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IL BLOG DEL GRUPPO DI LETTURA HA CAMBIATO CASA; IL NUOVO INDIRIZZO è http://gruppodilettura.wordpress.com/

28.2.04

Quel corpo che tradisce. Ancora a proposito di THE BODY, Hanif Kureishi

Accoglienza moderata ma interessata per Il corpo di Hanif Kureishi, lettura del Gruppo di Lettura di febbraio. Un breve romanzo incentrato sull�idea della morte e del suo superamento illusorio attraverso la separazione corpo-cervello o anche corpo-anima.

Notevoli gli spunti tratti da alcune delle lettrici e dei lettori, relativi alla soggettivit� di persone che hanno superato da alcuni anni la linea d�ombra della vita e annaspano davanti alla paura della morte.



In generale � l�idea stessa di identit� individuale che viene messa in gioco, ci � anche stato spiegato da chi ha approfondito il testo.



Comunque, anche chi ha apprezzato premessa e idee ha avuto qualche perplessit� sul suo svolgimento. Pi� volte nel corso della discussione si � udita la sentenza: �non � un racconto riuscito�. Quasi tutti sono stati attratti, catturati dalla lettura delle prime 40-50 pagine. Poi via via la delusione � emersa. Il finale addirittura � stato giudicato completamente sbagliato, narrativamente fuori luogo.



Pi� di un lettore ha ricordato con affetto e un po� di rimpianto le prove precedenti di Kureishi, specialmente Il budda delle periferie, quando la vitalit�, la scrittura scoppiettante avevano saputo affascinare. Forse anche la volont� dello scrittore di essere scrittore e basta e non �scrittore anglo-pakistano� ha un po� deluso e sconcertato l�attesa magari un po� prigioniera di qualche stereotipo sulla narrativa �etnica�.



Per parte mia mi chiamo fuori da ogni discussione: dopo 40 pagine ho mollato il volume; mi � mancata la forza, l�interesse per Il corpo.
Forse c�� anche dell�altro: chi ha letto con pi� attenzione il romanzo, ha fatto notare, ha ribadito verso la fine della discussione, che, in fondo, il corpo � un libro sulla paura della morte (con la variante ancora pi� atroce di �dover morire nel corpo di un altro�). E forse una buona spiegazione al rifiuto di andare oltre le prime 40 pagine sta proprio qui.

27.2.04

A proposito di _THE BODY_, Hanif Kureish

di Mauro Antelli

Purtroppo [non ho potuto] partecipare all'incontro di gioved� sul libro di Kureishi [The Body]. Mi premeva per� far avere lo stesso un mio parere di lettura.

Ho un po' di rancore per "Il corpo" che mi ha catturato inizialmente, soprattutto nei risvolti pi� teorici (splendido a pag.19: "Dopo tutto, una vocazione � la spina dorsale di una vita") per poi, man mano che procedevo nella lettura, non mantenere tutte le sue promesse.In particolare le peripezie di Adam/Leo nell'isola greca mi sono sembrate forzate, prive di credibilit�, gratuite.

Insomma: sospendo il giudizio su Kureishi che mi sembra, in ogni caso, un autore da conoscere e al quale voglio concedere altre chances. Tra l'altro ho letto una sua intervista in occasione del film appena uscito, The mother, dove associava sottilmente Nietzsche e la "lady di ferro" Margaret Thatcher in nome del loro comune e odioso antiegualitarismo: bravo Kureishi, Norberto Bobbio avrebbe approvato!

26.2.04

Questa sera, questa sera Kureishi

Il Gruppo di lettura di Cologno, si inconta questa sera, in Biblioteca, ore 21, per parlare di "Il Corpo" di Hanif Kureishi.




Come esempre l'incontro � aperto anche a chi fino a oggi non ha mai partecipato al GDL, che, vale la pena ribadirlo,� uno spazio aperto, senza confini nel quale si entra e si esce; si propone, si critica, ci si esalta, ci si meraviglia, si ride, si sta zitti o si parla e spesso anche si mangia.

24.2.04

Su Repubblica la vicenda del prestito a pagamento
Attenzione al pensiero del portavoce degli editori!!!


Oggi il quotidiano La Repubblica pubblica (con uno strillo in prima pagina) un articolo sulla questione del prestito a pagamento in biblioteca. L'articolo si legge anche on line. Da notare la (preoccupante) dichiarazione di Ivan Cecchin, dell'associazione italiana editori. Questo il finale dell'articolo:

::::Appunto, gli editori. Finora non si sono espressi ufficialmente, ma alla notizia della lotta dei bibliotecari - a parte qualche caso isolato, come Guaraldi - reagiscono a muso duro: "Terrorismo psicologico preventivo - protesta Ivan Cecchin, direttore dell'Associazione italiana editori - Ma dove sta scritto che per vedere un concerto o una mostra si paga, e i libri sono gratis?". Per Cecchin, visto che esiste una legge europea, l'Italia si deve adeguare e basta. Che poi a pagare i diritti sia lo Stato o l'utente, decidano lor signori.:::

Forse gli editori italiani non meritano nemmeno i pochi lettori che hanno :-(

20.2.04

Prestito a pagamento in biblioteca? Altre considerazioni da (un altro) lettore
Antonio Pezzotta

Un contributo alle note, tutte condivisibili, di Luigi Gavazzi: - Molti lettori non si preoccupano del fatto di dover pagare una somma per prendere a prestito i libri in biblioteca; perch�? Perch� ritengono, erroneamente, che le somme raccolte vadano a migliorare i servizi della biblioteca o dell'ente che la gestisce. Non sanno in altre parole che le somme raccolte vanno alla SIAE e non alla biblioteca, anzi pi� la biblioteca � efficiente e maggiori saranno le somme raccolte da SIAE.

- La tendenza a monetizzare l'uso della cultura � particolarmente perniciosa in un paese come l'Italia e mi spiego: da una recentissima valutazione fatta da un esperto del settore durante la trasmissione tv Geo&Geo della scorsa settimana risulta che ben 21 milioni di persone (su 56 milioni) in Italia devono essere classificati come "analfabeti di ritorno", ovvero come persone non in grado di comprendere il senso di un testo di 20 righe scritto in modo semplice. Qualunque azione che tende a
limitare la diffusione della pagina scritta non pu� perci� che far peggiorare una situazione gi� di per s� disastrosa.

Antonio Pezzotta

19.2.04

Prestito a pagamento in biblioteca? Considerazioni da lettore

E' uno shock culturale questo.


Anche se qualcuno di noi se lo aspettava.


L'ossessione per l'estensione senza limiti del diritto d'autore lo lasciava in effetti prevedere.





Diritto d'autore eterno: quanto mi costa leggere solo la battaglia con i mulini a vento?



Negli Stati Uniti, il centro di questo ciclone del copyright a tutti i costi, i pi� attenti sono da tempo in allarme. Per esempio, un articolo del Nyt di qualche settimana fa (25 gennaio 2004, "The Tyranny of Copyright?") riportava la sconsolata considerazione della consulente legale dell'Ala (American Library Association): "presto o tardi arriveremo al punto dove si dir�: ' Bene, credo che 25 centesimi non siano troppi per [leggere] questa frase' e a quel punto non ci saranno pi� speranze di tornare indietro".



[A voler essere sinceri, qualcuno che non si stupisce e non si preoccupa c'�: accennando la questione del prestito a un collega, mi sono sentito domandare: ma perch� adesso non si paga?]



Quindi, si diceva che avremmo dovuto aspettarcelo, ma ora che ci siamo arrivati, lo shock non � che sia minore.



Perch� le operazioni come questa, del prestito a pagamento nelle biblioteche, e in generale lo strapotere del diritto d'autore, minacciano e intaccano un bene che per definizione � "pubblico".


� banale ma lo dico lo stesso:


*i libri esistono solo per il rapporto che instaurano con i lettori*.

Quindi hanno e assumono senso se sono disponibili alla lettura. Pi� lettori pi� senso.

Non solo: � anche noto che ogni libro si arricchisce delle successive letture che ne fanno i lettori, che � come se lasciassero a chi viene dopo i pensieri a proposito di quel libro, e quelli suscitati ispirati da quel libro. Anche questi pensieri, detti, scritti, comunicati, diventano un contributo al grande *bene pubblico* che chiamiamo cultura.



Sappiamo dunque che questo *bene pubblico* inestimabile vive e si riempie di vita ogni giorno, via via che leggiamo, ri-leggiamo, prestiamo, consultiamo, guardiamo, portiamo a casa, leggiamo i libri ai nostri figli, li riportiamo in biblioteca, ne parliamo con gli amici ecc.



Insomma, a differenza di altri beni pubblici [la natura per esempio]
i libri ? intendo il loro contenuto ovviamente ? sono un bene che non si deteriora con l'uso, anzi si arricchisce.



Allora, in termini generali, ogni limitazione all'accesso ai libri ne limita il senso, la portata, ne riduce la forza potenziale, proprio perch� ne riduce il *carattere pubblico*.



E la biblioteca pubblica � (con gradi diversi di riuscita) ci� che pi� si avvicina all'accesso universale a questo bene pubblico.



Ma i lettori sono anche realisti. Questa non � una crociata contro il diritto d'autore.



Sappiamo che il diritto d'autore � necessario: entro limiti precisi e, diciamo cos�, "decenti".

Quando entriamo in libreria e compriamo i libri che ci piacciono sappiamo che il prezzo che troviamo in copertina comprende "anche" i diritti d'autore, oltre che i costi per editare, stampare, distribuire eccetera.

E paghiamo, in genere senza battere ciglio.


D'altra parte sappiamo anche che chi frequenta assiduamente la biblioteca e prende i libri in prestito � anche ? in genere ? uno che li compra i libri, *per cui non abbiamo nessun senso di colpa*: i libri che prendiamo a prestito in biblioteca non sottraggono reddito agli autori. Non � certo necessario spiegare qui le dinamiche e le relazioni fra la consultazione/prestito e gli acquisti: sappiamo tutti che sono complicate ma che esistono. e che sono fortissime.



Quindi fino a oggi abbiamo avuto una convivenza abbastanza felice con il diritto d'autore.



Soprattutto perch� c'� la biblioteca. *Perch� � grazie a essa che i libri sono e restano un bene pubblico sempre*: li possiamo rileggere, non ci preoccupiamo se sono fuori catalogo, se i diritti sono ancora in vigore o sono scaduti, se il libro vende tanto o poco; se � distribuito solo nelle grandi citt�.



Ma ora l'estremismo del diritto d'autore, irragionevole e senza limitazione, mette a dura prova questa convivenza.



Il diritto d'autore non conosce pi� ragioni. Il modello che ci propongono � quello che gli americani descrivono con "micropagamenti": non solo la copia, ma anche la consultazione, l'uso, lo scambio di contenuti protetti dai diritti esige il pagamento di una piccola somma di denaro. Gi� si sta sperimentando con la musica su Internet.



Quel che viene proposto con il prestito a pagamento in biblioteca � un passo molto deciso in questa direzione.



Oltre gli effetti economici negativi sulla pratica della lettura (i costi da sostenere ecc.), mette a dura prova proprio il carattere pubblico, quindi la natura stessa della cultura.
Introduce quella che � stata definita la cultura del permesso: consultare questo, leggere quest'altro, prestare, rileggere quello: tutto avr� un prezzo, magari piccolo, ma si tratta di un prezzo di mercato. Sar� il prezzo del noleggio di una fiaba, di un racconto. Il prezzo della licenza d'uso di gruppo se il libro viene letto e consultato in gruppo, per esempio dal nostro Gruppo di Lettura.



Le situazioni ridicole si moltiplicheranno: la consultazione allo scaffale, richieder� il versamento di denaro.


E' chiaro che dobbiamo fermare questa deriva: soluzioni ragionevoli ce ne sono. Importante sarebbe anche che tali soluzioni provassero ad arginare l'estensione del diritto d'autore, anche negli altri ambiti: la musica per esempio, dove i danni rischiano di essere altrettanto gravi.


16.2.04

PRESTITO A PAGAMENTO? tutti i perch� del nostro no


l'appuntamento � per sabato 21 febbraio a Cologno Monzese

9.2.04

UN GIORNO PER RIFLETTERE: NO AL PRESTITO A PAGAMENTO
IL 21 FEBBRAIO A COLOGNO MONZESE, dalle ore 9.30 alle ore 17.00, si svolger� una giornata di discussione e mobilitazione, in collegamento via videoconferenza con la biblioteca di Guadalajara.

Il tema � quello del pagamento del prestito dei libri nelle biblioteche pubbliche che potrebbe esser introdotto con l'applicazione della direttiva europea che prevede il cosiddetto diritto di prestito pubblico.

Di fronte alla possibilit� che venga quindi introdotto un meccanismo di pagamento per i prestiti effettuati in biblioteca (come gi� accaduto in Francia), molti bibliotecari e utenti si stanno attivando per motivare la loro profonda preoccupazione, originata innanzitutto dalle ripercussioni che questo provvedimento avr� sui servizi bibliotecari e sui livelli di lettura in Italia, che sono gi� tra i pi� bassi di Europa.

Il 21 febbraio a Cologno saranno presenti scrittori (come Wu Ming, Carmen Covito, Marco Belpoliti, ecc.), editori, librai, bibliotecari e soprattutto lettori (con associazioni come i Gruppi di Lettura, l'Arcilettore, Biblaria ecc.). L'attore Rocco Barbaro effettuer� una performance sul tema del cittadino di fronte al diritto d'autore. Il programma completo della giornata sar� pronto a met� della prossima settimana e sar� sul sito della biblioteca e su queste pagine.

Luca Ferrieri
Biblioteca civica di Cologno Monzese
Piazza Mentana 1 - 20093 Cologno M.se (Mi) ITALIA
Tel. +39 02 25308359; +39 02 25308363; +39 02 25308317
Fax: +39 02 27300890
E-mail: lferrieri@comune.colognomonzese.mi.it
http://www.biblioteca.colognomonzese.mi.it

6.2.04

Per Nuto Revelli

Il Gruppo di Lettura ha percorso in un anno e mezzo di cammino, molti sentieri di memoria. A pensarci, tutta la narrativa � memoria, in fondo. Ieri avevamo ricordato la nuova pubblicazione di un vecchio libro di Giorgio Bocca, sulla guerra partigiana, contro i revisionismi.
E proprio ieri se ne � andato Nuto Revelli che della memoria della tragedia in Russia degli alpini italiani mandati a morire dal fascismo ci ha lasciato testimonianze bellissime, per esempio ne La Strada del Davai. E poi della guerra partigiana. Ma anche del mondo contadino che tanto amava, quello del Cuneese, ne Il Mondo dei Vinti.


Questa � la bibliografia, ripresa dal sito di Einaudi:
1946: Mai tardi. Diario di un alpino in Russia; 1962: La guerra dei poveri; 1966: La strada del davai; 1971: L'ultimo fronte. Lettere di soldati caduti o dispersi nella seconda guerra mondiale; 1977: Il mondo dei vinti. Testimonianze di vita contadina; 1985: L'anello forte. La donna: storie di vita contadina; 1994: Il disperso di Marburg; 1998: Il prete giusto; 2003: Le due guerre.

5.2.04

da LEGGERE O RILEGGERE: GIORGIO BOCCA, Partigiani della montagna

Spero che in tanti ancora leggano [e magari convincano altri a leggere] tutto quello che di credibile e di bello � stato pubblicato sulla Resistenza.
Per esempio il libro di Claudio Pavone, Una guerra civile. Saggio storico sulla moralit� nella Resistenza, Bollati Boringhieri, 1991 - lunghissimo ma appassionante e senza retorica, bellissimo. Poi Giorgio Bocca, Storia dell'Italia partigiana, Mondadori; e i tanti romanzi, per esempio quelli di Beppe Fenoglio, o quello bellissimo di Luigi Meneghello, I piccoli maestri, Mondadori.


In questi giorni, Feltrinelli ripubblica Partigiani della montagna di Giorgio Bocca. "Un libro contro i revisionismi pubblicato per la prima volta subito dopo la Liberazione e che oggi viene ristampato. Il fascino di una testimonianza diretta e di una vicenda storica avvincente ed esemplare", come spiega la scheda preparata dalla redazione di Feltrinelli.it



Nella foto: partigiani sui colli Berici con il comandante Nettuno - Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza

4.2.04

NO AL PRESTITO A PAGAMENTO!

Il rischio � grosso: anche l'Italia dovrebbe adeguarsi alla direttiva europea che prevede il cosiddetto diritto di prestito pubblico. In sostanza, le biblioteche pubbliche italiane potrebbero essere costrette, per garantrire questo diritto degli autori e [di altri titolari], a versare del denaro: il che potrebbe significare chiedere denaro agli utenti per prendere un libro in prestito.
Violazione del diritto alla lettura?

Informazioni dettagliate sulla questione e sulla mobilitazione dei bibliotecari spagnoli si trovano su Biblog, il blog di Biblaria

Anche Cologno sar� parte di questa mobilitazione, con un appuntamento in contemporanea con quelli spagnoli e portoghese il 21 febbraio. Nei prossimi giorni i dettagli.

3.2.04

A proposito di Hanif Kureishi
Da Caf� Letterario, una breve recensione de "Il Corpo" di Hanif Kureishi, il romanzo (o racconto) che il Gruppo di Lettura di Cologno sta leggendo.
Il sito ufficiale dello scrittore.

Una recensione del Guardian



2.2.04

Su Alice.it alcune note per ricordare Janet Frame
Malattia mentale, solitudine e scrittura: Janet Frame se ne � andata. Cos� la ricorda Alice.it: "...una donna dalla vita tormentata che aveva trovato nella letteratura la chiave della sopravvivenza psicologica".
[leggi il resto]

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