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IL BLOG DEL GRUPPO DI LETTURA HA CAMBIATO CASA; IL NUOVO INDIRIZZO è http://gruppodilettura.wordpress.com/

24.5.05

IL SIPARIO, E' IN BIBLIOTECA

Sono disponibili in biblioteca alcune copie de "Il sipario" di Milan Kundera, il libro che si discuterà nella riunione del 9 giugno, ore 21.

17.5.05

MUNRO, QUANTA PASSIONE: DICO ANCHE LA MIA

a proposito di un racconto di Alice Munro, nella raccolta _In fuga_

:::Grace e tutti gli altri sono immersi nel meraviglioso intrigo della vita, quell'intrigo che solo la letteratura permette a noi lettori di vedere, con un po' di distacco, nella sua completezza. Da questo sguardo un po' distaccato, dipende forse la possibilità di vedere la passione:::



Mi ha colpito molto - fra le altre cose dette e scritte - quello che Luca F. dice, nel suo messaggio, sulla passione conoscitiva di Grace: "anche la corsa in automobile con Neil, [...] è solo l'altra faccia della seduzione conoscitiva, quella che ora, vertiginosamente, ci spinge verso il basso, verso il vuoto".

Quel - "ci spinge verso il basso, verso il vuoto" - mi ha gelato.


Allora ho letto il racconto "Passione". Due volte.



E quel vuoto, per fortuna, Grace mi pare l'abbia solo sfiorato. E' come se la sua necessità di conoscenza l'abbia fermata prima del vuoto, quella volta e sempre, nella sua vita.



E tutto ciò mi ha trasmesso una *sensazione di felicità* (una delle molteplici letture del Gdl?).



Perché ho immaginato una Grace ancora forte e con una vita (sono passsati 40 anni) che l'ha segnata ma che avverte come una vita piena; con la sua "passione conoscitiva" che non l'ha mai abbandonata.




E' nell'uso del tempo, insieme con il distacco emotivo della voce narrante, la forza di questo racconto.




*Il tempo*. Forse è il tocco geniale (uno dei tocchi geniali) dell'autrice (il senso di felicità forse arriva anche dal piacere artistico del racconto del tempo). Infatti, decisivo, è questo: non ci viene raccontata solo la storia di Grace in una estate della sua vita.

Ci viene invece detto come non molto tempo fa Grace sia *ritornata* a cercare la casa dei Travers: l'adesso narrativo del racconto (e la parte che più ci invita a leggere con attenzione gli avvenimenti di allora) è - qui, in questo ritorno di Grace, 40 anni dopo gli avvenimenti di _quell'estate_ (direi i primi anni 50, il film _Il padre della sposa_ è del 1950). E il narratore semina, con discrezione, i segni di questo _adesso narrativo_, che è il percorso, anche fisico, stradale, che Grace fa, oggi, sui luoghi di quell'estate. Grace che ritorna e fa i conti con i _cambiamenti_: le strade, le vie, l'asfalto, i ponti, le case,: quello stesso spazio che quarant'anni prima ha percorso con Neil, sull'auto decappottabile o andando dall'albergo dove lavorava fino alla casa dei Travers.



Le prime due pagine sono piene di "adesso", che segnano la differenza fra quell'estate che ci verrà raccontata nelle pagine successive, e lo spazio di oggi, percorso da Grace, e re-interpretato.





*La voce*. E la voce narrante è lì con lei, distaccata, quasi ironica: ci invita a cogliere complessivamente gli eventi presenti e passati; a non prendere mai un'affermazione o un gesto di un personaggio fuori dall'insieme delle relazioni complessive presenti nel racconto, anche nel non detto, ma implicito; la voce si interroga sul perché Grace abbia "Intrapreso quella spedizione" (pag. 150). "Forse il peggio che le potesse succedere sarebbe stato trovare esattamente ciò che pensava di essere venuta a cercare": così ci dice ancora la voce che narra. E qualche riga sotto: "E che *succede se non trovi più niente*? Non ti dai pace. Se ti sei portato appresso qualcuno che ti ascolti, attacchi a lamentarti della perdita. Ma non credi che possa sfiorarti anche una sensazione di *sollievo, di *liberazione* da vecchie perplessità e doveri?"



Naturalmente i temi importanti del racconto sono anche altri, alcuni molto cupi, come "l'acqua fredda, ferma e buia". Eppure, se il racconto avesse narrato solo la storia di quella estate, senza il ritorno a cercare la casa de Travers il suo senso sarebbe stato – credo – completamente diverso.



Come conferma l'ultima riga, quella sui mille dollari che il padre di Maury e patrigno di Neil offre a Grace dopo la fuga in auto dei due e dopo l'incidente di Neil: "Ai tempi con quella cifra si poteva avviare una vita".



Grace e tutti gli altri sono immersi nel meraviglioso intrigo della vita, quell'intrigo che solo la letteratura permette a noi lettori di vedere, con un po' di distacco, nella sua completezza.



Tutti i personaggi dei romanzi e dei racconti e noi che viviamo le nostre vite, non possono e non possiamo che essere parziali, siamo immersi in vite parziali nelle quali fatichiamo a orientarci: solo il lettore – grazie ai grandi autori – vede e conosce delle storie anche il lato in ombra, i risvolti, i legami tra i fatti, le conseguenze e le cause, i momenti di svolta: il senso delle cose che solo la fine delle storie ci rivela. Per questo ci piacciono tanto.



Forse ho un po' personalizzato l'interpretazione del racconto.
E come al solito mi sono un po' lasciato andare con la lunghezza.



ciao a tutti


Luigi

SCRITTURA RIDONDANTE E L'ACCOGLIENZA DEI TESTI - di Adele S.

Alcune idee, tra l'altro, sulla lettura di Virginia Woolf

Caro Antonio,

ho letto con molto interesse il tuo intervento e commento sulla lettura della Munro, che, ripeto, io non conosco, ma mi affascina questo scambio di opinioni sulla lettura, sul suo significato e il valore che puo' avere per noi.

Sono assolutamente d'accordo con te che la scrittura ridondante diventa poco incisiva e a tratti dispersiva (ti consiglio la lettura dei giapponesi se gia' non li conosci: Kawabata e Mishima, p.e., i quali come la loro tradizione culturale insegna non sono soggetti all'orror vacui), ma se posso permettermi di esprimere un pensiero personale, credo, come tra l'altro dice bene Steiner, che tanti fattori influenzano la nostra lettura, lo dimostra esattamente il diverso parere tuo e di Luca, ma sono altresi' convinta che (non credo sia il caso della Munro: se non ti piace e' perche' non ti piace e basta!) una accresciuta cultura e conoscenza di te stesso ti porta ad ampliare la tua "accoglienza" di certi testi che tu avresti in prima battuta messo da parte. Qui naturalmente sto parlando, ripeto, di una mia esperienza personale.


E voglio citare proprio un'autrice che "dovevo" per forza conoscere: Virginia Woolf. Beh, ti confesso che dopo poche pagine un po' demoralizzata ho dovuto interrompere la lettura, probabilmente non l'avrei piu' ripresa poiche' da me ritenuta ostica. Qualche anno dopo pero' nel mio gruppo di lettura abbiamo letto "Miss Dalloway" e "Gita al Faro" e posso dire senza esagerazioni che forse sono i due testi in assoluto che mi hanno piu' segnata e forse trasformata nel profondo. Probabilmente in quel momento io, inconsciamente ero gia' " in ricerca" e quei testi hanno come, risposto, ad alcune delle mie esigenze. Fortunata casualita' o catalizzazione di energie in me ancora sopite? Ai posteri...


Voglio solo citare i finali di questi due libri per rimanere in tema di scrittura piu' o meno incisiva.

Da "Gita al Faro" (Faro con la lettera maiuscola poiche' nel racconto compare con la dignita' di un personaggio vero e proprio):

"...Era finito; era completo. Sì, penso', posando il pennello con estrema fatica, ho avuto la mia visione."


Questi pensieri cosi' netti e icastici di un personaggio chiudono tutto un percorso di conoscenza che e' quello di tutti i personaggi, i quali in qualche modo raggiungono, ognuno a modo loro "il Faro".(Inteso come luce, consapevolezza di se')
Per concludere cito anche ultime righe di Miss Dalloway:

"Che cos'e' questo terrore? che cos'e' quest'estasi? penso' tra di se'. Che cos'e' che mi riempie di una tale straordinaria emozione?

E' Clarissa, disse.

Perche', eccola, era li'."


Anche qui tramite queste reiterate domande, brevi e concise e la conseguente risposta che si da', il personaggio in questione rimanda al lettore tutta l'aderenza al presente, la sua totalita' e partecipazione alla vita della protagonista (Clarissa), in contrapposizione all'altro personaggio, suo alter-ego, Septimus, il quale si suicida, poiche' incapace di conciliare la sua mistica e le sue alte aspettative, con la vita stessa.


Un saluto
Adele

16.5.05

ALICE MUNRO, "PASSIONE" SENZA PASSIONE - di Antonio P.

Non ho cambiato opionione dopo la seconda lettura del racconto.

Caro Luca, care amiche ed amici del gruppo di lettura,

un documento così appassionato e palpitante di esperienza personale come quello inviato da Luca Ferrieri in data 08/05/2005 non poteva che essere oggetto di una ulteriore riflessione, se non altro per la bella contrapposizione tra la sensazione di Luca "del fuoco che cova sotto la cenere" e l'assenza,da me sottolineata, di una particolare passione.
Per una specie di onestà intellettuale nei confronti del racconto e delle opinioni diverse dalla mia espresse all'interno del GdL, mi sono riletto tutto il racconto, senza alcuna fretta, cercando di "vedere se c'è qualcosa che brucia" anche mettendoci come è giusto del mio. Devo dire che non ho cambiato opinione, nel senso che il racconto della Munro mi è sembrato nuovamente non particolarmente pregno di quella passione che pure è riportata nel titolo.


Mi permetto di argomentare questo mio personale convincimento:

-Il motivo principale che io vedo a sostegno del mio giudizio di "leggerezza" di questa passione sta nello stile di scrittura della Munro; il suo dilatare oltre il necessario le descrizioni, la sua mancanza di stringatezza,di essenzialità nello scrivere portano ,a mio personale parere, ad una diluizione delle sensazioni,delle emozioni che non di rado portano a chiedersi a quale fine vengano inserite intere pagine.

Ritengo che la "dilatazione" dei tempi della scrittura sia essenziale per preparare il lettore ad un avvenimento importante,ad entrare nel cuore della storia,per anticipare un accadimento così notevole ed emotivamente coinvolgente da giustificare le pagine scritte prima.Ma se poi a questa attesa del lettore non corrisponde nulla o solo poco, non si può che restare perplessi.
Personalmente, non amo i romanzi o i racconti che hanno pagine che potrebbero essere tolte senza che la storia ne soffra; ed è questo uno dei motivi per cui non apprezzo particolarmente,per esempio, alcune pagine di Paul Auster che a mio avviso soffrono della stessa sindrome da diluizione dello scrivere. Trovo che, specie in un racconto, l'assenza di divagazioni ridondanti sia essenziale; a maggior ragione se, come Luigi Gavazzi ha ben rilevato,per certi aspetti il racconto è simile ad una poesia.

Cari amici,possiamo ricordare la bellezza di quei versi o di quelle pagine asciutte di Leopardi,di Manzoni, di Ungaretti? Dove non c'è una sola sillaba di troppo?

Manzoni - La sventurata rispose. (Episodio della monaca di Monza)

Ungaretti - Mi illumino di immenso

Ungaretti - Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie

Leopardi - Abisso orrido, immenso, ov'ei precipitando il tutto oblia (Canto di un pastore errante dell'Asia)





-La nostra partecipazione, citata anche da Adele Spataro, per la conoscenza del significato profondo, a volte nascosto, del libro che stiamo leggendo: è essenziale,non può mancare per l'arricchimento della parola scritta che abbiamo sotto gli occhi; ma attenzione perchè, secondo me,se il significato è troppo nascosto, criptico per capirci, possiamo trovarci come quando siamo di fronte ad un quadro di Lucio Fontana con due tagli che vogliono dire tutto e niente.E' lecito allora il dubbio:questo libro per chi è stato scritto,perchè è stato scritto? Perchè non mi dà particolari emozioni?
Vi chiedo scusa se sono stato troppo prolisso. Un saluto a tutti, Antonio

14.5.05

I TESTI CHE CI TRASFORMANO - di Adele S.

Messaggio di Adele S.



Caro Luca,

e' piu' forte di me... non riesco non rispondere ai vostri messaggi, sia tuoi sia di Luigi, che toccano punti della mia esperienza per me molto "attivati" in questo momento poiche' anch'io faccio parte di un gruppo di lettura anche se di diversa impostazione rispetto alla vostra.


Ma la tua domanda e'stata in qualche modo presa in esame anche da un articolo di George Steiner che ho trovato in una non meglio identificata rassegna stampa e che dice cosi':

"Il lettore attento "lavora insieme" allo scrittore. Capire un testo "illustrarlo" nei termini della nostra immaginazione, della nostra memoria, della nostra rappresentazione associativa e', nell'ambito delle nostre capacita' individuali, equivalente a "ricrearlo". ......Nel corso di una "lecture bien faite" (Pèguy) il lettore si tramuta in qualcosa di paradossale, un'eco che non solo riflette il testo, ma anche vi risponde con le proprie percezioni, bisogni e sfide.


..I testi che ci trasformano possono essere dal punto di vista sia formali sia storico"banali". Così come attraverso una canzonetta della musica leggera, un giallo, un romanzetto, l'effimero puo' balzare alla nostra coscienza e scavarci nel profondo. Il criterio di cio'che e' essenziale varia da individuo a individuo, da cultura a cultura da una stagione dell'esistenza all'altra. Ci sono testi fondamentali nell'addolescenza che divengono successivamente illeggibili......La chimica del gusto, dell'ossessione e del rifiuto e' altrettanto inusuale ed elusiva quanto l'estetica stessa della creazione.....Le complicita' tra lo scrittore ed il lettore tra il libro e la lettura sono altrettanto imprevedibili misteriose e suscettibili di mutamento quanto quelle dell'eros. O forse dell'odio."


Un saluto e grazie anche per la bella testimonianza che ci hai dato della atomosfera vissuta da te durante la lettura di quel testo che peraltro non ho letto.


Adele

9.5.05

LO SCRITTORE PORTA LA SCINTILLA: QUEL CHE BRUCIA LO METTIAMO NOI LETTORI - di Luca F.

A proposito di "Passione", uno dei racconti di _ IN FUGA _ di Alice Munro


Cari amici e amiche,

anche l'ultima riunione del GdL, come già tante altre volte è successo, ha
offerto una avvincente testimonianza della polifonia di lettura di cui il
gruppo è portatore. Si sono confrontate e intrecciate due opposte letture


dell'opera della Munro ("In fuga"): quella di chi vi vedeva una sorta di
ridondante e raggelante cronaca della quotidianità e quella di chi, nella
ferita del ghiaccio che si spacca, vedeva affiorare continuamente "qualcosa
che brucia".


Ognuno ha argomentato, chiarito, puntualizzato. Come tante altre volte è
successo, nessuno ha modificato radicalmente la propria lettura, ma nessuno
ha potuto rimanere indifferente a quella degli altri
, e ognuno, andandosene,
a fine serata, credo si sia sentito più ricco.


Il GdL non cerca mai una lettura unica, "vera", uguale per tutti. E'
impressionante e appassionante notare come uno stesso testo possa produrre
letture anche molto divergenti, pure in un gruppo abbastanza omogeneo e
affine di lettori. Credo che Luigi, come osservatore "esterno" (visto che
per la prima e unica volta nella storia del GdL, incredibilmente, non aveva
ultimato la lettura del libro e quindi non poteva prendere "partito"!) abbia
potuto cogliere questa meraviglia giustappositiva per cui una parola, una
frase, una pagina hanno un suono diverso per ogni lettore.



Come partigiano del "fuoco che cova sotto la cenere" voglio raccontarvi
allora come e quando ho letto il racconto "Passione", quello che, ad
esempio, all'occhio appassionato e intelligente di Antonio, è parso
particolarmente privo di passione. Lo faccio perché sono convinto che molto
spesso il clima, la situazione, l'ambiente di lettura influiscano sul patto
e sul rapporto autore/lettore. (Forse "Passione" non è il migliore di questi
racconti: anch'io infatti preferisco "Scherzi del destino").



Ho letto "Passione" in un'ora verso il tramonto, su una panchina di un parco
in una località della Liguria in cui ho trascorso molte estati della mia
adolescenza. Il prato pullulava di bimbi e di genitori e tutto aveva un
suono familiare, intenso e quieto, come quel tuffo nel passato che la
protagonista si accinge a compiere. Insomma, il quadro era predisposto per
una lettura fortemente immedesimativa (che è solo una delle letture
possibili, non sempre la migliore). Eppure quella sorta di ricerca di ascesa
(sociale e culturale) in cui è immersa la protagonista non mi ha mai molto
coinvolto.

In genere ho sempre trovato più interessanti le discese che le
salite
, ammesso che questi termini, inevitabilmente valoriali, abbiano un
senso. Ma, ecco, qui forse è il punto, il punto di questa mia lettura su una
panchina di un parco in un'ora di tramonto.

Nella storia che io ho letto
(che non so se è quella che la Munro ha scritto) non c'era più nulla di
valoriale, di ascensionale, non c'era nessuna ammirazione per una famiglia
colta, aperta (apparentemente), e problematica. C'era solo un concentrato di
passione conoscitiva sul punto di esplodere, una curiosità a tutto campo,
verso le persone, la cultura, la vita; qualcosa che molti di noi provano,
per fortuna, fino alla fine dei loro anni, ma che è particolarmente intenso
in certe fasi della crescita. Con tutte le sue fibre Grace è la quintessenza
di un sapere che si fonde con la vita
. Ogni cosa è nuova, le apre
prospettive diverse. Questa è la "passione" di cui parla il racconto, non
quella per lo sbiadito Maury e nemmeno quella per l'affascinante e tetro
Neil. Ed è la forza di questa passione che spinge Grace ad essere forse
egoista, forse ingenerosa, "a cancellare con dolcezza i diritti di chi era
rimasto indietro". Anche la corsa in automobile con Neil, la reciproca
sottile complicità che tutto il mondo, famiglia "aperta" compresa, leggerà
in chiave di scappatella sessuale, è solo l'altra faccia della seduzione
conoscitiva
, quella che ora, vertiginosamente, ci spinge verso il basso,
verso il vuoto
.



Quando ho riposto il libro il sole era tramontato e il prato non era più lo
stesso. Niente era più lo stesso. Ho pensato anch'io a tante corse finite
con uno schianto
. Mi sono alzato e ho camminato verso un punto della pineta
dove finiva "la strada dei cavalli". Ovviamente il posto era apparentemente
uguale, ma tremendamente cambiato. Alla mia sensazione di perdita ha
risposto immediatamente la Munro: "E che succede se non trovi più niente?
Non ti dai pace [...]. Ma non credi che possa sfiorarti anche una sensazione
di sollievo, di liberazione da vecchie perplessità e doveri?".



Cari amici e amiche, non pensate che il risultato di una lettura a volte
dipenda da una miscela unica di esperienze personali e di situazioni
ambientali in cui lo scrittore porta la scintilla (certo, insostituibile),
ma il resto, per vedere se c'è qualcosa che brucia, e se c'è qualcosa da
bruciare, lo mettiamo noi che leggiamo?



Un caro saluto a tutt*.



Luca F.

5.5.05

LEGGERE LOLITA A TEHERAN - Proposta di lettura di Vera

Leggere Lolita a Teheran Autore: Azar Nafisi; Ed: Adelphi

La sua lettura mi ha riconciliato con il mondo.

Nell' Iran sconvolto dalla guerra e dal fondamentalismo islamico, un gruppo di donne decidono di riunirsi come Sharazade in _Mille e una notte_ e parlare dei grandi romanzi del Novecento.

Scelgono 4 autori: Nabokov, Austen, James, Fitzgerald. La letteratura aiuta queste donne a sopravvivere agli orrori e alle violenze che devono subire .

Oltre che una dichiarazione d' amore di 300 pagine alla letteratura e ai personaggi dei romanzi; l'immaginazione,la fantasia il sogno aiutano le donne a costruire un sè autonomo e diverso da quello che la società vuole loro imporre e dà loro gioia e felicità.


La Letteratura diventa un mezzo per non essere soffocate da una società che lentamente sta togliendo loro l'aria per respirare . E' un libro, dopo tanti anni anni, forse, "Femminista", cito pag 67:


"Ogni fiaba offre la possibilitàdi trascendere i limiti del presente e dunque in un certo senso ci permette certe libertà che la vita ci nega. Tutte le grandi opere di narrativa, per quanto cupa sia la realtà che descrivono,hanno in sè il nocciolo di una rivolta,l'affermazione della vita contro la sua stessa precarietà. Ma è nel modo in cui l'autore riracconta la realtà ,e ne acquisice il controllo dando origine a un mondo nuovo che questa rivolta prende forza: tutte le grandi opere d'arte avrei dichiarato con solennità,celebrano l'insubordinazione contro i tradimenti,gli orrori e i tranelli della vita.La perfezione e la bellezza del linguaggio si ribellano alla mediocrità e allo squallore di ciò che descrivono.Ecco perchè ci piace Madame Bovary e piangiamo per Emma, perchè leggiamo avidamente Lolita e il nostro cuore si strugge per la sua piccola volgare,poetica e sfacciata eroina."


un saluto, Vera

gruppodilettura@gmail.com
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    dell'opera della Munro ("In fuga"): quella di chi vi vedeva una sorta di
    ridondante e raggelante cronaca della quotidianità e quella di chi, nella
    ferita del ghiaccio che si spacca, vedeva affiorare continuamente "qualcosa
    che brucia".


    Ognuno ha argomentato, chiarito, puntualizzato. Come tante altre volte è
    successo, nessuno ha modificato radicalmente la propria lettura, ma nessuno
    ha potuto rimanere indifferente a quella degli altri
    , e ognuno, andandosene,
    a fine serata, credo si sia sentito più ricco.


    Il GdL non cerca mai una lettura unica, "vera", uguale per tutti. E'
    impressionante e appassionante notare come uno stesso testo possa produrre
    letture anche molto divergenti, pure in un gruppo abbastanza omogeneo e
    affine di lettori. Credo che Luigi, come osservatore "esterno" (visto che
    per la prima e unica volta nella storia del GdL, incredibilmente, non aveva
    ultimato la lettura del libro e quindi non poteva prendere "partito"!) abbia
    potuto cogliere questa meraviglia giustappositiva per cui una parola, una
    frase, una pagina hanno un suono diverso per ogni lettore.



    Come partigiano del "fuoco che cova sotto la cenere" voglio raccontarvi
    allora come e quando ho letto il racconto "Passione", quello che, ad
    esempio, all'occhio appassionato e intelligente di Antonio, è parso
    particolarmente privo di passione. Lo faccio perché sono convinto che molto
    spesso il clima, la situazione, l'ambiente di lettura influiscano sul patto
    e sul rapporto autore/lettore. (Forse "Passione" non è il migliore di questi
    racconti: anch'io infatti preferisco "Scherzi del destino").



    Ho letto "Passione" in un'ora verso il tramonto, su una panchina di un parco
    in una località della Liguria in cui ho trascorso molte estati della mia
    adolescenza. Il prato pullulava di bimbi e di genitori e tutto aveva un
    suono familiare, intenso e quieto, come quel tuffo nel passato che la
    protagonista si accinge a compiere. Insomma, il quadro era predisposto per
    una lettura fortemente immedesimativa (che è solo una delle letture
    possibili, non sempre la migliore). Eppure quella sorta di ricerca di ascesa
    (sociale e culturale) in cui è immersa la protagonista non mi ha mai molto
    coinvolto.

    In genere ho sempre trovato più interessanti le discese che le
    salite
    , ammesso che questi termini, inevitabilmente valoriali, abbiano un
    senso. Ma, ecco, qui forse è il punto, il punto di questa mia lettura su una
    panchina di un parco in un'ora di tramonto.

    Nella storia che io ho letto
    (che non so se è quella che la Munro ha scritto) non c'era più nulla di
    valoriale, di ascensionale, non c'era nessuna ammirazione per una famiglia
    colta, aperta (apparentemente), e problematica. C'era solo un concentrato di
    passione conoscitiva sul punto di esplodere, una curiosità a tutto campo,
    verso le persone, la cultura, la vita; qualcosa che molti di noi provano,
    per fortuna, fino alla fine dei loro anni, ma che è particolarmente intenso
    in certe fasi della crescita. Con tutte le sue fibre Grace è la quintessenza
    di un sapere che si fonde con la vita
    . Ogni cosa è nuova, le apre
    prospettive diverse. Questa è la "passione" di cui parla il racconto, non
    quella per lo sbiadito Maury e nemmeno quella per l'affascinante e tetro
    Neil. Ed è la forza di questa passione che spinge Grace ad essere forse
    egoista, forse ingenerosa, "a cancellare con dolcezza i diritti di chi era
    rimasto indietro". Anche la corsa in automobile con Neil, la reciproca
    sottile complicità che tutto il mondo, famiglia "aperta" compresa, leggerà
    in chiave di scappatella sessuale, è solo l'altra faccia della seduzione
    conoscitiva
    , quella che ora, vertiginosamente, ci spinge verso il basso,
    verso il vuoto
    .



    Quando ho riposto il libro il sole era tramontato e il prato non era più lo
    stesso. Niente era più lo stesso. Ho pensato anch'io a tante corse finite
    con uno schianto
    . Mi sono alzato e ho camminato verso un punto della pineta
    dove finiva "la strada dei cavalli". Ovviamente il posto era apparentemente
    uguale, ma tremendamente cambiato. Alla mia sensazione di perdita ha
    risposto immediatamente la Munro: "E che succede se non trovi più niente?
    Non ti dai pace [...]. Ma non credi che possa sfiorarti anche una sensazione
    di sollievo, di liberazione da vecchie perplessità e doveri?".



    Cari amici e amiche, non pensate che il risultato di una lettura a volte
    dipenda da una miscela unica di esperienze personali e di situazioni
    ambientali in cui lo scrittore porta la scintilla (certo, insostituibile),
    ma il resto, per vedere se c'è qualcosa che brucia, e se c'è qualcosa da
    bruciare, lo mettiamo noi che leggiamo?



    Un caro saluto a tutt*.



    Luca F.
    |W|P|111565668276009318|W|P|LO SCRITTORE PORTA LA SCINTILLA: QUEL CHE BRUCIA LO METTIAMO NOI LETTORI - di Luca F.|W|P|10/31/2005 12:40:00 PM|W|P|Blogger Marco|W|P|Quello che volevo su: prestito bari l'ho trovato su questo blog.
    Comunque sull'argomento ci sono anche questi altri siti
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    5/05/2005 11:48:00 AM|W|P|luiginter|W|P|Leggere Lolita a Teheran Autore: Azar Nafisi; Ed: Adelphi

    La sua lettura mi ha riconciliato con il mondo.

    Nell' Iran sconvolto dalla guerra e dal fondamentalismo islamico, un gruppo di donne decidono di riunirsi come Sharazade in _Mille e una notte_ e parlare dei grandi romanzi del Novecento.

    Scelgono 4 autori: Nabokov, Austen, James, Fitzgerald. La letteratura aiuta queste donne a sopravvivere agli orrori e alle violenze che devono subire .

    Oltre che una dichiarazione d' amore di 300 pagine alla letteratura e ai personaggi dei romanzi; l'immaginazione,la fantasia il sogno aiutano le donne a costruire un sè autonomo e diverso da quello che la società vuole loro imporre e dà loro gioia e felicità.


    La Letteratura diventa un mezzo per non essere soffocate da una società che lentamente sta togliendo loro l'aria per respirare . E' un libro, dopo tanti anni anni, forse, "Femminista", cito pag 67:


    "Ogni fiaba offre la possibilitàdi trascendere i limiti del presente e dunque in un certo senso ci permette certe libertà che la vita ci nega. Tutte le grandi opere di narrativa, per quanto cupa sia la realtà che descrivono,hanno in sè il nocciolo di una rivolta,l'affermazione della vita contro la sua stessa precarietà. Ma è nel modo in cui l'autore riracconta la realtà ,e ne acquisice il controllo dando origine a un mondo nuovo che questa rivolta prende forza: tutte le grandi opere d'arte avrei dichiarato con solennità,celebrano l'insubordinazione contro i tradimenti,gli orrori e i tranelli della vita.La perfezione e la bellezza del linguaggio si ribellano alla mediocrità e allo squallore di ciò che descrivono.Ecco perchè ci piace Madame Bovary e piangiamo per Emma, perchè leggiamo avidamente Lolita e il nostro cuore si strugge per la sua piccola volgare,poetica e sfacciata eroina."


    un saluto, Vera
    |W|P|111528657396209979|W|P|LEGGERE LOLITA A TEHERAN - Proposta di lettura di Vera|W|P|10/31/2005 01:06:00 PM|W|P|Blogger Marco|W|P|Quello che volevo su: prestito bancari online l'ho trovato su questo blog.
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    dell'opera della Munro ("In fuga"): quella di chi vi vedeva una sorta di
    ridondante e raggelante cronaca della quotidianità e quella di chi, nella
    ferita del ghiaccio che si spacca, vedeva affiorare continuamente "qualcosa
    che brucia".


    Ognuno ha argomentato, chiarito, puntualizzato. Come tante altre volte è
    successo, nessuno ha modificato radicalmente la propria lettura, ma nessuno
    ha potuto rimanere indifferente a quella degli altri
    , e ognuno, andandosene,
    a fine serata, credo si sia sentito più ricco.


    Il GdL non cerca mai una lettura unica, "vera", uguale per tutti. E'
    impressionante e appassionante notare come uno stesso testo possa produrre
    letture anche molto divergenti, pure in un gruppo abbastanza omogeneo e
    affine di lettori. Credo che Luigi, come osservatore "esterno" (visto che
    per la prima e unica volta nella storia del GdL, incredibilmente, non aveva
    ultimato la lettura del libro e quindi non poteva prendere "partito"!) abbia
    potuto cogliere questa meraviglia giustappositiva per cui una parola, una
    frase, una pagina hanno un suono diverso per ogni lettore.



    Come partigiano del "fuoco che cova sotto la cenere" voglio raccontarvi
    allora come e quando ho letto il racconto "Passione", quello che, ad
    esempio, all'occhio appassionato e intelligente di Antonio, è parso
    particolarmente privo di passione. Lo faccio perché sono convinto che molto
    spesso il clima, la situazione, l'ambiente di lettura influiscano sul patto
    e sul rapporto autore/lettore. (Forse "Passione" non è il migliore di questi
    racconti: anch'io infatti preferisco "Scherzi del destino").



    Ho letto "Passione" in un'ora verso il tramonto, su una panchina di un parco
    in una località della Liguria in cui ho trascorso molte estati della mia
    adolescenza. Il prato pullulava di bimbi e di genitori e tutto aveva un
    suono familiare, intenso e quieto, come quel tuffo nel passato che la
    protagonista si accinge a compiere. Insomma, il quadro era predisposto per
    una lettura fortemente immedesimativa (che è solo una delle letture
    possibili, non sempre la migliore). Eppure quella sorta di ricerca di ascesa
    (sociale e culturale) in cui è immersa la protagonista non mi ha mai molto
    coinvolto.

    In genere ho sempre trovato più interessanti le discese che le
    salite
    , ammesso che questi termini, inevitabilmente valoriali, abbiano un
    senso. Ma, ecco, qui forse è il punto, il punto di questa mia lettura su una
    panchina di un parco in un'ora di tramonto.

    Nella storia che io ho letto
    (che non so se è quella che la Munro ha scritto) non c'era più nulla di
    valoriale, di ascensionale, non c'era nessuna ammirazione per una famiglia
    colta, aperta (apparentemente), e problematica. C'era solo un concentrato di
    passione conoscitiva sul punto di esplodere, una curiosità a tutto campo,
    verso le persone, la cultura, la vita; qualcosa che molti di noi provano,
    per fortuna, fino alla fine dei loro anni, ma che è particolarmente intenso
    in certe fasi della crescita. Con tutte le sue fibre Grace è la quintessenza
    di un sapere che si fonde con la vita
    . Ogni cosa è nuova, le apre
    prospettive diverse. Questa è la "passione" di cui parla il racconto, non
    quella per lo sbiadito Maury e nemmeno quella per l'affascinante e tetro
    Neil. Ed è la forza di questa passione che spinge Grace ad essere forse
    egoista, forse ingenerosa, "a cancellare con dolcezza i diritti di chi era
    rimasto indietro". Anche la corsa in automobile con Neil, la reciproca
    sottile complicità che tutto il mondo, famiglia "aperta" compresa, leggerà
    in chiave di scappatella sessuale, è solo l'altra faccia della seduzione
    conoscitiva
    , quella che ora, vertiginosamente, ci spinge verso il basso,
    verso il vuoto
    .



    Quando ho riposto il libro il sole era tramontato e il prato non era più lo
    stesso. Niente era più lo stesso. Ho pensato anch'io a tante corse finite
    con uno schianto
    . Mi sono alzato e ho camminato verso un punto della pineta
    dove finiva "la strada dei cavalli". Ovviamente il posto era apparentemente
    uguale, ma tremendamente cambiato. Alla mia sensazione di perdita ha
    risposto immediatamente la Munro: "E che succede se non trovi più niente?
    Non ti dai pace [...]. Ma non credi che possa sfiorarti anche una sensazione
    di sollievo, di liberazione da vecchie perplessità e doveri?".



    Cari amici e amiche, non pensate che il risultato di una lettura a volte
    dipenda da una miscela unica di esperienze personali e di situazioni
    ambientali in cui lo scrittore porta la scintilla (certo, insostituibile),
    ma il resto, per vedere se c'è qualcosa che brucia, e se c'è qualcosa da
    bruciare, lo mettiamo noi che leggiamo?



    Un caro saluto a tutt*.



    Luca F.
    |W|P|111565668276009318|W|P|LO SCRITTORE PORTA LA SCINTILLA: QUEL CHE BRUCIA LO METTIAMO NOI LETTORI - di Luca F.|W|P|10/31/2005 12:40:00 PM|W|P|Blogger Marco|W|P|Quello che volevo su: prestito bari l'ho trovato su questo blog.
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    5/05/2005 11:48:00 AM|W|P|luiginter|W|P|Leggere Lolita a Teheran Autore: Azar Nafisi; Ed: Adelphi

    La sua lettura mi ha riconciliato con il mondo.

    Nell' Iran sconvolto dalla guerra e dal fondamentalismo islamico, un gruppo di donne decidono di riunirsi come Sharazade in _Mille e una notte_ e parlare dei grandi romanzi del Novecento.

    Scelgono 4 autori: Nabokov, Austen, James, Fitzgerald. La letteratura aiuta queste donne a sopravvivere agli orrori e alle violenze che devono subire .

    Oltre che una dichiarazione d' amore di 300 pagine alla letteratura e ai personaggi dei romanzi; l'immaginazione,la fantasia il sogno aiutano le donne a costruire un sè autonomo e diverso da quello che la società vuole loro imporre e dà loro gioia e felicità.


    La Letteratura diventa un mezzo per non essere soffocate da una società che lentamente sta togliendo loro l'aria per respirare . E' un libro, dopo tanti anni anni, forse, "Femminista", cito pag 67:


    "Ogni fiaba offre la possibilitàdi trascendere i limiti del presente e dunque in un certo senso ci permette certe libertà che la vita ci nega. Tutte le grandi opere di narrativa, per quanto cupa sia la realtà che descrivono,hanno in sè il nocciolo di una rivolta,l'affermazione della vita contro la sua stessa precarietà. Ma è nel modo in cui l'autore riracconta la realtà ,e ne acquisice il controllo dando origine a un mondo nuovo che questa rivolta prende forza: tutte le grandi opere d'arte avrei dichiarato con solennità,celebrano l'insubordinazione contro i tradimenti,gli orrori e i tranelli della vita.La perfezione e la bellezza del linguaggio si ribellano alla mediocrità e allo squallore di ciò che descrivono.Ecco perchè ci piace Madame Bovary e piangiamo per Emma, perchè leggiamo avidamente Lolita e il nostro cuore si strugge per la sua piccola volgare,poetica e sfacciata eroina."


    un saluto, Vera
    |W|P|111528657396209979|W|P|LEGGERE LOLITA A TEHERAN - Proposta di lettura di Vera|W|P|10/31/2005 01:06:00 PM|W|P|Blogger Marco|W|P|Quello che volevo su: prestito bancari online l'ho trovato su questo blog.
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    ridondante e raggelante cronaca della quotidianità e quella di chi, nella
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    che brucia".


    Ognuno ha argomentato, chiarito, puntualizzato. Come tante altre volte è
    successo, nessuno ha modificato radicalmente la propria lettura, ma nessuno
    ha potuto rimanere indifferente a quella degli altri
    , e ognuno, andandosene,
    a fine serata, credo si sia sentito più ricco.


    Il GdL non cerca mai una lettura unica, "vera", uguale per tutti. E'
    impressionante e appassionante notare come uno stesso testo possa produrre
    letture anche molto divergenti, pure in un gruppo abbastanza omogeneo e
    affine di lettori. Credo che Luigi, come osservatore "esterno" (visto che
    per la prima e unica volta nella storia del GdL, incredibilmente, non aveva
    ultimato la lettura del libro e quindi non poteva prendere "partito"!) abbia
    potuto cogliere questa meraviglia giustappositiva per cui una parola, una
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    Come partigiano del "fuoco che cova sotto la cenere" voglio raccontarvi
    allora come e quando ho letto il racconto "Passione", quello che, ad
    esempio, all'occhio appassionato e intelligente di Antonio, è parso
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    Nella storia che io ho letto
    (che non so se è quella che la Munro ha scritto) non c'era più nulla di
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    per fortuna, fino alla fine dei loro anni, ma che è particolarmente intenso
    in certe fasi della crescita. Con tutte le sue fibre Grace è la quintessenza
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    prospettive diverse. Questa è la "passione" di cui parla il racconto, non
    quella per lo sbiadito Maury e nemmeno quella per l'affascinante e tetro
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    , quella che ora, vertiginosamente, ci spinge verso il basso,
    verso il vuoto
    .



    Quando ho riposto il libro il sole era tramontato e il prato non era più lo
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    ma il resto, per vedere se c'è qualcosa che brucia, e se c'è qualcosa da
    bruciare, lo mettiamo noi che leggiamo?



    Un caro saluto a tutt*.



    Luca F.
    |W|P|111565668276009318|W|P|LO SCRITTORE PORTA LA SCINTILLA: QUEL CHE BRUCIA LO METTIAMO NOI LETTORI - di Luca F.|W|P|10/31/2005 12:40:00 PM|W|P|Blogger Marco|W|P|Quello che volevo su: prestito bari l'ho trovato su questo blog.
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    Nell' Iran sconvolto dalla guerra e dal fondamentalismo islamico, un gruppo di donne decidono di riunirsi come Sharazade in _Mille e una notte_ e parlare dei grandi romanzi del Novecento.

    Scelgono 4 autori: Nabokov, Austen, James, Fitzgerald. La letteratura aiuta queste donne a sopravvivere agli orrori e alle violenze che devono subire .

    Oltre che una dichiarazione d' amore di 300 pagine alla letteratura e ai personaggi dei romanzi; l'immaginazione,la fantasia il sogno aiutano le donne a costruire un sè autonomo e diverso da quello che la società vuole loro imporre e dà loro gioia e felicità.


    La Letteratura diventa un mezzo per non essere soffocate da una società che lentamente sta togliendo loro l'aria per respirare . E' un libro, dopo tanti anni anni, forse, "Femminista", cito pag 67:


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    Luca F.
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    "Ogni fiaba offre la possibilitàdi trascendere i limiti del presente e dunque in un certo senso ci permette certe libertà che la vita ci nega. Tutte le grandi opere di narrativa, per quanto cupa sia la realtà che descrivono,hanno in sè il nocciolo di una rivolta,l'affermazione della vita contro la sua stessa precarietà. Ma è nel modo in cui l'autore riracconta la realtà ,e ne acquisice il controllo dando origine a un mondo nuovo che questa rivolta prende forza: tutte le grandi opere d'arte avrei dichiarato con solennità,celebrano l'insubordinazione contro i tradimenti,gli orrori e i tranelli della vita.La perfezione e la bellezza del linguaggio si ribellano alla mediocrità e allo squallore di ciò che descrivono.Ecco perchè ci piace Madame Bovary e piangiamo per Emma, perchè leggiamo avidamente Lolita e il nostro cuore si strugge per la sua piccola volgare,poetica e sfacciata eroina."


    un saluto, Vera
    |W|P|111528657396209979|W|P|LEGGERE LOLITA A TEHERAN - Proposta di lettura di Vera|W|P|10/31/2005 01:06:00 PM|W|P|Blogger Marco|W|P|Quello che volevo su: prestito bancari online l'ho trovato su questo blog.
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    dell'opera della Munro ("In fuga"): quella di chi vi vedeva una sorta di
    ridondante e raggelante cronaca della quotidianità e quella di chi, nella
    ferita del ghiaccio che si spacca, vedeva affiorare continuamente "qualcosa
    che brucia".


    Ognuno ha argomentato, chiarito, puntualizzato. Come tante altre volte è
    successo, nessuno ha modificato radicalmente la propria lettura, ma nessuno
    ha potuto rimanere indifferente a quella degli altri
    , e ognuno, andandosene,
    a fine serata, credo si sia sentito più ricco.


    Il GdL non cerca mai una lettura unica, "vera", uguale per tutti. E'
    impressionante e appassionante notare come uno stesso testo possa produrre
    letture anche molto divergenti, pure in un gruppo abbastanza omogeneo e
    affine di lettori. Credo che Luigi, come osservatore "esterno" (visto che
    per la prima e unica volta nella storia del GdL, incredibilmente, non aveva
    ultimato la lettura del libro e quindi non poteva prendere "partito"!) abbia
    potuto cogliere questa meraviglia giustappositiva per cui una parola, una
    frase, una pagina hanno un suono diverso per ogni lettore.



    Come partigiano del "fuoco che cova sotto la cenere" voglio raccontarvi
    allora come e quando ho letto il racconto "Passione", quello che, ad
    esempio, all'occhio appassionato e intelligente di Antonio, è parso
    particolarmente privo di passione. Lo faccio perché sono convinto che molto
    spesso il clima, la situazione, l'ambiente di lettura influiscano sul patto
    e sul rapporto autore/lettore. (Forse "Passione" non è il migliore di questi
    racconti: anch'io infatti preferisco "Scherzi del destino").



    Ho letto "Passione" in un'ora verso il tramonto, su una panchina di un parco
    in una località della Liguria in cui ho trascorso molte estati della mia
    adolescenza. Il prato pullulava di bimbi e di genitori e tutto aveva un
    suono familiare, intenso e quieto, come quel tuffo nel passato che la
    protagonista si accinge a compiere. Insomma, il quadro era predisposto per
    una lettura fortemente immedesimativa (che è solo una delle letture
    possibili, non sempre la migliore). Eppure quella sorta di ricerca di ascesa
    (sociale e culturale) in cui è immersa la protagonista non mi ha mai molto
    coinvolto.

    In genere ho sempre trovato più interessanti le discese che le
    salite
    , ammesso che questi termini, inevitabilmente valoriali, abbiano un
    senso. Ma, ecco, qui forse è il punto, il punto di questa mia lettura su una
    panchina di un parco in un'ora di tramonto.

    Nella storia che io ho letto
    (che non so se è quella che la Munro ha scritto) non c'era più nulla di
    valoriale, di ascensionale, non c'era nessuna ammirazione per una famiglia
    colta, aperta (apparentemente), e problematica. C'era solo un concentrato di
    passione conoscitiva sul punto di esplodere, una curiosità a tutto campo,
    verso le persone, la cultura, la vita; qualcosa che molti di noi provano,
    per fortuna, fino alla fine dei loro anni, ma che è particolarmente intenso
    in certe fasi della crescita. Con tutte le sue fibre Grace è la quintessenza
    di un sapere che si fonde con la vita
    . Ogni cosa è nuova, le apre
    prospettive diverse. Questa è la "passione" di cui parla il racconto, non
    quella per lo sbiadito Maury e nemmeno quella per l'affascinante e tetro
    Neil. Ed è la forza di questa passione che spinge Grace ad essere forse
    egoista, forse ingenerosa, "a cancellare con dolcezza i diritti di chi era
    rimasto indietro". Anche la corsa in automobile con Neil, la reciproca
    sottile complicità che tutto il mondo, famiglia "aperta" compresa, leggerà
    in chiave di scappatella sessuale, è solo l'altra faccia della seduzione
    conoscitiva
    , quella che ora, vertiginosamente, ci spinge verso il basso,
    verso il vuoto
    .



    Quando ho riposto il libro il sole era tramontato e il prato non era più lo
    stesso. Niente era più lo stesso. Ho pensato anch'io a tante corse finite
    con uno schianto
    . Mi sono alzato e ho camminato verso un punto della pineta
    dove finiva "la strada dei cavalli". Ovviamente il posto era apparentemente
    uguale, ma tremendamente cambiato. Alla mia sensazione di perdita ha
    risposto immediatamente la Munro: "E che succede se non trovi più niente?
    Non ti dai pace [...]. Ma non credi che possa sfiorarti anche una sensazione
    di sollievo, di liberazione da vecchie perplessità e doveri?".



    Cari amici e amiche, non pensate che il risultato di una lettura a volte
    dipenda da una miscela unica di esperienze personali e di situazioni
    ambientali in cui lo scrittore porta la scintilla (certo, insostituibile),
    ma il resto, per vedere se c'è qualcosa che brucia, e se c'è qualcosa da
    bruciare, lo mettiamo noi che leggiamo?



    Un caro saluto a tutt*.



    Luca F.
    |W|P|111565668276009318|W|P|LO SCRITTORE PORTA LA SCINTILLA: QUEL CHE BRUCIA LO METTIAMO NOI LETTORI - di Luca F.|W|P|10/31/2005 12:40:00 PM|W|P|Blogger Marco|W|P|Quello che volevo su: prestito bari l'ho trovato su questo blog.
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    5/05/2005 11:48:00 AM|W|P|luiginter|W|P|Leggere Lolita a Teheran Autore: Azar Nafisi; Ed: Adelphi

    La sua lettura mi ha riconciliato con il mondo.

    Nell' Iran sconvolto dalla guerra e dal fondamentalismo islamico, un gruppo di donne decidono di riunirsi come Sharazade in _Mille e una notte_ e parlare dei grandi romanzi del Novecento.

    Scelgono 4 autori: Nabokov, Austen, James, Fitzgerald. La letteratura aiuta queste donne a sopravvivere agli orrori e alle violenze che devono subire .

    Oltre che una dichiarazione d' amore di 300 pagine alla letteratura e ai personaggi dei romanzi; l'immaginazione,la fantasia il sogno aiutano le donne a costruire un sè autonomo e diverso da quello che la società vuole loro imporre e dà loro gioia e felicità.


    La Letteratura diventa un mezzo per non essere soffocate da una società che lentamente sta togliendo loro l'aria per respirare . E' un libro, dopo tanti anni anni, forse, "Femminista", cito pag 67:


    "Ogni fiaba offre la possibilitàdi trascendere i limiti del presente e dunque in un certo senso ci permette certe libertà che la vita ci nega. Tutte le grandi opere di narrativa, per quanto cupa sia la realtà che descrivono,hanno in sè il nocciolo di una rivolta,l'affermazione della vita contro la sua stessa precarietà. Ma è nel modo in cui l'autore riracconta la realtà ,e ne acquisice il controllo dando origine a un mondo nuovo che questa rivolta prende forza: tutte le grandi opere d'arte avrei dichiarato con solennità,celebrano l'insubordinazione contro i tradimenti,gli orrori e i tranelli della vita.La perfezione e la bellezza del linguaggio si ribellano alla mediocrità e allo squallore di ciò che descrivono.Ecco perchè ci piace Madame Bovary e piangiamo per Emma, perchè leggiamo avidamente Lolita e il nostro cuore si strugge per la sua piccola volgare,poetica e sfacciata eroina."


    un saluto, Vera
    |W|P|111528657396209979|W|P|LEGGERE LOLITA A TEHERAN - Proposta di lettura di Vera|W|P|10/31/2005 01:06:00 PM|W|P|Blogger Marco|W|P|Quello che volevo su: prestito bancari online l'ho trovato su questo blog.
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