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IL BLOG DEL GRUPPO DI LETTURA HA CAMBIATO CASA; IL NUOVO INDIRIZZO è http://gruppodilettura.wordpress.com/

30.5.03

due romanzi
e l'angoscia

a.p.

A proposito dei due libri oggetto principale della serata: Austerlitz e Sefarad; tutti hanno provato un sentimento forte di angoscia legato intimamente alla lettura dei due testi: naturale pensare che questo sentimento era ed � legato alle vicende tremende narrate.

Mi sono per� chiesto perch� fatti tragici cos� distanti da noi (sono passati almeno sessanta anni e probabilmente nessuno dei partecipanti ha avuto la sfortuna di essere coinvolto personalmente, almeno spero) abbiano ancora il potere di sbigottirci,di farci restare senza parole.

Mi sono dato questa risposta che travalica il naturale orrore fisico che ognuno pu� provare di
fronte al male estremo: il male che vediamo emergere dai due testi � cos� profondo da poterci raggiungere anche quando i suoi effetti materiali si sono esauriti (le dittature sono cadute, i campi di sterminio sono stati chiusi, siamo tornati a rapporti pacifici con gli oppressori di un tempo e via dicendo) e quindi questo stesso male � pi� grande, pi� profondo, pi� nefasto di quel che pu� apparire mentre esplica le sue nefandezze, � in grado di estendere i suoi tentacoli per molti anni dopo la sua scomparsa, � in grado di avvelenarci e di colpirci anche se i suoi autori sono scomparsi da tempo.

E' lecito chiedersi se qusto tormento possa mai finire e se dobbiamo passare a miglior vita per avere pace.
Qualcuno si chieder�:
E allora, che fare? Non ho una risposta, ma comprendo il desiderio o il tentativo di alcuni di cercare di sottrarsi a queste angosce perpetue ricuperando una speranza di felicit� attraverso non una negazione dei fatti o un "revisionismo" tanto di moda oggi, ma attraverso una sfocatura,un oblio che renda l'angoscia di questi orrori pi� sopportabile.

Chiedo scusa per la lunghezza e un saluto a tutti.
Antonio Pezzotta

29.5.03

QUESTA SERA ORE 20,45 - si riunisce il gruppo di lettura
in biblioteca a cologno monzese:)

20.5.03

Un altro Sebald
e poi: leggere, una rivalsa?
a.p.

ma � vero che i viaggi di conrad � meglio farli che leggerli?

In considerazione della lettura del romanzo Austerlitz di Sebald che stiamo leggendo come gruppo, desidero segnalare ai membri una nota di Javier Marias apparsa il 10 maggio 2003 sul supplemento del sabato di Repubblica D di Donna avente come oggetto un libro appunto di Sebald "Sulla storia naturale della distruzione" che per il suo contenuto ha letteralmente sconvolto Javier Marias; egli ne riporta alcuni passi relativamente a ci� che � stata la guerra per i civili nelle citt� tedesche durante l'ultimo conflitto mondiale (Amburgo, Dresda, Colonia). Far� delle fotocopie dell'articolo da distribuire a chi lo volesse avere per la prossima riunione del gruppo di lettura. C'� una frase che Marias riporta e che � di tragica attualit� : " ...n� nei film,n� in tv, c'� l'odore, per esempio, nessuno pu� immaginarlo, l'odore che c'� in guerra...".

A margine del nostro prossimo incontro, vorrei dare un motivo di riflessione ai partecipanti con una frase ( che a me sembra a dire il vero un po' tranchant) che ho trovato oggi sul Venerd� di Repubblica detta da Alessandro Baricco durante il Salone del Libro in corso a Torino.
"Leggere � sempre la rivalsa di qualcuno che dalla vita � stato offeso, ferito. Mi sembra un intelligentissimo modo di perdere,l eggere libri." E prosegue : " I lettori forti appartengono ad una umanit� sofferente: ho sempre pensato che se la gente avesse una vita intensa e luminosa, non avrebbe il tempo di leggere.Non c'� niente nei libri che la vita non possa insegnare e, in generale,� sempre meglio imparare dalla vita. I viaggi di Conrad � meglio farli che leggerli" E noi allora, che siamo lettori accaniti, o forti che dir si voglia, come ne usciamo?

16.5.03


Il campo di concentramento di Terezin, dove � stata imprigionata la madre di Austerlitz (immagine Jon Fox)

Austerlitz, diario di lettura (3)
Quale � la triangolazione fra Sebald,
Austerlitz e il narratore?

l.g.
16 maggio 2003

Certamente il personaggio _Austerlitz_ � totalmente parte della tradizione della narrativa: non � realmente esistito cos� come viene narrato ma � frutto dell'ispirazione proveniente da "due o tre, o forse tre persone e mezzo", come ha spiegato Sebald in un'intervista rilasciata al Guardian poco prima di morire e pubblicata poco dopo l'incidente.

Uno � un collega, dice Austerlitz, un'altra una persona ritratta in un documentario: una donna che con la gemella venne cresciuta da una famiglia calvinista in Galles. E queste due gemelle erano originarie della Baviera, di Monaco, dove erano cresciute in un orfanotrofio, ma questa loro storia non fu per loro mai completamente chiara. E il legame con l'origine di Sebald (anch'egli bavarese) accese una lampadina nello scrittore.
Fatico ancora, invece, a mettere a fuoco il ruolo del narratore, che raccoglie la storia di Austerlitz ma che ha anche una propria storia che a volte emerge, altre � accennata, che dimostra attenzione per i temi che Austerlitz propone; che ha un'identit� distinta, mi pare da quella dell'autore. Oppure no? Coincide con l'autore quanto a punti di vista, pensieri e riflessioni?

7.5.03

a proposito di austerlitz
v.s.

sono contenta che questo libro abbia suscitato tanto interesse e passione in Luigi. I suoi messaggi sono bellissimi e io li sto inoltrando a tutti imiei amici perch� conascono e leggano questo libro. sempre grazie alla bibblioteca ho letto recentemente _lo sguardo del flaneur_ che tratta in parte lo stesso tema e usa le foto anche lui. Pi� ancora di simbald, le foto sembrano non avere attinenza con il tema del libro.
ne parleremo quando fisserete l'incontro
a presto

vera

2.5.03

Austerlitz, diario di lettura (2)
->Le fotografie
l.g.

2 maggio 2003

Il viaggio nel romanzo di Sebald, pieno di meraviglie, si ferma oggi per provare a fissare qualche pensiero sull'uso delle immagini.
Perch� tante fotografie per sostenere il racconto?
Ho cercato un po' in rete e ho trovate alcune risposte e ho provato a ragionarci.

Massimo Bonifazio, in un articolo) pubblicato sul Manifesto nel dicembre del 2001, pochi giorni dopo l'incidente d'auto che ha ucciso Sebald, riferisce della malinconia e del ruolo della memoria dello scrittore:

::::::Come per ogni malinconico, la memoria svolge un ruolo centrale nella cosmologia intellettuale di Sebald e del suo narratore. Non a caso, disseminate in tutti i suoi testi in prosa compaiono molte fotografie, che richiamano a un tempo il passato e il ___dubbio su di esso____: cosa rappresentano davvero? Sono un sostegno per la memoria, oppure la fuorviano? Sono documenti, prove storiche, o rimandano solo a s� stesse e alla malinconia che evocano?::::

Altrove si scrive di fotografie

:::che restano come documenti epifanici, indubitabili, di ci� che siamo stati e di ci� che altri hanno visto e vissuto. ::::

In questo articolo si citano anche le parole del critico Marco Belpoliti, in proposito:

::::E' come se lo scrittore dubitasse per primo di ci� che sta raccontando, consapevole del lato della finzione che costruisce le sue storie: ma non per questo smette di esibire prove documentali del suo racconto, di sorreggerle con testi visivi: diari, manoscritti, cartine, mappe e, appunto, fotografie. ::::

Quindi: le immagini come strumento narrativo; attrezzi che, nel laboratorio dello scrittore, fanno da documenti della finzione a disposizione del narratore. In questo simili ai molti manoscritti trovati dai narratori di tutti i secoli, sui quali appoggiare le storie raccontate. Sebald sceglie le fotografie - sfocate, ingiallite, seppia - perch� esse hanno una straordinaria capacit� di toccare le corde della nostalgia, della melanconia; aiutano quindi nel modo migliore il suo progetto artistico, che, in fondo, dovrebbe corrispondere a quella __"metafisica della storia" da raggiungere attraverso il racconto, in cui il ricordo ritorna a vivere__ che il narratore di Austerlitz attribuisce al suo personaggio a pagina 19 del romanzo (gi� citata nella scorsa nota, ma � probabilmente una delle chiavi di lettura principali del libro).

E' indubbio che la fotografie e l'uso che ne fa Sebald contribuiscano allo stile di narrazione allusivo, che rifugge il tono assertivo, e cerca invece di suggerire implicazioni e suscitare suggestioni.
In un articolo) del quotidiano inglese Guardian, sempre in occasione della morte dello scrittore, viene riferito che le fotografie usate da Sebald erano spesso ritrovate fra vecchie scartoffie, cartoline, o riprodotte da vecchi quotidiani. Frequentava assiduamente la copisteria dell'universit� dove lavorava (East Anglia) per decidere come usare al meglio quelle vecchie immagini, come correggerne il contrasto, il taglio o mutarne le dimensioni.

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    ma � vero che i viaggi di conrad � meglio farli che leggerli?

    In considerazione della lettura del romanzo Austerlitz di Sebald che stiamo leggendo come gruppo, desidero segnalare ai membri una nota di Javier Marias apparsa il 10 maggio 2003 sul supplemento del sabato di Repubblica D di Donna avente come oggetto un libro appunto di Sebald "Sulla storia naturale della distruzione" che per il suo contenuto ha letteralmente sconvolto Javier Marias; egli ne riporta alcuni passi relativamente a ci� che � stata la guerra per i civili nelle citt� tedesche durante l'ultimo conflitto mondiale (Amburgo, Dresda, Colonia). Far� delle fotocopie dell'articolo da distribuire a chi lo volesse avere per la prossima riunione del gruppo di lettura. C'� una frase che Marias riporta e che � di tragica attualit� : " ...n� nei film,n� in tv, c'� l'odore, per esempio, nessuno pu� immaginarlo, l'odore che c'� in guerra...".

    A margine del nostro prossimo incontro, vorrei dare un motivo di riflessione ai partecipanti con una frase ( che a me sembra a dire il vero un po' tranchant) che ho trovato oggi sul Venerd� di Repubblica detta da Alessandro Baricco durante il Salone del Libro in corso a Torino.
    "Leggere � sempre la rivalsa di qualcuno che dalla vita � stato offeso, ferito. Mi sembra un intelligentissimo modo di perdere,l eggere libri." E prosegue : " I lettori forti appartengono ad una umanit� sofferente: ho sempre pensato che se la gente avesse una vita intensa e luminosa, non avrebbe il tempo di leggere.Non c'� niente nei libri che la vita non possa insegnare e, in generale,� sempre meglio imparare dalla vita. I viaggi di Conrad � meglio farli che leggerli" E noi allora, che siamo lettori accaniti, o forti che dir si voglia, come ne usciamo? |W|P|94635859|W|P||W|P|5/16/2003 06:52:00 PM|W|P|luiginter|W|P|
    Il campo di concentramento di Terezin, dove � stata imprigionata la madre di Austerlitz (immagine Jon Fox)|W|P|94458215|W|P||W|P|5/16/2003 06:39:00 PM|W|P|luiginter|W|P|Austerlitz, diario di lettura (3)
    Quale � la triangolazione fra Sebald,
    Austerlitz e il narratore?

    l.g.
    16 maggio 2003

    Certamente il personaggio _Austerlitz_ � totalmente parte della tradizione della narrativa: non � realmente esistito cos� come viene narrato ma � frutto dell'ispirazione proveniente da "due o tre, o forse tre persone e mezzo", come ha spiegato Sebald in un'intervista rilasciata al Guardian poco prima di morire e pubblicata poco dopo l'incidente.

    Uno � un collega, dice Austerlitz, un'altra una persona ritratta in un documentario: una donna che con la gemella venne cresciuta da una famiglia calvinista in Galles. E queste due gemelle erano originarie della Baviera, di Monaco, dove erano cresciute in un orfanotrofio, ma questa loro storia non fu per loro mai completamente chiara. E il legame con l'origine di Sebald (anch'egli bavarese) accese una lampadina nello scrittore.
    Fatico ancora, invece, a mettere a fuoco il ruolo del narratore, che raccoglie la storia di Austerlitz ma che ha anche una propria storia che a volte emerge, altre � accennata, che dimostra attenzione per i temi che Austerlitz propone; che ha un'identit� distinta, mi pare da quella dell'autore. Oppure no? Coincide con l'autore quanto a punti di vista, pensieri e riflessioni?|W|P|94457572|W|P||W|P|5/07/2003 10:38:00 AM|W|P|luiginter|W|P|a proposito di austerlitz
    v.s.

    sono contenta che questo libro abbia suscitato tanto interesse e passione in Luigi. I suoi messaggi sono bellissimi e io li sto inoltrando a tutti imiei amici perch� conascono e leggano questo libro. sempre grazie alla bibblioteca ho letto recentemente _lo sguardo del flaneur_ che tratta in parte lo stesso tema e usa le foto anche lui. Pi� ancora di simbald, le foto sembrano non avere attinenza con il tema del libro.
    ne parleremo quando fisserete l'incontro
    a presto

    vera|W|P|93916107|W|P||W|P|5/02/2003 07:12:00 PM|W|P|luiginter|W|P|Austerlitz, diario di lettura (2)
    ->Le fotografie
    l.g.

    2 maggio 2003

    Il viaggio nel romanzo di Sebald, pieno di meraviglie, si ferma oggi per provare a fissare qualche pensiero sull'uso delle immagini.
    Perch� tante fotografie per sostenere il racconto?
    Ho cercato un po' in rete e ho trovate alcune risposte e ho provato a ragionarci.

    Massimo Bonifazio, in un articolo) pubblicato sul Manifesto nel dicembre del 2001, pochi giorni dopo l'incidente d'auto che ha ucciso Sebald, riferisce della malinconia e del ruolo della memoria dello scrittore:

    ::::::Come per ogni malinconico, la memoria svolge un ruolo centrale nella cosmologia intellettuale di Sebald e del suo narratore. Non a caso, disseminate in tutti i suoi testi in prosa compaiono molte fotografie, che richiamano a un tempo il passato e il ___dubbio su di esso____: cosa rappresentano davvero? Sono un sostegno per la memoria, oppure la fuorviano? Sono documenti, prove storiche, o rimandano solo a s� stesse e alla malinconia che evocano?::::

    Altrove si scrive di fotografie

    :::che restano come documenti epifanici, indubitabili, di ci� che siamo stati e di ci� che altri hanno visto e vissuto. ::::

    In questo articolo si citano anche le parole del critico Marco Belpoliti, in proposito:

    ::::E' come se lo scrittore dubitasse per primo di ci� che sta raccontando, consapevole del lato della finzione che costruisce le sue storie: ma non per questo smette di esibire prove documentali del suo racconto, di sorreggerle con testi visivi: diari, manoscritti, cartine, mappe e, appunto, fotografie. ::::

    Quindi: le immagini come strumento narrativo; attrezzi che, nel laboratorio dello scrittore, fanno da documenti della finzione a disposizione del narratore. In questo simili ai molti manoscritti trovati dai narratori di tutti i secoli, sui quali appoggiare le storie raccontate. Sebald sceglie le fotografie - sfocate, ingiallite, seppia - perch� esse hanno una straordinaria capacit� di toccare le corde della nostalgia, della melanconia; aiutano quindi nel modo migliore il suo progetto artistico, che, in fondo, dovrebbe corrispondere a quella __"metafisica della storia" da raggiungere attraverso il racconto, in cui il ricordo ritorna a vivere__ che il narratore di Austerlitz attribuisce al suo personaggio a pagina 19 del romanzo (gi� citata nella scorsa nota, ma � probabilmente una delle chiavi di lettura principali del libro).

    E' indubbio che la fotografie e l'uso che ne fa Sebald contribuiscano allo stile di narrazione allusivo, che rifugge il tono assertivo, e cerca invece di suggerire implicazioni e suscitare suggestioni.
    In un articolo) del quotidiano inglese Guardian, sempre in occasione della morte dello scrittore, viene riferito che le fotografie usate da Sebald erano spesso ritrovate fra vecchie scartoffie, cartoline, o riprodotte da vecchi quotidiani. Frequentava assiduamente la copisteria dell'universit� dove lavorava (East Anglia) per decidere come usare al meglio quelle vecchie immagini, come correggerne il contrasto, il taglio o mutarne le dimensioni.|W|P|93661038|W|P||W|P|--> ma � vero che i viaggi di conrad � meglio farli che leggerli?

    In considerazione della lettura del romanzo Austerlitz di Sebald che stiamo leggendo come gruppo, desidero segnalare ai membri una nota di Javier Marias apparsa il 10 maggio 2003 sul supplemento del sabato di Repubblica D di Donna avente come oggetto un libro appunto di Sebald "Sulla storia naturale della distruzione" che per il suo contenuto ha letteralmente sconvolto Javier Marias; egli ne riporta alcuni passi relativamente a ci� che � stata la guerra per i civili nelle citt� tedesche durante l'ultimo conflitto mondiale (Amburgo, Dresda, Colonia). Far� delle fotocopie dell'articolo da distribuire a chi lo volesse avere per la prossima riunione del gruppo di lettura. C'� una frase che Marias riporta e che � di tragica attualit� : " ...n� nei film,n� in tv, c'� l'odore, per esempio, nessuno pu� immaginarlo, l'odore che c'� in guerra...".

    A margine del nostro prossimo incontro, vorrei dare un motivo di riflessione ai partecipanti con una frase ( che a me sembra a dire il vero un po' tranchant) che ho trovato oggi sul Venerd� di Repubblica detta da Alessandro Baricco durante il Salone del Libro in corso a Torino.
    "Leggere � sempre la rivalsa di qualcuno che dalla vita � stato offeso, ferito. Mi sembra un intelligentissimo modo di perdere,l eggere libri." E prosegue : " I lettori forti appartengono ad una umanit� sofferente: ho sempre pensato che se la gente avesse una vita intensa e luminosa, non avrebbe il tempo di leggere.Non c'� niente nei libri che la vita non possa insegnare e, in generale,� sempre meglio imparare dalla vita. I viaggi di Conrad � meglio farli che leggerli" E noi allora, che siamo lettori accaniti, o forti che dir si voglia, come ne usciamo? |W|P|94635859|W|P||W|P|5/16/2003 06:52:00 PM|W|P|luiginter|W|P|
    Il campo di concentramento di Terezin, dove � stata imprigionata la madre di Austerlitz (immagine Jon Fox)|W|P|94458215|W|P||W|P|5/16/2003 06:39:00 PM|W|P|luiginter|W|P|Austerlitz, diario di lettura (3)
    Quale � la triangolazione fra Sebald,
    Austerlitz e il narratore?

    l.g.
    16 maggio 2003

    Certamente il personaggio _Austerlitz_ � totalmente parte della tradizione della narrativa: non � realmente esistito cos� come viene narrato ma � frutto dell'ispirazione proveniente da "due o tre, o forse tre persone e mezzo", come ha spiegato Sebald in un'intervista rilasciata al Guardian poco prima di morire e pubblicata poco dopo l'incidente.

    Uno � un collega, dice Austerlitz, un'altra una persona ritratta in un documentario: una donna che con la gemella venne cresciuta da una famiglia calvinista in Galles. E queste due gemelle erano originarie della Baviera, di Monaco, dove erano cresciute in un orfanotrofio, ma questa loro storia non fu per loro mai completamente chiara. E il legame con l'origine di Sebald (anch'egli bavarese) accese una lampadina nello scrittore.
    Fatico ancora, invece, a mettere a fuoco il ruolo del narratore, che raccoglie la storia di Austerlitz ma che ha anche una propria storia che a volte emerge, altre � accennata, che dimostra attenzione per i temi che Austerlitz propone; che ha un'identit� distinta, mi pare da quella dell'autore. Oppure no? Coincide con l'autore quanto a punti di vista, pensieri e riflessioni?|W|P|94457572|W|P||W|P|5/07/2003 10:38:00 AM|W|P|luiginter|W|P|a proposito di austerlitz
    v.s.

    sono contenta che questo libro abbia suscitato tanto interesse e passione in Luigi. I suoi messaggi sono bellissimi e io li sto inoltrando a tutti imiei amici perch� conascono e leggano questo libro. sempre grazie alla bibblioteca ho letto recentemente _lo sguardo del flaneur_ che tratta in parte lo stesso tema e usa le foto anche lui. Pi� ancora di simbald, le foto sembrano non avere attinenza con il tema del libro.
    ne parleremo quando fisserete l'incontro
    a presto

    vera|W|P|93916107|W|P||W|P|5/02/2003 07:12:00 PM|W|P|luiginter|W|P|Austerlitz, diario di lettura (2)
    ->Le fotografie
    l.g.

    2 maggio 2003

    Il viaggio nel romanzo di Sebald, pieno di meraviglie, si ferma oggi per provare a fissare qualche pensiero sull'uso delle immagini.
    Perch� tante fotografie per sostenere il racconto?
    Ho cercato un po' in rete e ho trovate alcune risposte e ho provato a ragionarci.

    Massimo Bonifazio, in un articolo) pubblicato sul Manifesto nel dicembre del 2001, pochi giorni dopo l'incidente d'auto che ha ucciso Sebald, riferisce della malinconia e del ruolo della memoria dello scrittore:

    ::::::Come per ogni malinconico, la memoria svolge un ruolo centrale nella cosmologia intellettuale di Sebald e del suo narratore. Non a caso, disseminate in tutti i suoi testi in prosa compaiono molte fotografie, che richiamano a un tempo il passato e il ___dubbio su di esso____: cosa rappresentano davvero? Sono un sostegno per la memoria, oppure la fuorviano? Sono documenti, prove storiche, o rimandano solo a s� stesse e alla malinconia che evocano?::::

    Altrove si scrive di fotografie

    :::che restano come documenti epifanici, indubitabili, di ci� che siamo stati e di ci� che altri hanno visto e vissuto. ::::

    In questo articolo si citano anche le parole del critico Marco Belpoliti, in proposito:

    ::::E' come se lo scrittore dubitasse per primo di ci� che sta raccontando, consapevole del lato della finzione che costruisce le sue storie: ma non per questo smette di esibire prove documentali del suo racconto, di sorreggerle con testi visivi: diari, manoscritti, cartine, mappe e, appunto, fotografie. ::::

    Quindi: le immagini come strumento narrativo; attrezzi che, nel laboratorio dello scrittore, fanno da documenti della finzione a disposizione del narratore. In questo simili ai molti manoscritti trovati dai narratori di tutti i secoli, sui quali appoggiare le storie raccontate. Sebald sceglie le fotografie - sfocate, ingiallite, seppia - perch� esse hanno una straordinaria capacit� di toccare le corde della nostalgia, della melanconia; aiutano quindi nel modo migliore il suo progetto artistico, che, in fondo, dovrebbe corrispondere a quella __"metafisica della storia" da raggiungere attraverso il racconto, in cui il ricordo ritorna a vivere__ che il narratore di Austerlitz attribuisce al suo personaggio a pagina 19 del romanzo (gi� citata nella scorsa nota, ma � probabilmente una delle chiavi di lettura principali del libro).

    E' indubbio che la fotografie e l'uso che ne fa Sebald contribuiscano allo stile di narrazione allusivo, che rifugge il tono assertivo, e cerca invece di suggerire implicazioni e suscitare suggestioni.
    In un articolo) del quotidiano inglese Guardian, sempre in occasione della morte dello scrittore, viene riferito che le fotografie usate da Sebald erano spesso ritrovate fra vecchie scartoffie, cartoline, o riprodotte da vecchi quotidiani. Frequentava assiduamente la copisteria dell'universit� dove lavorava (East Anglia) per decidere come usare al meglio quelle vecchie immagini, come correggerne il contrasto, il taglio o mutarne le dimensioni.|W|P|93661038|W|P||W|P|--> ma � vero che i viaggi di conrad � meglio farli che leggerli?

    In considerazione della lettura del romanzo Austerlitz di Sebald che stiamo leggendo come gruppo, desidero segnalare ai membri una nota di Javier Marias apparsa il 10 maggio 2003 sul supplemento del sabato di Repubblica D di Donna avente come oggetto un libro appunto di Sebald "Sulla storia naturale della distruzione" che per il suo contenuto ha letteralmente sconvolto Javier Marias; egli ne riporta alcuni passi relativamente a ci� che � stata la guerra per i civili nelle citt� tedesche durante l'ultimo conflitto mondiale (Amburgo, Dresda, Colonia). Far� delle fotocopie dell'articolo da distribuire a chi lo volesse avere per la prossima riunione del gruppo di lettura. C'� una frase che Marias riporta e che � di tragica attualit� : " ...n� nei film,n� in tv, c'� l'odore, per esempio, nessuno pu� immaginarlo, l'odore che c'� in guerra...".

    A margine del nostro prossimo incontro, vorrei dare un motivo di riflessione ai partecipanti con una frase ( che a me sembra a dire il vero un po' tranchant) che ho trovato oggi sul Venerd� di Repubblica detta da Alessandro Baricco durante il Salone del Libro in corso a Torino.
    "Leggere � sempre la rivalsa di qualcuno che dalla vita � stato offeso, ferito. Mi sembra un intelligentissimo modo di perdere,l eggere libri." E prosegue : " I lettori forti appartengono ad una umanit� sofferente: ho sempre pensato che se la gente avesse una vita intensa e luminosa, non avrebbe il tempo di leggere.Non c'� niente nei libri che la vita non possa insegnare e, in generale,� sempre meglio imparare dalla vita. I viaggi di Conrad � meglio farli che leggerli" E noi allora, che siamo lettori accaniti, o forti che dir si voglia, come ne usciamo? |W|P|94635859|W|P||W|P|5/16/2003 06:52:00 PM|W|P|luiginter|W|P|
    Il campo di concentramento di Terezin, dove � stata imprigionata la madre di Austerlitz (immagine Jon Fox)|W|P|94458215|W|P||W|P|5/16/2003 06:39:00 PM|W|P|luiginter|W|P|Austerlitz, diario di lettura (3)
    Quale � la triangolazione fra Sebald,
    Austerlitz e il narratore?

    l.g.
    16 maggio 2003

    Certamente il personaggio _Austerlitz_ � totalmente parte della tradizione della narrativa: non � realmente esistito cos� come viene narrato ma � frutto dell'ispirazione proveniente da "due o tre, o forse tre persone e mezzo", come ha spiegato Sebald in un'intervista rilasciata al Guardian poco prima di morire e pubblicata poco dopo l'incidente.

    Uno � un collega, dice Austerlitz, un'altra una persona ritratta in un documentario: una donna che con la gemella venne cresciuta da una famiglia calvinista in Galles. E queste due gemelle erano originarie della Baviera, di Monaco, dove erano cresciute in un orfanotrofio, ma questa loro storia non fu per loro mai completamente chiara. E il legame con l'origine di Sebald (anch'egli bavarese) accese una lampadina nello scrittore.
    Fatico ancora, invece, a mettere a fuoco il ruolo del narratore, che raccoglie la storia di Austerlitz ma che ha anche una propria storia che a volte emerge, altre � accennata, che dimostra attenzione per i temi che Austerlitz propone; che ha un'identit� distinta, mi pare da quella dell'autore. Oppure no? Coincide con l'autore quanto a punti di vista, pensieri e riflessioni?|W|P|94457572|W|P||W|P|5/07/2003 10:38:00 AM|W|P|luiginter|W|P|a proposito di austerlitz
    v.s.

    sono contenta che questo libro abbia suscitato tanto interesse e passione in Luigi. I suoi messaggi sono bellissimi e io li sto inoltrando a tutti imiei amici perch� conascono e leggano questo libro. sempre grazie alla bibblioteca ho letto recentemente _lo sguardo del flaneur_ che tratta in parte lo stesso tema e usa le foto anche lui. Pi� ancora di simbald, le foto sembrano non avere attinenza con il tema del libro.
    ne parleremo quando fisserete l'incontro
    a presto

    vera|W|P|93916107|W|P||W|P|5/02/2003 07:12:00 PM|W|P|luiginter|W|P|Austerlitz, diario di lettura (2)
    ->Le fotografie
    l.g.

    2 maggio 2003

    Il viaggio nel romanzo di Sebald, pieno di meraviglie, si ferma oggi per provare a fissare qualche pensiero sull'uso delle immagini.
    Perch� tante fotografie per sostenere il racconto?
    Ho cercato un po' in rete e ho trovate alcune risposte e ho provato a ragionarci.

    Massimo Bonifazio, in un articolo) pubblicato sul Manifesto nel dicembre del 2001, pochi giorni dopo l'incidente d'auto che ha ucciso Sebald, riferisce della malinconia e del ruolo della memoria dello scrittore:

    ::::::Come per ogni malinconico, la memoria svolge un ruolo centrale nella cosmologia intellettuale di Sebald e del suo narratore. Non a caso, disseminate in tutti i suoi testi in prosa compaiono molte fotografie, che richiamano a un tempo il passato e il ___dubbio su di esso____: cosa rappresentano davvero? Sono un sostegno per la memoria, oppure la fuorviano? Sono documenti, prove storiche, o rimandano solo a s� stesse e alla malinconia che evocano?::::

    Altrove si scrive di fotografie

    :::che restano come documenti epifanici, indubitabili, di ci� che siamo stati e di ci� che altri hanno visto e vissuto. ::::

    In questo articolo si citano anche le parole del critico Marco Belpoliti, in proposito:

    ::::E' come se lo scrittore dubitasse per primo di ci� che sta raccontando, consapevole del lato della finzione che costruisce le sue storie: ma non per questo smette di esibire prove documentali del suo racconto, di sorreggerle con testi visivi: diari, manoscritti, cartine, mappe e, appunto, fotografie. ::::

    Quindi: le immagini come strumento narrativo; attrezzi che, nel laboratorio dello scrittore, fanno da documenti della finzione a disposizione del narratore. In questo simili ai molti manoscritti trovati dai narratori di tutti i secoli, sui quali appoggiare le storie raccontate. Sebald sceglie le fotografie - sfocate, ingiallite, seppia - perch� esse hanno una straordinaria capacit� di toccare le corde della nostalgia, della melanconia; aiutano quindi nel modo migliore il suo progetto artistico, che, in fondo, dovrebbe corrispondere a quella __"metafisica della storia" da raggiungere attraverso il racconto, in cui il ricordo ritorna a vivere__ che il narratore di Austerlitz attribuisce al suo personaggio a pagina 19 del romanzo (gi� citata nella scorsa nota, ma � probabilmente una delle chiavi di lettura principali del libro).

    E' indubbio che la fotografie e l'uso che ne fa Sebald contribuiscano allo stile di narrazione allusivo, che rifugge il tono assertivo, e cerca invece di suggerire implicazioni e suscitare suggestioni.
    In un articolo) del quotidiano inglese Guardian, sempre in occasione della morte dello scrittore, viene riferito che le fotografie usate da Sebald erano spesso ritrovate fra vecchie scartoffie, cartoline, o riprodotte da vecchi quotidiani. Frequentava assiduamente la copisteria dell'universit� dove lavorava (East Anglia) per decidere come usare al meglio quelle vecchie immagini, come correggerne il contrasto, il taglio o mutarne le dimensioni.|W|P|93661038|W|P||W|P|--> ma � vero che i viaggi di conrad � meglio farli che leggerli?

    In considerazione della lettura del romanzo Austerlitz di Sebald che stiamo leggendo come gruppo, desidero segnalare ai membri una nota di Javier Marias apparsa il 10 maggio 2003 sul supplemento del sabato di Repubblica D di Donna avente come oggetto un libro appunto di Sebald "Sulla storia naturale della distruzione" che per il suo contenuto ha letteralmente sconvolto Javier Marias; egli ne riporta alcuni passi relativamente a ci� che � stata la guerra per i civili nelle citt� tedesche durante l'ultimo conflitto mondiale (Amburgo, Dresda, Colonia). Far� delle fotocopie dell'articolo da distribuire a chi lo volesse avere per la prossima riunione del gruppo di lettura. C'� una frase che Marias riporta e che � di tragica attualit� : " ...n� nei film,n� in tv, c'� l'odore, per esempio, nessuno pu� immaginarlo, l'odore che c'� in guerra...".

    A margine del nostro prossimo incontro, vorrei dare un motivo di riflessione ai partecipanti con una frase ( che a me sembra a dire il vero un po' tranchant) che ho trovato oggi sul Venerd� di Repubblica detta da Alessandro Baricco durante il Salone del Libro in corso a Torino.
    "Leggere � sempre la rivalsa di qualcuno che dalla vita � stato offeso, ferito. Mi sembra un intelligentissimo modo di perdere,l eggere libri." E prosegue : " I lettori forti appartengono ad una umanit� sofferente: ho sempre pensato che se la gente avesse una vita intensa e luminosa, non avrebbe il tempo di leggere.Non c'� niente nei libri che la vita non possa insegnare e, in generale,� sempre meglio imparare dalla vita. I viaggi di Conrad � meglio farli che leggerli" E noi allora, che siamo lettori accaniti, o forti che dir si voglia, come ne usciamo? |W|P|94635859|W|P||W|P|5/16/2003 06:52:00 PM|W|P|luiginter|W|P|
    Il campo di concentramento di Terezin, dove � stata imprigionata la madre di Austerlitz (immagine Jon Fox)|W|P|94458215|W|P||W|P|5/16/2003 06:39:00 PM|W|P|luiginter|W|P|Austerlitz, diario di lettura (3)
    Quale � la triangolazione fra Sebald,
    Austerlitz e il narratore?

    l.g.
    16 maggio 2003

    Certamente il personaggio _Austerlitz_ � totalmente parte della tradizione della narrativa: non � realmente esistito cos� come viene narrato ma � frutto dell'ispirazione proveniente da "due o tre, o forse tre persone e mezzo", come ha spiegato Sebald in un'intervista rilasciata al Guardian poco prima di morire e pubblicata poco dopo l'incidente.

    Uno � un collega, dice Austerlitz, un'altra una persona ritratta in un documentario: una donna che con la gemella venne cresciuta da una famiglia calvinista in Galles. E queste due gemelle erano originarie della Baviera, di Monaco, dove erano cresciute in un orfanotrofio, ma questa loro storia non fu per loro mai completamente chiara. E il legame con l'origine di Sebald (anch'egli bavarese) accese una lampadina nello scrittore.
    Fatico ancora, invece, a mettere a fuoco il ruolo del narratore, che raccoglie la storia di Austerlitz ma che ha anche una propria storia che a volte emerge, altre � accennata, che dimostra attenzione per i temi che Austerlitz propone; che ha un'identit� distinta, mi pare da quella dell'autore. Oppure no? Coincide con l'autore quanto a punti di vista, pensieri e riflessioni?|W|P|94457572|W|P||W|P|5/07/2003 10:38:00 AM|W|P|luiginter|W|P|a proposito di austerlitz
    v.s.

    sono contenta che questo libro abbia suscitato tanto interesse e passione in Luigi. I suoi messaggi sono bellissimi e io li sto inoltrando a tutti imiei amici perch� conascono e leggano questo libro. sempre grazie alla bibblioteca ho letto recentemente _lo sguardo del flaneur_ che tratta in parte lo stesso tema e usa le foto anche lui. Pi� ancora di simbald, le foto sembrano non avere attinenza con il tema del libro.
    ne parleremo quando fisserete l'incontro
    a presto

    vera|W|P|93916107|W|P||W|P|5/02/2003 07:12:00 PM|W|P|luiginter|W|P|Austerlitz, diario di lettura (2)
    ->Le fotografie
    l.g.

    2 maggio 2003

    Il viaggio nel romanzo di Sebald, pieno di meraviglie, si ferma oggi per provare a fissare qualche pensiero sull'uso delle immagini.
    Perch� tante fotografie per sostenere il racconto?
    Ho cercato un po' in rete e ho trovate alcune risposte e ho provato a ragionarci.

    Massimo Bonifazio, in un articolo) pubblicato sul Manifesto nel dicembre del 2001, pochi giorni dopo l'incidente d'auto che ha ucciso Sebald, riferisce della malinconia e del ruolo della memoria dello scrittore:

    ::::::Come per ogni malinconico, la memoria svolge un ruolo centrale nella cosmologia intellettuale di Sebald e del suo narratore. Non a caso, disseminate in tutti i suoi testi in prosa compaiono molte fotografie, che richiamano a un tempo il passato e il ___dubbio su di esso____: cosa rappresentano davvero? Sono un sostegno per la memoria, oppure la fuorviano? Sono documenti, prove storiche, o rimandano solo a s� stesse e alla malinconia che evocano?::::

    Altrove si scrive di fotografie

    :::che restano come documenti epifanici, indubitabili, di ci� che siamo stati e di ci� che altri hanno visto e vissuto. ::::

    In questo articolo si citano anche le parole del critico Marco Belpoliti, in proposito:

    ::::E' come se lo scrittore dubitasse per primo di ci� che sta raccontando, consapevole del lato della finzione che costruisce le sue storie: ma non per questo smette di esibire prove documentali del suo racconto, di sorreggerle con testi visivi: diari, manoscritti, cartine, mappe e, appunto, fotografie. ::::

    Quindi: le immagini come strumento narrativo; attrezzi che, nel laboratorio dello scrittore, fanno da documenti della finzione a disposizione del narratore. In questo simili ai molti manoscritti trovati dai narratori di tutti i secoli, sui quali appoggiare le storie raccontate. Sebald sceglie le fotografie - sfocate, ingiallite, seppia - perch� esse hanno una straordinaria capacit� di toccare le corde della nostalgia, della melanconia; aiutano quindi nel modo migliore il suo progetto artistico, che, in fondo, dovrebbe corrispondere a quella __"metafisica della storia" da raggiungere attraverso il racconto, in cui il ricordo ritorna a vivere__ che il narratore di Austerlitz attribuisce al suo personaggio a pagina 19 del romanzo (gi� citata nella scorsa nota, ma � probabilmente una delle chiavi di lettura principali del libro).

    E' indubbio che la fotografie e l'uso che ne fa Sebald contribuiscano allo stile di narrazione allusivo, che rifugge il tono assertivo, e cerca invece di suggerire implicazioni e suscitare suggestioni.
    In un articolo) del quotidiano inglese Guardian, sempre in occasione della morte dello scrittore, viene riferito che le fotografie usate da Sebald erano spesso ritrovate fra vecchie scartoffie, cartoline, o riprodotte da vecchi quotidiani. Frequentava assiduamente la copisteria dell'universit� dove lavorava (East Anglia) per decidere come usare al meglio quelle vecchie immagini, come correggerne il contrasto, il taglio o mutarne le dimensioni.|W|P|93661038|W|P||W|P|--> ma � vero che i viaggi di conrad � meglio farli che leggerli?

    In considerazione della lettura del romanzo Austerlitz di Sebald che stiamo leggendo come gruppo, desidero segnalare ai membri una nota di Javier Marias apparsa il 10 maggio 2003 sul supplemento del sabato di Repubblica D di Donna avente come oggetto un libro appunto di Sebald "Sulla storia naturale della distruzione" che per il suo contenuto ha letteralmente sconvolto Javier Marias; egli ne riporta alcuni passi relativamente a ci� che � stata la guerra per i civili nelle citt� tedesche durante l'ultimo conflitto mondiale (Amburgo, Dresda, Colonia). Far� delle fotocopie dell'articolo da distribuire a chi lo volesse avere per la prossima riunione del gruppo di lettura. C'� una frase che Marias riporta e che � di tragica attualit� : " ...n� nei film,n� in tv, c'� l'odore, per esempio, nessuno pu� immaginarlo, l'odore che c'� in guerra...".

    A margine del nostro prossimo incontro, vorrei dare un motivo di riflessione ai partecipanti con una frase ( che a me sembra a dire il vero un po' tranchant) che ho trovato oggi sul Venerd� di Repubblica detta da Alessandro Baricco durante il Salone del Libro in corso a Torino.
    "Leggere � sempre la rivalsa di qualcuno che dalla vita � stato offeso, ferito. Mi sembra un intelligentissimo modo di perdere,l eggere libri." E prosegue : " I lettori forti appartengono ad una umanit� sofferente: ho sempre pensato che se la gente avesse una vita intensa e luminosa, non avrebbe il tempo di leggere.Non c'� niente nei libri che la vita non possa insegnare e, in generale,� sempre meglio imparare dalla vita. I viaggi di Conrad � meglio farli che leggerli" E noi allora, che siamo lettori accaniti, o forti che dir si voglia, come ne usciamo? |W|P|94635859|W|P||W|P|5/16/2003 06:52:00 PM|W|P|luiginter|W|P|
    Il campo di concentramento di Terezin, dove � stata imprigionata la madre di Austerlitz (immagine Jon Fox)|W|P|94458215|W|P||W|P|5/16/2003 06:39:00 PM|W|P|luiginter|W|P|Austerlitz, diario di lettura (3)
    Quale � la triangolazione fra Sebald,
    Austerlitz e il narratore?

    l.g.
    16 maggio 2003

    Certamente il personaggio _Austerlitz_ � totalmente parte della tradizione della narrativa: non � realmente esistito cos� come viene narrato ma � frutto dell'ispirazione proveniente da "due o tre, o forse tre persone e mezzo", come ha spiegato Sebald in un'intervista rilasciata al Guardian poco prima di morire e pubblicata poco dopo l'incidente.

    Uno � un collega, dice Austerlitz, un'altra una persona ritratta in un documentario: una donna che con la gemella venne cresciuta da una famiglia calvinista in Galles. E queste due gemelle erano originarie della Baviera, di Monaco, dove erano cresciute in un orfanotrofio, ma questa loro storia non fu per loro mai completamente chiara. E il legame con l'origine di Sebald (anch'egli bavarese) accese una lampadina nello scrittore.
    Fatico ancora, invece, a mettere a fuoco il ruolo del narratore, che raccoglie la storia di Austerlitz ma che ha anche una propria storia che a volte emerge, altre � accennata, che dimostra attenzione per i temi che Austerlitz propone; che ha un'identit� distinta, mi pare da quella dell'autore. Oppure no? Coincide con l'autore quanto a punti di vista, pensieri e riflessioni?|W|P|94457572|W|P||W|P|5/07/2003 10:38:00 AM|W|P|luiginter|W|P|a proposito di austerlitz
    v.s.

    sono contenta che questo libro abbia suscitato tanto interesse e passione in Luigi. I suoi messaggi sono bellissimi e io li sto inoltrando a tutti imiei amici perch� conascono e leggano questo libro. sempre grazie alla bibblioteca ho letto recentemente _lo sguardo del flaneur_ che tratta in parte lo stesso tema e usa le foto anche lui. Pi� ancora di simbald, le foto sembrano non avere attinenza con il tema del libro.
    ne parleremo quando fisserete l'incontro
    a presto

    vera|W|P|93916107|W|P||W|P|5/02/2003 07:12:00 PM|W|P|luiginter|W|P|Austerlitz, diario di lettura (2)
    ->Le fotografie
    l.g.

    2 maggio 2003

    Il viaggio nel romanzo di Sebald, pieno di meraviglie, si ferma oggi per provare a fissare qualche pensiero sull'uso delle immagini.
    Perch� tante fotografie per sostenere il racconto?
    Ho cercato un po' in rete e ho trovate alcune risposte e ho provato a ragionarci.

    Massimo Bonifazio, in un articolo) pubblicato sul Manifesto nel dicembre del 2001, pochi giorni dopo l'incidente d'auto che ha ucciso Sebald, riferisce della malinconia e del ruolo della memoria dello scrittore:

    ::::::Come per ogni malinconico, la memoria svolge un ruolo centrale nella cosmologia intellettuale di Sebald e del suo narratore. Non a caso, disseminate in tutti i suoi testi in prosa compaiono molte fotografie, che richiamano a un tempo il passato e il ___dubbio su di esso____: cosa rappresentano davvero? Sono un sostegno per la memoria, oppure la fuorviano? Sono documenti, prove storiche, o rimandano solo a s� stesse e alla malinconia che evocano?::::

    Altrove si scrive di fotografie

    :::che restano come documenti epifanici, indubitabili, di ci� che siamo stati e di ci� che altri hanno visto e vissuto. ::::

    In questo articolo si citano anche le parole del critico Marco Belpoliti, in proposito:

    ::::E' come se lo scrittore dubitasse per primo di ci� che sta raccontando, consapevole del lato della finzione che costruisce le sue storie: ma non per questo smette di esibire prove documentali del suo racconto, di sorreggerle con testi visivi: diari, manoscritti, cartine, mappe e, appunto, fotografie. ::::

    Quindi: le immagini come strumento narrativo; attrezzi che, nel laboratorio dello scrittore, fanno da documenti della finzione a disposizione del narratore. In questo simili ai molti manoscritti trovati dai narratori di tutti i secoli, sui quali appoggiare le storie raccontate. Sebald sceglie le fotografie - sfocate, ingiallite, seppia - perch� esse hanno una straordinaria capacit� di toccare le corde della nostalgia, della melanconia; aiutano quindi nel modo migliore il suo progetto artistico, che, in fondo, dovrebbe corrispondere a quella __"metafisica della storia" da raggiungere attraverso il racconto, in cui il ricordo ritorna a vivere__ che il narratore di Austerlitz attribuisce al suo personaggio a pagina 19 del romanzo (gi� citata nella scorsa nota, ma � probabilmente una delle chiavi di lettura principali del libro).

    E' indubbio che la fotografie e l'uso che ne fa Sebald contribuiscano allo stile di narrazione allusivo, che rifugge il tono assertivo, e cerca invece di suggerire implicazioni e suscitare suggestioni.
    In un articolo) del quotidiano inglese Guardian, sempre in occasione della morte dello scrittore, viene riferito che le fotografie usate da Sebald erano spesso ritrovate fra vecchie scartoffie, cartoline, o riprodotte da vecchi quotidiani. Frequentava assiduamente la copisteria dell'universit� dove lavorava (East Anglia) per decidere come usare al meglio quelle vecchie immagini, come correggerne il contrasto, il taglio o mutarne le dimensioni.|W|P|93661038|W|P||W|P|-->