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IL BLOG DEL GRUPPO DI LETTURA HA CAMBIATO CASA; IL NUOVO INDIRIZZO è http://gruppodilettura.wordpress.com/

30.3.04

L'afasia degli uomini - Laura Pariani, Quando Dio ballava il tango

appunti di lettura

Dopo un terzo di libro, sono già profondi i segni lasciati da _Quando dio ballava il tango_.


Per esempio, dalle prime righe, colpisce l'afasia degli uomini in questo romanzo corale dove si alternano tante voci, tutte femminili.



E come se ci venisse ricordato - a noi uomini intendo - le nostre fatiche nell'affrontare la memoria, nel dare nome agli affetti, nel fissare nelle parole i passaggi decisivi delle vite; nel dire il dolore e la gioia.



Le memorie di esistenze, luoghi, fatti, persone, sentimenti, gioie, paure, sconfitte, perdite, partenze, amori si conservano perché custodite, elaborate, fatte riaffiorare, raccontate, re-inventate, interpretate dalle donne. Protagoniste delle storie e della storia anche quando escluse, ferite, abbandonate, lasciate sole, allontanate.



Insomma - sembrano suggerire le voci che affiorano in questo libro - solo la memoria delle donne, e il racconto che ne fanno le donne riesce a dare senso a decine di vite che senza questa memoria finirebbero nell'oblio: e questo avviene _anche quando queste vite sono quelle degli uomini_.



E' come se gli uomini in questo mondo duro e crudele, quasi sempre padroni del destino delle loro donne, siano esistiti - visti da una prospettiva distante nel tempo - solo _grazie_ al discorso delle donne e al loro ricordo.



Questo è vero anche quando la vita in famiglia le ha private delle parole necessarie per dare voce ai sentimenti, alle sensazioni ai desideri. Quel che è avvenuto per esempio a Venturina: nel primo dei racconti concentrici, pensa, nel monologo interiore durante l'incontro con Corazón, come sia cresciuta senza parole, "prima sotto mepà, poi senza mepà, poi sotto marito e figli, infine da sola". E questo le impedisce di raccontare a Corazón alcune cose importanti che però saranno i suoi gesti e la sua "faccia di noce secca" a dire.



Anche le lettere che Venturina ha scambiato con i figli emigrati:



"lettere per non dire niente, per tacere tremando di rabbiosa impotenza; perché da che mondo è mondo le donne han sempre fatto così, l'ho imparato da piccola; perché il mio cuore non ha più parole".



Eppure il dialogo e il non detto con Corazón fanno di Venturina una delle grandi voci di questo romanzo, come se smentisse e riscattasse, ora da vecchia, quella la vita priva di parole.

26.3.04

L'ora delle storie di Encarnada

E' l'ora che Encarnada dedica alle storie, e la testa del bambino diventa leggera leggera, ascoltando come in certe occasioni le liane possano divenire funi magiche con cui salire in cielo; e come, sfregando l'una contro l'altra le suole dei sandali di cuoio, si diventi capaci di intendere il linguaggio delle api.

Laura Pariani, Quando Dio ballava il tango, Rizzoli, pag. 33

23.3.04

Quando dio ballava il tango: alcune recensioni

emigrati



Sul sito di Laura Pariani si trovano alcune recensioni del suo romanzo uscite su varie testate.

Laura Pariani e la lingua

Su Nazione indiana, la trascrizione di un dibattito avvenuto nel 2002 fra alcuni scrittori italiani sul tema: _Narrando in italiano_. Fra gli scrittori c'era anche Laura Pariani che ci dice alcune cose interessanti sull'uso della lingua nei suoi romanzi [il Gdl sta leggendo Quando dio ballava il tango]. Gli altri partecipanti: Vincenzo Consolo, Tiziano Scarpa, e Emilio Tadini.

19.3.04

_gruppo di lettura_: RILANCI E RIUNIONI

Luca Ferrieri



cari amici,

le osservazioni di Luigi e di Anna (unite a quelle di Bianca V. da Cervia) credo richiedano di dedicare, in apertura della prossima riunione, un po' di tempo (quanto necessario) all'esame del problema e delle "prospettive" del GdL.

In estrema sintesi direi: un problema di "etica della lettura" e una prospettiva di crescita del gruppo. Sono questi i punti principali (accanto ad altri altrettanto importanti) toccati dai messaggi di Luigi e di Anna. Inviterei tutti a leggerli come un passo importante di maturit� e di consapevolezza sulla strada della costruzione di una comunit� di lettori.



Avviso intanto che in biblioteca sono disponibili le copie del libro di Laura Pariani, "Quando Dio ballava il tango", che abbiamo scelto come prossima tappa.



La riunione del GdL potrebbe essere fissata per gioved� 15 aprile e avr� come primo punto di discussione quello relativo alle osservazioni di Anna e Luigi. Si passer� poi, come al solito, a scambiarci le impressioni di lettura sul libro di Laura Pariani.



Un caro saluto a tutti(e),



Luca Ferrieri

GDL E IL RILANCIO - DA CERVIA

Bianca Verri



cari amici di lettura,

vi leggo con grande partecipazione e mi aspetto che prima o poi il dubbio che ho anch'io anticipato da qualche tempo nel gruppone di Cervia, alla fine si riveli motivato; ma non � il caso, nel nostro caso cervese, di insistere troppo con le pre-visioni: il tempo dir� quando sar� l'ora. Per ora qui siamo in una terza fase di aggregazione molto stimolante e la mia proposta di creare due gruppi, fluidi, s'intende e contemporanei nel tempo e nel luogo, per ora sembra prematura.



Invece il GdL ha incassato, dopo almeno un anno, la proposta della griglia per una lettura consapevole, stilata da Luca: in realt� la metodologia, anche in forma diluita, non aveva trovato consensi allora: ora, inaspettamente e spontaneamnete e grazie soprattutto ai nuovi partecipanti, il GdL ha indicato un salto di qualit� nelle letture personali grazie al patrimonio acquisito all'interno del Gruppo che legge. Di questo vorrei poter avere il tempo di soffermarvi e riflettere insieme, ma non � tempo, purtroppo.

un abbraccio


bianca verri

18.3.04

IL GRUPPO DI LETTURA DA RILANCIARE

Anna Recaldini




[ehm...ndr] Magico Luigi

Grazie perch� hai avuto il coraggio di gettare il sasso [cfr. l'intervento di luned� 15 marzo, "DOBBIAMO ALZARE LA POSTA e rilanciare il Gdl"] e sei riuscito a dare voce anche alle mie perplessit�.

Sono tornata a casa dagli ultimi due incontri del Gdl con un senso di disagio.



Mi pare che ci sia poco rispetto nei confronti delle scelte di lettura e delle opinioni altrui e questo crea, almeno per me, una mancanza di motivazione a partecipare al gruppo, il cui fascino consiste appunto nella ricchezza delle differenze e nella possibilit� di conoscere autori e percorsi personali ad essi legati.

L'affascinante caleidoscopio si � ridotto ad uno zoom che mostra i dettagli ma fatica a includere le diverse visioni.

Probabilmente, il numero delle persone influisce sul clima generale e il fatto di essere in tanti costituisce un'opportunit� e insieme un limite; in un gruppo pi� piccolo ci si esprime pi� liberamente e pi� facilmente.

Vale la pena di parlarne e capire se � il momento di cambiare qualcosa.

Un saluto affettuoso a tutti

Anna

17.3.04

ASCOLTARE LAURA PARIANI

segnalazione di Giulia Gaudiano


[...] per segnalare ai partecipanti del Gdl che ne fossero interessati che la scrittrice Laura Pariani [il Gdl � alle prese con il suo _Quando Dio ballava il Tango_] presenter� il suo libro intitolato _Uovo di Gertrudina_ a Milano e provincia nelle seguenti date:



30 Marzo 2004
MILANO - Libreria Corsia Dei Servi - Piazzetta S. Carlo Borromeo - ore 18
::

1 Aprile 2004
SEGRATE (MI) - Biblioteca Collegi Favalli- ore 21



:::
1 Aprile 2004
MILANO - Carcere San Vittore - Braccio Femminile - ore 14,30


Giulia Gaudiano

DA CERVIA: Marco Lodoli ospite del Gruppo di Lettura

Ultimo Novecento - 2004

Cervia, Teatro comunale

Domenica 21 marzo 2004 ore 16


Il Gruppo di Lettura della Biblioteca di Cervia

invita lo scrittore *Marco Lodoli* dopo aver letto il romanzo _La notte_
Introduce Marco Sangiorgi

Letture di Lelia Serra



[_Due parole sul GDL di Cervia_]

Il Gruppo di lettura � aperto a tutti : si chiama Tracce di letture ( ma i laboratori Seminar parole) il gruppo di lettori che la Biblioteca comunale di Cervia ospita e "fomenta".

Si � formato nel tempo un gruppo allargato di oltre 120 persone da cui si formano piccoli nuclei: si ritrovano mensilmente intorno ad un maestro di gioco che li introduce all'interno di un racconto, un romanzo, un saggio, una poesia.

La Biblioteca ospita i gruppi, cura la comunicazione e fornisce le tracce bibliografiche di approfondimento, procura le copie libro (scelto dal gruppo in base all'adesione spontanea e maggioritaria)
Il gruppo di lettura non � un salotto ma nemmeno una lezione universitaria: sono i partecipanti che ne disegnano la personalit�.

torre@sbn.provincia.ra.it

15.3.04

DOBBIAMO ALZARE LA POSTA e rilanciare il Gdl

- Cari amic* del Gruppo di Lettura,



*la forza miracolosa del Gruppo si � affievolita?* L'ultima riunione ha insinuato il dubbio. Forse siamo troppi e poco spazio rimane per le riflessioni di ciascuno.



Forse anche si � un po' sfilacciato il patto che ci porta ad accettare la lettura scelta *indipendentemente da pregiudizi* e che ci spinge, comunque sia, a entrare nel gioco meraviglioso.



Che � poi lasciare che il gesto cos� nostro del prendere proprio quel libro da leggere in quel momento, diventi un gesto, diverso, da *compiere insieme con altri*.



Forse dobbiamo pensare al modo di riportare energia alla nostra avventura.



Magari lasciando che in alcuni momenti il Gdl si biforchi, si *divida in _sottogruppi_* che percorrono sentieri differenti.

Oppure pensando di ritrovare un filo del discorso e seguirlo per un po', da un libro all'altro.



Oppure, ancora, *rischiando di pi�*: accettando _anche_ autori che non conosciamo, o autori che il passato ci ha designato come _estranei_. Accettando l'idea che un autore possa non piacerci senza che il vetriolo che gli gettiamo addosso finisca per colare su chi ci ha proposto la lettura...



Fra le cose pi� belle che il Gdl ci ha dato c'� la spinta a leggere come, forse, da soli non avremmo letto. Il Gruppo di Lettura trova il suo senso se ci aiuta a scoprire libri, autori, scritture ma anche e soprattutto modi di leggere.



Nei momenti migliori la polifonia del nostro GDL � la sintesi e l'esempio di come e quanto ogni libro sia, oltre che il testo scritto dall'autore, anche l'insieme delle letture che di quel libro hanno fatto tutti i lettori: noi abbiamo l'occasione straordinaria di assistere a una parte di questo coro, non sprechiamola!




Che ne dite? Alla prossima riunione possiamo dedicare dieci minuti alla questione: rilanciamo il GDL?

[naturalmente senza sacrificare niente di quel che abbiamo da dire su Laura Pariani e il suo
Quando Dio ballava il Tango]



saluti e baci




_Luigi

ANCORA SU Agata e la tempesta

- Luca Ferrieri



S�, davvero, un film sulla lettura dalla prima inquadratura all'ultima.
Sui mondi paralleli creati dalla lettura, sulla sua capacit� di "fulminare" il mondo e cambiare la realt�. Sulla sua capacit� di fare proselitismo senza farlo (alla fine leggono tutti, compresi quelli che non avevano mai aperto un libro, trascinati dall'"energia" della meravigliosa libraia). Attenzione, amici, quel che si legge accade e (ci) accade! (anche se mai come copia di copia...)



Vedo che la critica, sia pur largamente favorevole, � divisa e qualcuno lamenta la confusione finale della trama e il sapore leggermente almodovariano del film. Tra gli sceneggiatori c'� Francesco Piccolo, uno scrittore che ha dedicato alcune riflessioni e un bellissimo racconto ("Quando il dito indica la luna" in "Storie di primogeniti e di figli unici") al tema della lettura.



Gli unici appunti che mi sento di fare a questo bel film sono due:
- la vicenda del "doppio werther" (la cito cos� in codice per non togliere il piacere a chi non ha ancora visto il film) io l'avrei lasciata senza un riscontro nella realt�, perch� avrei preferito che l'invenzione del doppio rimanesse sul piano dell'immaginario, che fosse un esempio di come un inconscio nutrito di lettura pu� generare una realt� parallela, senza che essa debba meccanicamente tradursi in esistenze effettuali (trovo in questo una contraddizione rispetto al programmatico, e da me apprezzato, "antinaturalismo" di Soldini).

- ci sono almeno due incidenti di troppo nel film, soprattutto l'ultimo, narrativamente abbastanza inutile.



Trovo invece affascinante e molto riuscita la dimensione "corale" del film (credo che questo riguardi da vicino anche la possibilit� e il senso di un gruppo di lettura).



A tutti/e ciao



Luca Ferrieri

12.3.04

SEBALD RECENSITO DALLA "RIVISTA DEI LIBRI"

Sull'ultimo numero della "Rivista dei Libri", una lunga e bella recensione di _Vertigini_ di *W. G. Sebald* [:-)] firmata dallo scrittore inglese - di casa a Verona - *Tim Parks*.

Il testo si pu� leggere anche on line, qui.



Un piccolo assaggio:



:::[...] � tutto cos� concreto, cos� promettente! Ma ben presto, ed � uno degli elementi comici pi� efficaci nell'opera di Sebald, il concreto diventa sfuggente; lo slancio narrativo si disperde in un delta tanto impenetrabile quanto fecondo. Cos� Beyle, che a diciassette anni era con Napoleone in quella "leggendaria" traversata, a cinquantatr� non � assolutamente in grado di rievocare quell'evento in modo soddisfacente. "A volte il quadro che egli ha del passato consiste esclusivamente in campi grigi, altre volte le immagini in cui si imbatte sono di tale inusitata nitidezza da fargli credere che non sia lecito prestarvi fede." E fa bene. Il suo vivo ricordo del generale Marmont sul sentiero di montagna, nell'abito azzurro di un consigliere, deve essere sicuramente falso, poich� Marmont allora era un generale e doveva quindi indossare una divisa di generale.



Italo Calvino racconta di aver fatto un errore simile rievocando una battaglia combattuta con i partigiani contro i fascisti: "Mi concentro sulle facce che meglio conosco: nella piazza c'� Gino, un tarchiato ragazzo che comanda la nostra brigata, che s'affaccia e s'abbassa sparando da una balaustra, coi neri ciuffi di barba intorno alle mascelle tese, i piccoli occhi che brillano sotto l'ala del cappello da messicano. So che a quell'epoca Gino portava un altro copricapo, ma � continuo a vederlo con quel grande cappello di paglia che appartiene a un ricordo dell'estate prima". Se attraversare il Gran San Bernardo con un esercito era, come Sebald conclude la sua frase iniziale, "un'impresa che fino a quel momento veniva ritenuta praticamente impossibile", ricordarla, anche per un uomo di straordinaria intelligenza come Stendhal, si rivela non solo "praticamente" ma totalmente impossibile. [...] :::

[leggi tutta la recensione]

11.3.04

I libri ti possono cambiare la vita

Bianca Verri



Ho visto il film di Soldini: Agata e la tempesta ovvero come i libri ti possono cambiare la vita, cos� come la tempesta, se lasci una finestra aperta.
Un elogio della lettura e del mutamento.



bianca

10.3.04

I libri, l'arte della combinazione

di Vera



"In fondo a quel silenzio, mio padre m i rivel� durante i venti minuti che seguirono tutte le faccende della vita: Mi inizi� al sommo segreto della biblioteconomia: mi svel� sia la via maestra sia i sentieri nel bosco, i panorami vertiginosi delle variazioni, delle sfumature, delle fantasie, viali isolati, ardite tonalit�, ma anche eccentrici capricci: i libri li si pu� ordinare per titolo, in ordine alfabetico, per autore, per collana o editore cronologicamente, per lingua, argomento, genere e contesto, e persino per luogo di edizione. Tutto � possibile. Cos� appresi i segreti della sfumatura: la vita � fatta di itinerari diversi .Ogni cosa pu� accadere cos� ma anche altrimenti, secondo partiture diverse e logiche parallele" [...]



amos oz



Amos Oz




"e fu cos� che imparai dai libri l'arte della combinazione: non da ci� che avevano scritto dentro, bens� dai libri stessi, cio� dalla loro essenza fisica. I libri insomma mi fecero conoscere gli spazi sterminati, la zona d'ombra che sta fra il lecito e il proibito, fra la normalit� e l'eccezione: questa lezione mi accompagn� per lunghi anni. E ora che arrivai all'more, non ero pi� un perfetto principiante: sapevo invece che esistono combinazioni diverse, che c'� l'autostrada, ma anche la strada panoramica, ci sono i sentieri sperduti mai percorsi da nessuno: Che c'� un lecito e un proibito, e un proibito che � quasi lecito. Di tutto e di pi� " pag 33- 34



da Una storia d'amore e di tenebra di Amos Oz



un libro da leggere !



Vera

9.3.04

La scrittura e la denuncia

Fra le pagine pi� avvincenti di Koba il Terribile di Martin Amis (Einaudi), meritano attenzione quelle dedicate alla scrittura e alle relazioni fra gli scrittori e il potere sovietico. [LEGGI IL RESTO]

8.3.04

Cari compagni di letture� �Ciak, si gira!

notizie dal Gruppo di lettura di Cervia



Abbiamo vissuto una giornata campale, attraverso l'avventura delle riprese per il video sul GdL che Marianna, Paolo, Paolo- Bedo e Luigi hanno girato alla Torre lo scorso 25 febbraio. La sera l'incontro si � svolto in un set. Sotto i riflettori un gruppo di 25 "attori", guidato da Brunella, ha prima commentato il libro 84 Charing Cross Road, divagato sul tema Letture individuali e letture dentro il gruppo, riletture e libro-oggetto, e poi, corroborato da una abbuffata di dolci, indegno inizio di Quaresima!! (una menzione speciale agli squisiti dolci biologici di Anna), ha visto il film tratto dal libro.



Nel prossimo incontro il Gruppo di Lettura incrocer� il percorso di Ultimo Novecento, attraverso la lettura di



Per le antiche scale. Una storia

di Mario Tobino

Maestra di gioco sar� Marianna.




L'appuntamento � per il

25 marzo 2004 alle ore 20.45 alla Biblioteca Torre



Potete gi� prenotare il libro che sar� distribuito in Biblioteca nei prossimi giorni.
Buona lettura, Bianca e Brunella



News



Ultimo Novecento _osservatorio sulla letteratura italiana
Cervia, 8� edizione marzo - aprile 2004



_sabato 13 marzo 2004 _ore 16 Teatro Comunale
Leggere il presente



Marco Sangiorgi introduce

Antonio Pennacchi


letture di Gianfranco Tondini

domenica 21 marzo 2004 ore 16 Teatro comunale
Leggere il presente



Marco Sangiorgi introduce
Marco Lodoli

letture di Lelia Serra



_domenica 28 marzo 2004 ore 16 Teatro comunale
Rileggere i classici del'900


Silvio Perrella rilegge
Goffredo Parise

Introduce Marco Sangiorgi

letture di Gianfranco Tondini



_sabato 10 aprile 2004 ore 16: Teatro comunale
Rileggere i classici del '900



Marianna Gualazzi rilegge
Mario Tobino
letture di Gianfranco Tondini



_sabato 17 aprile 2004 ore 16: Magazzino del sale
Leggere il presente



Elena Gagliardi introduce

Laura Pariani

Letture di Lelia Serra



_sabato 24 aprile 2004 ore 16: Magazzino del sale

Rileggendo Grazia Deledda




Elena Gagliardi introduce

Neria De Giovanni
Mito ed eros nella Sardegna di Grazia Deledda

Letture di Lelia Serra




in collaborazione con il Provveditorato agli Studi di Ravenna, le Edizione del Bradipo di Lugo, il Corriere Romagna

3.3.04

Impariamo a narrare (2)

Walter Benjamin, Il Narratore. Considerazioni sull'opera di Nicola Leskov. Il saggio � in Angelus Novus, Einaudi. Il numero di pagina si riferisce all'edizione nella collana Nuova Universale Einaudi.



walter benjamin



Diviso in 19 capitoletti, il saggio di Benjamin, prende il via dalla constatazione che "l'arte del narrare si avvia al tramonto".

[...] E' come se fossimo privati di una facolt� che sembrava inalienabile la pi� certa e sicura di tutte: la capacit� di scambiare esperienze. � p. 248 -



[...] L'esperienza che passa di bocca in bocca � la fonte a cui hanno attinto tutti i narratori. E fra quelli che hanno messo per iscritto le loro storie, i pi� grandi sono proprio quelli la cui scrittura si distingue meno dalla voce degli infiniti narratori anonimi. � p. 248 -

Impariamo a narrare!

Continua spedito il lavoro del gruppo (altra cosa rispetto al Gruppo di Lettura, anche se molte persone sono in entrambe le imprese) che impara a narrare per l'appuntamento con la maratona di narrazione di settembre a Cologno Monzese (tema: narrare un racconto/libro legato alle migrazioni).



I primi tre incontri di lavoro con Roberto Anglisani � la guida del corso � sono stati entusiasmanti; e si vedono i primi risultati: abbiamo passato le ultime quattro ore ad ascoltarci narrare storie "nostre" (Una sorta di Esperimento di verit� di Paul Auster) secondo regole e indicazioni che via via Roberto ci ha dato. E' stato bellissimo, una serie di storie, col cuore e con la mente, che stiamo imparando a rendere "alte", eccezionali, uniche, mai banali.



Per esempio stiamo imparando a "vedere" e quindi a "far vedere" quel che raccontiamo; a non "relazionare" ma a "far accadere". E' fondamentale capire dove sbagliamo, dove la narrazione si ferma e si comincia a spiegare: la spiegazione, la morte della narrazione.



Alcune idee preziose sulla narrazione si trovano in Walter Benjamin, _Il Narratore. Considerazioni sull'opera di Nicola Leskov_. Il saggio � in Angelus Novus, Einaudi

1.3.04

Un corpo come un abito?

Su IL CORPO di Hanif Kureishi
di Concetta Bennati




Kureishi ci cattura con questa provocazione, ma si risponde da solo: � Ero uno straniero sulla terra, un nessuno e un niente, non appartenevo a nessun luogo, un corpo solo, condannato a ricominciare, nell�incubo della vita eterna�.



All�inizio mi sono sentita vicina al protagonista, ho capito il suo desiderio, sono entrata nelle difficolt� e nella sofferenza della vecchiaia. L�abbiamo ogni giorno sotto gli occhi: � La malattia � un posto dove non c�� compagnia.� Chi non ha mai provato il desiderio di sentire all�infinito quel benessere spontaneo e totale che d� la giovinezza?



Ma se la ricerca di quel benessere si traduce nella negazione di ci� che sei stato, nella frattura e nella perdita di tutti i rapporti colmi di significato che hai costruito, per esaurirsi nell�edonismo fine a s� stesso, che senso ha? Proprio nessuno! E allora ben venga la punizione finale.



Kureishi ci prospetta una rinascita in un mondo spaventoso, facendoci misurare fino in fondo il valore di ci� che abbiamo abbandonato: il sapere, l�amore condiviso, l�affermazione attraverso le qualit� intellettuali.



Il protagonista del racconto non ci mette molto a capire la necessit� del rientro nell�abito vecchio e dice:�Ma dal momento che il mio vecchio corpo e le sue sofferenze equivalevano alla vita che avevo condotto, ed erano la somma totale dei miei risultati fatta carne, credevo che avrei dovuto abitarlo di nuovo. Non ero incline alle devozioni pi� rigide, ma questo sembrava proprio il mio dovere.� Ed � proprio a questo punto che l�autore si diverte a negargli ogni possibilit� di ritorno.



Devo dire che per certi versi mi sono sentita coinvolta, molte delle riflessioni sul significato della vecchiaia e dell�esistenza mi hanno avvicinato al protagonista, per� mi aspettavo che la vita nel corpo nuovo fosse meno squallida e che anche qui Kureishi fosse abbastanza fantasioso. Invece tutto, o quasi, si riduce a puro esercizio sessuale.



Ho trovato particolarmente squallida e scontata la vicenda con Patricia� Ma forse il problema del protagonista � proprio quello di essere troppo appagato e di non avere pi� nulla di importante o di vero da cercare. Ha un corpo nuovo, ma il cervello � rimasto vecchio nell�accezione peggiore, cio� "privo di obiettivi e desideri" e l�unica cosa che gli interessa � di finire i suoi giorni con sua moglie ed i suoi figli!
Cosa sarebbe successo se la stessa opportunit� fosse stata data ad uno che nella sua vita precedente non avesse realizzato nessuno dei suoi sogni?



Un po� lo si intravede in Ralph che sembra finalmente appagato, anche se poi lo scenario di un mondo in cui l�omicidio � il mezzo per assicurasi l�immortalit� rende tutto decisamente apocalittico.

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