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IL BLOG DEL GRUPPO DI LETTURA HA CAMBIATO CASA; IL NUOVO INDIRIZZO è http://gruppodilettura.wordpress.com/

31.3.05

giornata internazionale del libro, il 22 e 23 aprile a milano la festa di san giorgio (festa dei libri e delle rose)

Il 22 e il 23 aprile a Milano- in concomitanza con la Giornata Internazionale del Libro (23 aprile) - il loggiato di Palazzo Affari, la Loggia dei Mercanti e alcuni locali della zona ospiteranno bancarelle, spazi di lettura (interverranno anche alcuni detenuti del carcere che leggeranno le poesie da loro scritte e raccolte nel libro 'Baci rubati'), incontri con scrittori e poeti. Ci *saranno anche le rose*, in omaggio alla festa catalana di San Giorgio che prevede appunto che gli uomini regalino un fiore alle donne che a loro volta donano un libro.



In Catalogna la ricorrenza di San Giorgio, conosciuta anche come *Festa dei libri e delle Rose*, e' uno degli appuntamenti culturali piu' importanti dell'anno. Cosi' in aprile una iniziativa analoga sara' organizzata anche a Milano, promotori Progetto Italia della Telecom, in collaborazione con Associazione editori e Associazione librai.

da cervia: letture e proposta di una convention dei gruppi di lettura italiani

Piccolo gruppo ma sguardo lungo

I libri da leggere per i prossismi appuntamenti (James, Walser, Woolf...) e la proposta di una convention dei Gdl italiani ;-)

Poche le persone che hanno partecipato agli ultimi due appuntamenti ma alta la
qualità della discussione e soprattutto spedito il passo verso la scelta dei
libri da leggere: infatti il piccolo gruppo di lettori ha tracciato un bel
tratto di letture prossime venture.


Ecco l’agenda:

* 21 aprile ore 21: leggeremo il romanzo dello scrittore americano Henry
James dal titolo Ritratto di signora, in edizione Einaudi tascabili.(The
Portrait of a lady, scritto nel 1919)



* 28 aprile ore 20.45: proiezione del film omonimo ed ispirato allo
stesso romanzo, con la regia di Jane Campion (USA-Australia,1996, 137’) con
Nicole Kidman e John Malkovich.



Per il 18 maggio ore 21 avremo ben due piste di lettura, a scelta:

* il romanzo della scrittrice inglese Virginia Woolf : La signora
Dalloway, edizione Mondadori, Classici moderni ( Mrs.Dalloway, 1925)
* La passeggiata, la novella dello scrittore svizzero di lingua tedesca
Robert Walser (Der Spaziergang, 1917).


Il romanzo della Woolf era stato al centro di un altro GdL dedicato al romanzo
Le ore di Michael Cunningham e alla pellicola ad esso ispirata Hours (con
Nicole Kidman): entrambe le opere intrecciano alla narrazione sia il romanzo
Mrs Dalloway sia la biografia di Virginia.


Questa particolarità e la curiosità di leggere il romanzo capostipite ci hanno
convinto a completare l’assaggio.

Il romanzo di James invece ha più di un legame con il romanzo che abbiamo
appena letto (L’età dell’innocenza , The Age of innocence, 1919): a partire
dall’affinità intellettuale ed amicale tra i due autori come testimonia il
corposo capitolo della autobiografia della scrittrice americana, Uno sguardo
indietro, dedicato a James, per finire con l’ammirazione di entrambi per la
cultura europea.


Con La Passeggiata ci avviciniamo sempre più al cuore dell’Europa della prima
metà del Novecento, l’ambito cronologico e culturale comune a questo ciclo di
letture, già lambito nel passato dal nostro GdL con la lettura del Viaggio al
termine della notte, di Céline e La lingua salvata di Elias Canetti.


Maestra di gioco sarà Marianna


I libri del nostro GdL: chi avesse perso qualche puntata, può recuperare e
leggere, secondo i propri tempi, i libri già letti dal GdL; avete a
disposizione le copie che ora fanno parte della sezione Biblioteca del Gruppo
di Lettura.


News News News News News

* Non siamo soli (a leggere in gruppo…)

I gruppi di lettura si moltiplicano! La Biblioteca di Cervia lancia l’idea di
una convention dei GdL italiani da tenersi a Cervia nella prossima primavera
2006. che ne dite ?



* Il mare in biblioteca: Anteprima open day: sabato 23 mattina: dedicato
alle storie di mare: vetrine di libri sul mare e proiezione della video-
intervista a Uccio Ventimiglia, velista cervese fondatore, con Cino Ricci,
della prestigiosa Scuola di Vela di Caprera.



* La Biblioteca nel pallone! Chi ama il calcio sarà sorpreso dalle
letture dedicate a questo sport per festeggiare le biblioteche in occasione
della giornata internazionale delle biblioteche: 24 aprile open day.





Biblioteca comunale di Cervia

torre@sbn.provincia.ra.it

gabriel garcía márquez; _ cent’anni di solitudine _, feltrinelli ripubblica il libro con la copertina della prima edizione


Per la serie i libri del cinquantenario (libri importanti targati Feltrinelli in occasione dei 50 anni della casa editrice) , anche _ Cent'anni di solitudine _ con la copertina della prima edizione italiana. Cent’anni di solitudine è stato pubblicato nei “Narratori” nel 1968 e in “Universale Economica” nel 1973.


Dalla scheda Feltrinelli (si trova sul sito dell'editore, qui)

In breve
Edizione speciale per i cinquant’anni della casa editrice - Cent’anni di solitudine è stato pubblicato nei “Narratori” nel 1968 e in “Universale Economica” nel 1973.

Il libro

Macondo è un paese immaginario che Carlos Fuentes ha paragonato alla contea faulkneriana di Yoknapatawpha. Un microcosmo sconvolto da cataclismi biblici, devastato dalla follia degli uomini, e scosso da mille piccoli drammi o gioie quotidiani. È la sede di un secolo di vita della famiglia Buendía, che sono insieme i creatori e i distruttori di questo villaggio cui s’arriva attraverso “nebbiose gole, tempi riservati all’oblio, labirinti di delusione”. L’isolamento permetterà a Macondo di conoscere dapprima l’età d’oro dell’ingenuità, i tempi facili del meraviglioso. A lungo i soli legami con l’esterno saranno dati da una tribù di zingari; il loro capo, Melquíades, a un tempo Mefistofele e Nostradamus, comporrà strane profezie, che varie generazioni di Buendía cercheranno di decifrare e che alla fine si riveleranno come la storia del secolare sprofondamento di Macondo, che infatti è destinata a scomparire. Le calamità squassano il villaggio, prima di precipitarlo, morto l’ultimo Buendía, nel nulla.

29.3.05

alfred (_ le correzioni _), karol vojtyla e il corpo sofferente

Ricordate Alfred ne _ Le correzioni _; e il suo corpo, a tratti incontrollabile, con il tremore del Parkinson, con Enid, la moglie che prima nega la malattia e poi, piu' tardi, vorrebbe occultarla, nasconderla, illudersi che nei luoghi pubblici i gesti privi di comando sia possibile tenerli a bada; fino a quando, in crociera il corpo di Alfred precipita dalle murate della nave fino al mare.

E da quel momento Alfred sara' sempre piu' nascosto, recluso, con il solo figlio Chip capace di comunicare - a tratti - con lui. E' un esempio del fenomeno a noi tutti noto dell'occultamento della malattia, della sofferenza, della stessa morte.



Opposta e' la vicenda del *corpo di Karol Vojtyla*, la sua esposizione pubblica, nella malattia, nel tremore incontrollabile; nell'impossibilità di parlare. E' difficile e complesso dare giudizi sull'operato di questo pontefice e sul modo in cui in Vaticano hanno reagito alla degenerazione della malattia in questi giorni: comunque sia, ha il pregio di ricordarci la naturalita' della sofferenza, della malattia, della degenerazione fisica e cerebrale; non si tratta ovviamente della santificazione attraverso la sofferenza. E' che la sofferenza fa parte della natura, anche se ci si sforza di nasconderla, salvo le volte, in cui - come nel caso di Terri Schiavo - viene spettacolarizzata e resa pubblica da un dibattito che si fa quasi astratto; lontano appunto, dal corpo.



ciao a tutti



_Luigi

ryszard kapuscinski, in viaggio con erodoto --libri novita'

Ryszard Kapuscinski, In viaggio con Erodoto, Feltrinelli

Un libro piu' autobiografico dal grande giornalista/narratore di viaggi polacco

Dalla scheda Feltrinelli:

[si puo' leggere tutta qui ]



Kapuscinski ripercorre i suoi viaggi, le sue inchieste senza più l’affanno del reporter, ma affidandosi questa volta al ricordo e alla rielaborazione.



[...] si prende un momento di pausa e riflessione e ripercorre le proprie vicende, raccontando retroscena finora ignorati delle sue storie: dall’infanzia povera a quando, fresco laureato,venne mandato allo sbaraglio prima in India e poi in Cina, senza conoscere niente di quei paesi. Ripercorre i viaggi in Africa, in Egitto, in Iran, poi di nuovo in Africa, rievocando sotto tutt’altra luce e con mano leggera le vicende storiche che ve lo hanno portato. Ci rivela le difficoltà incontrate di fronte alla vastità della materia da dominare, interpretare e giudicare. E, di fronte a queste difficoltà, il suo punto di riferimento, il suo livre de chevet, il testo da leggere e rileggere è sempre stato Erodoto. La lettura di Erodoto non di rado lo appassionava più del lavoro da svolgere. Erodoto, come Shakespeare, ha visto il microcosmo delle passioni umane e il macrocosmo delle vicende storiche. Da un lato ci ha narrato come la Grecia abbia ritardato di secoli l’avanzare dell’Asia in Europa e, dall’altro, ha rappresentato la brama di potere, la crudeltà, la cecità di piccoli e grandi satrapi. Erodoto fa capolino dalle storie di Kapuscinski, compare e scompare, viene chiamato a descrivere i meccanismi dell’animo umano, le sue grandezze, i suoi errori.

joseph roth, il caffe' dell'undicesima musa - libri novita'

Joseph Roth, Il Caffè dell'Undicesima Musa

Adelphi, pp. 190


Dalla scheda di Adelphi: [www.adelphi.it]

Soma Morgenstern riteneva che Roth fosse non tanto un narratore nato, quanto piuttosto «un descrittore nato, e del genere più illustre», e che la parte migliore della sua opera fossero gli articoli da lui scritti per le terze pagine dei giornali, fra i quali, scriveva, «figurano molti piccoli grandi capolavori».

E i reportage viennesi qui radunati - apparsi fra il 1919 e il 1920 sul giornale pacifista «Neuer Tag» - sono la più eloquente conferma di quel giudizio.

Un caleidoscopio popolato da pescecani e profittatori di guerra, disperati regrediti all'autosussistenza come tanti Robinson Crusoe in una Vienna stremata dalla catastrofe bellica e bambini rachitici che giocano in mezzo alla strada con lo sterco dei cavalli, cambiavalute volanti e borsaneristi, caffè à la page e locali malfamati, contadine slovacche col fazzoletto variopinto in testa e «parigine dell'Est» dall'ossigenatura biondo platino, baracconi del Prater e sale da gioco, ebrei orientali in caffetano nero e Guardie rosse della repubblica ungherese dei Soviet, artisti del circo in attesa di una scrittura e star del nuovo universo cinematografico, o anche pazzi usciti dallo Steinhof, come quell'uomo con la corona di cartapesta sulle ventitré che rivendica il trono degli Absburgo, a dimostrazione di come l'insania calchi ormai senza più remore la scena del mondo - un mondo eternato nelle icastiche glosse del Roth reporter.

philip roth, _ il complotto contro l'america _, Einaudi -- libri novita'

Pubblicato in italiano a tempo di record il nuovo romanzo di Philip Roth del quale si e' parlato e scritto parecchio al momento dell'uscita negli Stati Uniti, lo scorso anno. Un presidente idolo delle folle e antisemita visto da una famiglia ebraica di Newark; stessa ambientazione di molti degli altri romanzi di Roth. Temi piuttosto atipici



Cosi' la scheda di Einaudi

Tra controstoria e autobiografia, il ritratto dell'America in forma di incubo.



America, 1940. Charles A. Lindbergh, eroe della trasvolata sull'Atlantico, fervido antisemita e filonazista, diventa presidente sconfiggendo Franklin D. Roosevelt. Da quel momento gli Stati Uniti smettono di appoggiare gli inglesi e i francesi contro le potenze dell'Asse, e dietro un'apparente neutralità stringono patti con la Germania di Hitler. Una famiglia ebraica di Newark, la famiglia Roth, scopre di non essere abbastanza americana per i gusti del nuovo presidente e inizia a temere che anche il proprio paese possa trasformarsi in un regno del terrore.



La scheda completa qui

25.3.05

nabokov: alcune idee sulla *lettura*

Definire una storia _vera_ e' un insulto all'arte e alla verita'. Ogni grande scrittore e' un grande imbroglione



Cari amici del Gdl e dei dintorni,

per Pasqua, alcune idee sulla *lettura dei romanzi* regalate da *Vladimir Nabokov* (_Lezioni di letteratura_, Garzanti; in biblioteca a Cologno: 808 3 NAB).
[Sono parte di un corso universitario tenuto negli *anni cinquanta* negli Stati Uniti.


Questi che seguono sono alcuni passi dalla lezione introduttiva (chiamata "Buoni lettori e buoni scrittori"].

Naturalmente ne' Nabokov ne' nessun altro possiede il segreto di come si legge. Alcune delle cose che dice Nabokov _forse_ sono discutibili. A me pero' piacciono, le trovo stimolanti, a volte divertenti, aiutano ad avvicinare meglio i libri.



I PARTICOLARI

[...]

Quando si legge, bisogna cogliere e *accarezzare i particolari*. Non c'e' niente di male nel chiarore lunare della generalizzazione, se viene _dopo_ che si sono amorevolmente colte le solari inezie del libro. Se si parte invece da una gen
eralizzazione preconfezionata, si comincia dalla parte sbagliata e ci si allontana dal libro prima ancora di aver cominciato a capirlo. Non c'e' niente di piu' ingiusto verso l'autore che mettersi a leggere, per esempio, _Madame Bovary_. con l'idea preconcetta che sia una denuncia della borghesia.



I GRANDI ROMANZI SONO FIABE

Non dimentichiamo che l'opera d'arte e' sempre la *creazione di un mondo nuovo*; per prima cosa, dovremmo quindi studiare questo mondo nuovo come se fosse qualcosa che avviciniamo per la prima volta e che *non ha alcun rapporto immediato con i mondi che gia' conosciamo*. Una volta studiato attentamente questo mondo nuovo, allora soltanto possiamo analizzare i legami con altri mondi, con altri settori della conoscenza.

[...]

La verità è che *i grandi romanzi sono fiabe*.



Lo scrittore vero [...] non ha valori prestabiliti a disposizione: deve crearli lui. L'arte dello scrivere e' un'attivita' assai futile se non comporta anzitutto l'arte di vedere il mondo come potenzialita' narrativa. La sostanza di questo mondo puo' essere abbastanza reale, ma non esiste affatto nella sua totalita': e' caos, e a questo caos l'autore dice 'Via' permettendo al mondo di guizzare e di fondersi.

[...]



IMBROGLIONE

La letteratura _non_ è nata il giorno in cui un ragazzo, gridando al lupo al lupo, usci' di corsa dalla valle di Neanderthal con un lupo grigio alle calcagna: _e' nata_ il giorno in cui un ragazzo arrivo' gridando al lupo al lupo, e *non c'erano lupi dietro di lui*.



Non ha molta importanza che il poverino, per aver mentito troppo spesso, sia stato alla fine divorato da un lupo. L'importante e' che tra il lupo del grande prato e il lupo della grande frottola c'e' un magico intermediario: questo intermediario, questo prisma, e' *l'arte della letteratura*.



La letteratura e' invenzione. La finzione e' finzione. Definire una storia _vera_ e' un insulto all'arte e alla verita'. Ogni grande scrittore e' un grande imbroglione [...]



PRECISIONE DELLA POESIA E INTUIZIONE DELLA SCIENZA

Una buona formula per misurare la qualita' di un romanzo e' una fusione tra la precisione della poesia e l'intuizione della scienza, Per godere di quella magia un lettore accorto legge il libro di un genio non con il cuore, e neanche tanto con il cervello, ma con la spina dorsale. E' li' che si manifesta quel formicolio rivelatore, anche se leggendo dobbiamo rimanre un po' distanti, un po' distaccati. Allora, con un piacere insieme sensuale e intellettuale, guarderemo l'artista costruire il suo castello di carte e il castello di carte diventare un bel castello d'acciao e di vetro.



*Vladimir Nabokov* (_Lezioni di letteratura_, Garzanti; in biblioteca: 808 3 NAB).

16.3.05

il gruppo di lettura e i saggi

Messaggio di Luca M. ----



Penso che il fatto che il GdL si sia *piu' appassionato ai saggi che alla narrativa* sia dovuto alle problematiche sviscerate nei libri di Ginsborg (il tempo di cambiare) e Benasayag (l'era delle passioni tristi), che hanno toccato nel vivo situazioni personali di vita vissuta che rispecchia i rapporti all'interno del nucleo famigliare e le relazioni col mondo esterno che sono chiaramente difficili e che stanno vivendo un momento di forti cambiamenti, di confusione, di assenza di punti di riferimento e di valori che tengono poco in considerazione le qualit� umane di ognuno di noi ma che sposano piu' strettamente la superficialit�, la competizione non costruttiva,la mancanza di comunicazione con l'intento di ascoltare, riflettere, esprimere le proprie idee, bisogni, fragilità per uno scambio che ci porti a crescere creando legami.


Oggi regna la solitudine tra i giovani e non solo, perch� mancano tutti quegli elementi descritti in modo chiarissimo da Benasayag che danno vita all'affetto, all'amicizia disinteressata,ai rapporti vissuti come reciproco arricchimento e scambio per crescere, non per chiudersi per paura di essere giudicati e schiacciati da pregiudizi e facili etichettamenti.

Io sento un vuoto nelle relazioni e un intontimento di chi vive in una societ� che ti ubriaca di messaggi e di stimoli fino al punto che non sai piu' scegliere o forse fai come il gregge per essere uguale agli altri e quindi accettato.


Chi esce dalle righe crea paura a chi in fondo non ha avuto il coraggio di guardarsi dentro e si � adattato a predere cio' che trova e non cio' che desidera intimamente.


Potrei dilungarmi per ore su tali argomenti, mi far� piacere confrontarmi con chiunque voglia parlare di queste tematiche, magari riproponendo libri che proseguano questo cammino nel Gdl, perch� io amo il contatto diretto, la comunicazione che oggi secondo me manca.



Saluti a tutti



Luca M.

14.3.05

Ma il gdl di Cologno si appassiona più ai saggi che alla narrativa?

Forse (sorprendente?) sì. Almeno a giudicare dalle riunioni dedicate
ai due libri di Ginsborg e Benasayag - Schmit: i primi due del Gruppo
sul versante della saggistica.


Più passione, *nuove persone*, discussione che sale, si dirama, varia,
scintilla; digressioni pertinenti, esperienze personali usate per
illustrare le tesi avvertite come più vicine. Le molteplici letture
(soprattutto nel senso dei diversi punti di libro che ci sono cari),
la polifonia del Gdl al suo apice, *senza cadere nel tono da
conferenza*. Molto bello.


Mentre gli ultimi assaggi di narrativa, mi pare, non sono stati all'altezza.
_Le correzioni_ per esempio era stato letto da pochi e la
discussione ne ha risentito; e in precedenza _ Anna Karenina_ aveva
avuto una sorte non troppo diversa. King era andato meglio.



A me resta questa impressione, e non credo che la disaffezione sia
dovuta alla qualità dei romanzi (indubbiamente elevata; nel caso di
*Tolstoj* addirittura eccelsa) rispetto alla qualità-attualità
(attualità aspetto fondamentale per valutare il successo dei due
libri) dei saggi.



Se qualcuno vuole aiutarmi...



ciao ciao



--
luigi

9.3.05

innumerevoli letture de _l'epoca delle passioni tristi_ - vera

--- Messaggio di Vera ----



dopo la completa e come sempre esaustiva tua mail, sento la necessità di fare alcune considerazioni più epidermiche sul libro di Benasayag - Schmit [-l'epoca delle passioni tristi_.]

Tutte le persone a cui l'ho consigliato, non solo lo hanno letto con voracità, ma hanno sentito la necessità di discuterne e di aprire un dialogo personale, che per molti versi, mi ha sorpresa.

Evidentemente i temi toccati da questo libro, *toccano alcune corde scoperte* di ognuno di noi. Ognuno lo ha letto con un'ottica diversa e ha *colto aspetti che a una prima lettura non avevo rilevato*.


In questo senso il libro ha fatto centro , è riuscito infatti a far riflettere ognuno di noi sul significato delle relazioni che giornalmente intessiamo e nello stesso tempo ha determinato il cambiamento in alcuni comportamenti della nostra vita .


Cosa si può chiedere di più a un libro?



vera

8.3.05

il destino e i *grandi libri* - adele

--- Messaggio di adele ---



Caro Luigi,

non ho letto il libro che tu citi in questo messaggio (qui si puo' leggere) ma devo dire che mi sono proprio entusiasmata a leggere sia le citazioni tratte da esso sia i tuoi commenti.

Non so quanti anni hai o che tipo di esperienze di vita tu abbia o abbia avuto, ma da parte mia posso solo dire che per com-prendere appieno le tue parole e le parole dell'autore che tu a tua volta hai compreso, io ho dovuto vivere un bel pezzo di vita.


Ora, e solo ora (54 anni) ho la consapevolezza, non so se totale, ma certo piu' piena, di me e del mio destino che, hai ragione, non c'entra con la fatalita', ma con quell'intreccio di incontri, eventi, persone magari incontrate anche per fatalita' o chissa'....


Ripensando alla mia vita passata infatti ho la netta sensazione di non averla "vissuta" ma di aver fatto mie delle tappe che la vita stessa ti propone forza: la scoperta della amore, il matrimonio, la maternita' l'educazione dei figli, quasi aderendo a un disegno, certo complesso e difficoltoso, pieno di gioie e anche sofferenze, delusioni e sogni infranti, ma comunque, col mio carattere cos� poco ribelle e trasgressivo, certamente quasi obbligato.


Ecco perche' ho la certezza oggi, anche grazie alla lettura di GRANDI LIBRI, che il destino e' nostro e ci appartiene completamente ma per ottenere cio' ci dobbiamo aprire con le nostre emozioni alle emozioni che tutti ci possono dare ma e' necessario "ascoltarle". Sembreranno le solite parole retoriche, e' vero lo sono perche' se non si fa esperienza di tutto questo puoi solo capirle razionalmente ma non portarle su di te.


Un grande libro aiuta noi stessi come ho gia' detto una volta. Stiamo leggendo e analizzando Anna Karenina dove Tolstoi ci fa vedere chiaramente la vita, poiche' quando i protagonisti travolti dai fatti (forse ben noti a tutti), cercano di trovare una soluzione, un punto fermo, ecco che irrompe la vita, con eventi non previsti, fatalita' appunto, ma ecco anche come Anna risponde, con la sua passione e il suo amore, come e' lei che mette in moto gli eventi successivi, e di conseguenza anche le persone che le sono vicine devono compiere passi o fare azioni o addirittura cambiare modo di sentire e di percepire la vita.


Noi abbiamo la possibilita' di vedere in quei personaggi o in alcuni di essi, moti interiori, passaggi emotivi che sono anche i nostri e quando si fa la conoscenza su di loro, la si fa anche su noi stessi. E quando lo porti su di te non è che improvvisamente ti si apre un mondo, ma dentro di te "lavora" in maniera impercettibile sulla tua coscienza.


Ti ringrazio per avermi dato la possibilita' di esprimere tutto questo anche se rileggendolo forse non e' chiarissimo, ma tant'è.....


Saluto cordialmente



Adele

7.3.05

Il destino, le correzioni, franzen e le passioni tristi

Fra i tanti suggerimenti che arrivano da _l'epoca delle passioni tristi_
di Miguel Benasayag - Gerard Schmit, mi colpisce quel che è scritto a
pagina 104, nel paragrafo "il destino e la fragilità". Mi colpisce e
suscita molte riflessioni e un desiderio di approfondire.


La libertà, dicono gli autori, consiste nell'*assumere il proprio
destino* (destino che non coincide con la fatalit�).

" Il destino è il fatto di essere nel mondo, senza che alcuna distanza
ci separi da esso. Noi siamo ciò che è dato, ciò che viene tessuto da
una certa epoca e per una certa epoca.

(...)

"Il destino è quell'insieme complesso di condizioni, di storie e di
desideri che si incrociano e si intrecciano determinando una
singolarità, una persona. E' costituito dai legami che creiamo e
sviluppiamo liberamente. Per questa ragione la libertà non consiste
nella scelta tra il dominio (di sé, degli altri e del destino) mediante
la forza e la sottomissione, la debolezza.

"*La libertà, conciliata con il destino, ci installa in una dimensione
di fragilità.*
Questa fragilità non è né una forza né una debolezza, ma rappresenta una
molteplicità complessa e contraddittoria da assumere nel suo insieme.
Entrare nella fragilità significa vivere in un rapporto di
interdipendenza, un una rete di legami con altri. Legami che non devono
essere visti come fallimenti o successi, ma come possibilità di una vita
condivisa."



Si potrebbe continuare con la citazione; ma già questa basta: perché mi
sembra che qui ci sia un legame forte, con molte delle *storie che
leggiamo nei romanzi*: perché i romanzi ci aiutano a capire proprio
questo *destino*, la necessità di assumerlo come proprio, di non
fuggirlo, non negarlo. In fondo il fatto che si compia il destino di un
personaggio in un romanzo ci insegna anche questo, che si può lottare,
combattere, avere ambizioni e desideri, trasformare e trasformarsi, che
sempre però l'io *deve fare i conti con i legami con gli altri*, non può
nascondere o ignorare questi legami; i legami e le situazioni che creano sono il terreno sul quale cimentarsi, dal quale non si può prescindere; a partire dal quale muovere, anche quando si vuole *trasformare*. Che è un po' quel che fanno quasi sempre i personaggi dei romanzi, che vivono, nel corso delle pagine, passaggi da una istuazione a un'altra; ma sempre fanno i conti con quel che li circonda, non possono ignorare le situazioni, non posssno rifugiarsi in una spirale di presunta onnipotenza che no tengfa conto dei punti di partenza (il consumo sfrenato trasmette [o cerca di trasmettere] l'impressione che tutto sia possibile, senza limiti, _basta avere il denaro_



_Non è rassegnazione_

Proprio _Le correzioni_, il libro di Jonathan Franzen che abbiamo appena
letto, mi sembra un'illustrazione forte, quasi esemplare dell'importanza
decisiva di *assumere il proprio destino*, di accettare l'idea di
vivere in rapporti di interdipendenza con gli altri, nel "tessuto"
nel quale il nostro tempo ci ha calato.


Il che - mi sembra importante sottolineare anche questo - non significa
*rassegnazione* di fronte al dato di fatto, alla realtà come fosse
immodificabile; perché solo se si riconosce il nostro essere in questo
tessuto e in questo tempo (la nostra fragilità) si assumono anche le
proprie possibilità e la propria libertà. Anche di cambiarlo. Senza fughe in avanti che portano poi solo frustrazione, per il fallimento dell'illusione d'onnipotenza legata all'idea che solo se ci si arma si vince; oppure che portano alla disperazione e al senso di totale inpotenza



ciao a tutti



_Luigi

3.3.05

i gruppi di lettura in tv (la Bbc) e il bookcrossing a Londra

La Bbc è entrata nel bookcrossing (ricordate! ci stiamo provando anche noi del gruppo di lettura). Ieri ha infatti distribuito 200 libri alla stazione Waterloo di Londra.
I titoli sono gli stessi di quelli proposti per la lettura nell'ambito di un programma televisivo che andrà in onda in aprile, _Page turners_ nel quale lettori noti e meno noti e soprattutto rappresentanti dei gruppi di lettura britannici, discuteranno ogni volta di un libro diverso.

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