via quota; il tema del fanatismo e dei "conduttori del tempo" (pag. 60-65).
Naturalmente c'� anche il tema del destino, e abbiamo riletto ad alta voce la pag. 44 in cui esso viene annunciato come il vero motore di tutta la vicenda.
Al termine della riunione abbiamo deciso di concludere la lettura entro il giorno 21, quando ci troveremo nuovamente. Abbiamo distribuito fotocopie di alcune ampie recensioni di Brandys apparse su "L'Indice" e su "lo Straniero".
La "finestra di lettura" (uno spazio di 5-10 minuti dedicato alla lettura ad alta voce) � stata affidato al signor Pezzotta che ci ha fatto pienamente gustare un brano di "A ciascuno il suo" di Sciascia.
Riusciranno i nostri lettori a ritrovare il filo perduto del piacere di leggere Brandys?
La risposta alla prossima puntata.

I bibliotecari
Luca Ferrieri e Marilena Cortesini
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11.11.02

COMPLESSITA',
LAVORI IN CORSO AL SANTA FE INSTITUTE


Piero Cavaleri

Visto che avete una lista e un sito posso segnalare anche il sito del Santa Fe Institute http://www.santafe.edu/ ed in particolare le sezioni
Working papers che propone molti testi (abbastanza tecnici) in full-text.
Library che consente di cercare in un catalogo molto specializzato.
Research dove si puo' capire quali siano i filoni attualmente piu' attivi nelle ricerche dell'Istituto.
Collegato al Santa Fe Institute c'e' il sito di Swarm http://www.swarm.org/index.html che presenta e descrive il software Smart che e' un pacchetto per la simulazione di sistemi complessi multi-agente creato all'interno dell'Istituto e distribuito gratuitamente.
Ciao a tutti,
Piero Cavaleri

7.11.02

Complessit� e storia della civilizzazione
In questa relazione viene analizzata la storia della civilizzazione come passaggio progressivo a comportamenti collettivi di complessit� crescente.
Tuttavia, tale transizione a comportamenti di complessit� maggiori della complessit� tipica dell'essere umano individuo � diventata evidente negli accadimenti degli ultimi decenni. I comportamenti collettivi, dice infatti l'autore, sono tipicamente pi� semplici del comportamento dei singoli componenti. Solo quando i componenti si connettono in reti di funzioni specializzate i comportamenti collettivi complessi pessono verificarsi.
Il testo �: Complexity rising: From human beings to human civilization, a complexity profile, l'autore � Yaneer Bar-Yam; si legge a questo indirizzo: http://necsi.org/figs/Civilization.html

6.11.02

Altre idee per la teoria della Complessit�
Per chi vuole seguire una delle diramazioni di questo gruppo sulla via della Complessit�, altre indicazioni bibliografiche a questo indirizzo: http://www.petzinger.com/complexity.shtml. Il curatore si occupa soprattutto del contributo della Complessit� alla gestione delle organizzazioni. Nell'elenco anche il testo d Waldrop, una delle nostre letture.

4.11.02

Polanski sotto traccia di Rond�
Antonio Pezzotta
3 novembre 2002
Cari amici del Gdl,
desidero segnalarvi il bel film di Roman Polanski " Il pianista" in programmazione in questi giorni. La vicenda si svolge a Varsavia pressoch� nello stesso periodo di tempo coperto dalle vicende narrate in "Rond�" e, a mio parere, pu� aggiungere al libro ci� che il libro stesso lascia sotto traccia, ovvero gli eventi drammatici della guerra, della invasione tedesca della Polonia e la terribile persecuzione degli ebrei polacchi. Aggiungerei che anche il film non manca di rappresentare, specie nella parte iniziale, ci� che anche il libro narra a proposito del fluire della vita normale (musica, incontri, vita di societ�) pur nel mezzo della guerra e delle distruzioni. Insomma mi sembra, il film, un buon completamento della lettura del libro. Un saluto cordiale a tutti.
a.pezzotta@libero.it

Rond�, impressioni di anna

30 ottobre 2002


Cari compagni di viaggio,


stasera non potr� essere dei vostri per un impegno di lavoro. Oltre a non avere il piacere della compagnia dei componenti del gruppo mi spiace di non poter partecipare allo scambio di impressioni suscitate da Rondo'. Devo dire, ad onore di Stefano (spero di aver imbroccato il nome), che ho apprezzato il centinaio di pagine lette finora.
Mi pare un libro ben scritto ed avvincente (almeno fino al punto dove sono arrivata io). Si intuisce fin dall'inizio che il tema del destino � centrale anche se, nella prima parte,mi � parso di cogliere che il protagonista, pur recando in s� gi� una sorta di marchio (ad esempio il colore dei capelli), possiede comunque il libero arbitrio. Non voglio trarre conclusione affrettate e quindi attendo il resoconto dell'incontro.

Oggi pomeriggio riporter� "Complessit�" di Waldrop, a cui ho dato una scorsa, cos� qualcun altro pu� visionarlo prima dell'incontro del 7 novembre.

A presto

Anna

arecaldini@imation.com

gemellaggio con cervia?

21 ottobre 2002
Cari amici-amiche,
nel rammentarvi e confermarvi le riunioni del Gruppo di Lettura gi� convocate per il 30 ottobre (Brandys) e 7 novembre (Complessit�), vi invio due link particolarmente preziosi per il nostro lavoro.

Il primo (http://www.edithere.com/
storiegrandi/stories/storyReader$8
)

per cui ringraziamo Luigi Gavazzi, rimanda a una pagina in cui vita morte e miracoli del nostro gruppo di lettura sono messi in bella, bellissima, mostra. Grazie, Luigi!

Il secondo http://193.207.49.2/virtual/biblio/article.php?sid=125 racconta invece le avventure del GdL di Cervia, condotto dalla "maestra di gioco" (e fervente bibliotecaria) Bianca Verri. Tra le tante affinit� con la nostra storia c'� anche quella che riguarda la scelta dell'autore: Auster ("Moon Palace") � passato a maggioranza, battendo Javier Marias (altro meraviglioso scrittore che ci � passato sotto il naso ma a proposito di caso e destino ha molto da dire).Pensavo questo: che cosa ne dite se proponiamo a Bianca Verri e al GdL di Cervia di "fondere" le rispettive mailing list (almeno quelle di discussione, non quelle strettamente di servizio)? Potrebbe essere per noi un'opportunit� per sapere che cosa stanno facendo altri gruppi di lettura in Italia e per avviare, in futuro, altre forme di scambio di esperienze e di "gemellaggio".

Un saluto a tutti

Luca Ferrieri
Biblioteca civica di Cologno Monzese
Piazza Mentana 1 - 20093 Cologno M.se (Mi) ITALIA
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Rond� sorteggiato
m.c - l.f.
ottobre 2002
Cari lettori,
il fato, il destino o il caso(?) ha emesso il suo verdetto per mano di Carmen Carlotta, la persona pi� a portata di mano fra i partecipanti al gruppo di lettura e il libro sorteggiato � Rond� di Kazimierz Brandys (E/O, 8,26 euro) [proposto da Stefano Mastromauro]
L'estrazione, avvenuta davanti a testimoni, , vi assicuriamo, � stata assolutamente regolare.
Ora la biblioteca acquister� una copia del libro per ciascun partecipante al gruppo e pensiamo che potranno ragionevolmente essere ritirate in biblioteca tra circa una settimana, insieme a una bibliografia e a diversi materiali documentari sull'autore.


Ora pensiamo di proseguire cos�:
* Mercoled� 22 ottobre (anzi no, 30 ottobre), ore 20,45, riunione del Gruppo di lettura (GdL) su Rond� di Brandys. Si consiglia la lettura delle prime cinquanta pagine.
Per la finestra di lettura (lo spazio di 5-10 minuti di lettura ad alta voce a disposizione di ogni partecipante al gruppo) si accettano candidature: scriveteci una mail con la vostra disponibilit� e proposta. Chi primo arriva, primo legge.

* Gioved� 7 novembre, ore 20.45, riunione del GdL con Piero Cavaleri, direttore della Biblioteca della LIUC di Castellanza. I libri scelti per la conversazione sono:
- Complessit� : uomini e idee al confine tra ordine e caos /
Morris Mitchell Waldrop ; traduzione di Libero Sosio. - 2. ed. - Torino : Instar libri,
1996. - xxxii, 589 p. ; 21 cm. - ISBN 88-461-0010-7
- Complessit� 2000 di Silvio Cammarata , Etas, 1999

A disposizione per ogni chiarimento, vi aspettiamo mercoled� 22 (anzi no 30)
(In biblioteca, naturalmente: Piazza Mentana 1, Cologno M.se)

I bibliotecari
Luca Ferrieri e Marilena Cortesini
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letture da sorteggiare
-m.c.- l.f.
ottobre 2002
Gruppo di lettura "la musica del caso".
Diamo seguito alle precedenti comunicazioni per inviarvi la lista dei titoli che porremo in sorteggio:
Allende, La casa degli spiriti
Bateson, Verso un'ecologia della mente
Ben Jelloun, Creatura di sabbia
Bowles, Il te nel deserto
Brandys, Rond�
Bukowski, Post Office
Capra, Il Tao della fisica
Denevi, Rosaura alle dieci
Gordimer, L'aggancio
Gould, Il sorriso del fenicottero
Hawtorne, La lettera scarlatta
Moore, Una catena di rose
Morin, La testa ben fatta
Parks, Destino
Serra, Cerimonie
Terzani, Un indovino mi disse
Yourcenar, Il tempo grande scultore
Zambrano, Delirio e destino


QUESTE LE REGOLE:


1) Ognuno di voi ha tempo fino al 30 settembre per inviarci eventuali proposte integrative (solo un titolo a testa). Vi preghiamo di proporre titoli che abbiano qualche attinenza al percorso fatto, preferibilmente fiction o saggistica non specialistica;

2) Ognuno di voi ha tempo fino al 30 settembre per esprimere un veto. Il libro che chiunque di voi metter� all'indice sar� cancellato dall'elenco e non parteciper� al sorteggio. Questa norma � pensata per evitare che il libro posto sotto lente di ingrandimento sia particolarmente inviso a qualcuno di voi. Naturalmente vi preghiamo di usare del potere di veto con la massima responsabilit�, esercitandolo solo in caso di conclamata idiosincrasia verso un autore o un testo. Naturalmente chi veta, poi, legge (col gruppo).

3) Il nuovo elenco con esclusioni e aggiunte vi sar� comunicato l' 1 ottobre. Il 2 effettueremo il sorteggio e da questa data saprete il titolo su cui eserciteremo con molto piacere il nostro accanimento di lettura.

4) Eventuali nuove richieste di adesione al gruppo, legate eventualmente al titolo sorteggiato, dovranno essere inviate a noi per essere sottoposte al gruppo compatibilmente con il numero massimo di partecipanti che � di circa 25).


Cordiali saluti a tutti


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I bibliotecari
Luca Ferrieri e Marilena Cortesini
Biblioteca civica di Cologno Monzese
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verso una vera lettura collettiva
riunione del 19 settembre
Marilena e Luca
*
"A sedici anni ho cominciato a scuola a leggere Camus. Ancora oggi mi rimane il profumo di quella lettura"
Una partecipante al gruppo "La musica del caso"
*
Cari amici/amiche,

prima di tutto ci scusiamo se alcune persone non sono state avvisate della riunione del 19 settembre. Purtroppo alcuni messaggi spediti in posta elettronica misteriosamente sono tornati indietro (naturalmente dopo il 19).
La riunione del 19 � stata allietata e innaffiata dalla malvasia del signor Pezzotta e insaporita dai croccanti di Anna Recaldini (grazie!). Tra un boccone e l'altro ci siamo aggiornati sulle letture estive. Stefano Mastromauro ci ha portato "Il gioco e il caso" tratto dall'ultimo numero de "Lo straniero" (sono disponibili le fotocopie). Luigi ha "leggiucchiato" (� un suo modo per dire che non lo ha ancora imparato a memoria) "Il caso domato" di Hacking. Bianca ha letto "La testa ben fatta" di Morin. Anche la signora Franca Cangini ci ha parlato di Morin, trovandovi "un aiuto per vivere nell'incertezza". Il signor Pezzotta ha letto un'intera biblioteca, tra cui ci limitiamo a ricordare "Destino" di Parks (che, ci ha avvertito, non ha molto a che vedere col titolo), "A ciascuno il suo" di Sciascia e "Creatura di sabbia" di Ben Jelloun. Carmen, che � reduce da Venezia e ormai legge a colpi di fotogrammi, cita "Il mentore come antimaestro" (che invece � un libro, pubblicato dalla Clueb; il rapporto tra cinema e lettura ha poi acceso qualche discussione). Mauro, nella sua estate di "letture caotiche", si � dedicato all'amato Serra che, in "Cerimonie", racconta il suo apprendistato politico nato dalla "volont� di dare ordine alle cose" e di "dare la parola ai muti". Ci ha regalato una bella pagina di Yourcenar ("Il tempo, grande scultore"): "� senza troppo sperarci che dobbiamo cercare la stabilit�". Un riferimento al solstizio ha provocato ricordi di tombe celtiche alla signora Merli. Anna Recaldini ha trovato nella prima met� de "L'aggancio" (di Nadine Gordimer) molti riferimenti al caso e nella seconda altrettanti al destino. Eccetera eccetera (molti altre "flames" di lettura hanno lambito la riunione ma non sono riassumibili in queste scarne note).
Bene, e ora cosa facciamo? L'idea � questa: proseguiamo il filone "scientifico" di approfondimento del tema caso/caos con un incontro con un "lettore dedicato" (che non � un nuovo modello di cd-rom ma Piero Cavaleri, direttore della Biblioteca della LIUC di Castellanza) e poi con un esperto divulgatore quale, per esempio, Franco Carlini, che ha scritto "La fisica del caos". Parallelamente proseguir� il lavoro di lettura del gruppo, privilegiando la direttrice "intensiva" rispetto a quella estensiva fin qui percorsa. Insomma si sceglier� un libro (uno solo) e lo si far� a brani.
Nella riunione � stato deciso che questa volta la scelta avverr� per sorteggio. Non per niente siamo partiti da "La musica del caso".
Le modalit� del sorteggio e la possibilit�, per ognuno di voi, di esprimere un "veto", vi saranno illustrate nella prossima mail, cos� come la data dell'incontro con Piero Cavaleri. Infine � stato anche deciso che ogni riunione di lettura avr� una "finestra" (di 5 minuti) in cui, a turno, ognuno di noi porger� agli altri,
ad alta voce, un passo di un libro che lo ha particolarmente toccato.
Buone letture!

I bibliotecari

Luca Ferrieri e Marilena Cortesini
Biblioteca civica di Cologno Monzese
Piazza Mentana 1 - 20093 Cologno M.se (Mi) ITALIA
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2.11.02

il caso, i numeri e le probabilit�

-l.g.- (settembre 2002)

alcune osservazioni dalla lettura di Ian Hacking, il caso domato, theoria;

- in biblioteca: 501 hac



Come riassume lo sesso Hacking nel primo capitolo del suo libro: l'indebolirsi del determinismo nel corso dell'ottocento apre la strada al caso. O meglio alle leggi del caso.

Mentre prima la casualit� era il baluardo del pensiero - vale a dire, in ogni ambito, il passato determina esattamente il futuro - "nel corso del xix secolo ci si rese conto che il mondo poteva essere regolare pur non essendo soggetto a leggi di natura universali" (dottrina della necessit�).


Un contributo decisivo a questa "erosione del determinismo" la diede la pubblicazione di una enorme quantit� di dati relative alle persone e alle loro abitudini. "La societa' divenne statistica".

E con le statistiche emerse un nuovo tipo di legge. Leggi che "erano espresse in termini di probabilita' e comportavano le nozioni di normalita' e di deviazione dalla norma".


Questo processo ebbe un effetto importante anche sulle scienze naturali e contribu� al superamento del determinismo, per esempio in fisica: "l'evento concettuale decisivo della fisica del XX secolo � stato la scoperta che il mondo non � deterministico", cos� inizia Hacking il suo libro.


Durante l'et� illuministica "il caso era considerato una superstizione popolare. (...) Il mondo, si diceva, spesso pu� sembrare casuale, ma solo perche' non conosciamo l'inesorabile funzionamento dei suoi meccanismi reconditi" (leggi di natura).
L'avvento della societ� statistica rende il mondo e la societ�, probabilistica: quel che avviene non � frutto di volont� sovradeterminate, n� di leggi naturali, avviene e basta. E alcune cose avvengono con regolarit� altre meno.



Fa paura e tristezza vedere per esempio che in una dato quartiere di una citt�, al di l� delle enormi differenze di storie individuali, la probabilit� di morire ammazzati � cos� alta da avvicinarsi quasi alla norma. Si raccolgono i dati anno dopo anno e si scopre l'incidenza degli omicidi.


Quando avviene un omicidio sotto casa e noi abitiamo in quel quartiere e scopriamo che il morto questa volta � un nostro amico, potremmo dire che quello era il suo destino?; che la sfortuna lo affliggeva? Che � morto per caso?


Indubbiamente dovremmo riconoscere che aveva molte pi� probabilit� di morire cos� rispetto a se avesse abitato in un altro quartiere.
E soprattutto si sapeva che aveva pi� probabilit�. Era prevedibile la sua morte violenta.

La statistica in questo modo addomestica il caso, lo misura in termini di probabilit�.



Si potrebbe osservare dunque che cadere vittime di un omicidio in un'area dove gli omicidi sono pochissimi (deviazione dalla norma) � un fenomeno pi� vicino a quello che intendiamo comunemente come caso (altrimenti definibile come sfortuna) ed � forse in questo ambito concettuale che i discorsi sul caso prendono forma oggi.




Gli eventi che hanno meno probabilit� di avvenire sono pi� definibili "caso" in termini non rigorosi.





- "Caso" da Garzanti dizionario

http://www.garzantilinguistica.it/club/italiano/



s. m.

1 evento fortuito, circostanza imprevedibile: i casi della vita | per caso, per un puro caso, accidentalmente | a caso, sbadatamente, oppure senza una precisa intenzione | si d� il caso che, capita che | guarda caso, per combinazione | far caso a qualcosa, prestarvi attenzione, badarvi | caso fortuito, (dir.) evento indipendente dalla volont� umana e imprevedibile

2 causa estranea al volere umano, cui si attribuisce il verificarsi di qualcosa: il caso volle che lo incontrassi; affidarsi al caso

3 situazione particolare: decidere secondo il caso | fare al caso, essere opportuno, adatto | essere, non essere il caso, essere, non essere opportuno: non � il caso di preoccuparsi

4 fatto, vicenda non comune; anche, vicenda che fa scalpore, spec. giudiziaria o amministrativa: esporre il proprio caso; un caso complesso, imbarazzante; un caso giudiziario; il caso Dreyfus | caso limite, fenomeno che presenta accentuata al massimo una determinata caratteristica | caso di coscienza, circostanza in cui si � in dubbio circa la corrispondenza dei nostri atti con le regole morali | caso da manuale, che ha valore di esempio | caso di stato, (fig. scherz.) di grande importanza | far caso, (fam.) far impressione, meraviglia: mi fa caso che non sia venuto



Sinonimi/Contrari

1 (evento fortuito, imprevedibile) Sin. combinazione, coincidenza, contingenza, imprevisto, fatalit�, casualit�

2 Sin. sorte, destino, fato

3 Sin. fatto, vicenda, episodio, evento, avvenimento; circostanza, situazione, frangente; questione, problema

4 Sin. possibilit�, eventualit�

5 (gramm.) Sin. funzione Specif. caso retto, caso obliquo.




- chance da

www.xrefer.com

In ordinary use, this term is interchangeable with 'probability' in 'The chance of heads is 1/2' but not in 'Shall we take a chance and hire him?' Among experts, however, there are more distinctions, or attempted distinctions, between 'chance', 'probability', 'degree of belief', 'relative frequency', 'propensity', 'likelihood', and some others. For a given coin-tossing device, we may think of (1) the actual frequency of heads in a given series of tosses, (2) the betting-rate a given person would offer on heads for a prospective toss, (3) what the frequency would be for some prospective 'long' run, (4) the dispositional condition of the device to produce heads, and other related things. We may come to disagree over whether we are identifying something definite and whether to call it 'chance'.
A traditional question in philosophy concerns the view that nothing ever really happens merely 'by chance'. On this view, even though the probability or chance of heads for a single toss may be explained in various theories as being 1/2, it will none the less be true that the outcome of the toss was causally determined in advance. In this discussion 'mere chance' is seen by its proponents as a feature of events that, contrary to metaphysical determinism, are not completely caused by antecedent events, and, contrary to metaphysical libertarianism, are not caused by 'free agents' either.

J.C.

Bibliography Ian Hacking, The Emergence of Probability: A Philosophical Study of Early Ideas about Probability, Induction and Statistical Inference (Cambridge, 1975).

K. R. Popper, 'The Propensity Interpretation of Probability', British Journal of the Philosophy of Science (1959). The Oxford Companion to Philosophy, � Oxford University Press 1995







------------------------------------------------
1)Ian Hacking, il caso domato, theoria, pag. 1


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