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Re: Laici, stato, chiesa, ipocrisia - msg (risposta) di Ilaria

Cara Adele,
hai fatto molto bene a scrivere quello che pensavi e sono contenta che il mio intervento abbia scatenato un minidibattito virtuale.
Mi sono permessa di definire ipocriti Comunione e Liberazione e il Movimento per la vita perchè sono arcistufa del fatto che loro possono permettersi di dire qualunque nefandezza (tanto Dio è con loro), invece quelli che muovono critiche a questi movimenti sono sempre degli atei cattivoni che vivono nel peccato e chissà, si dice in giro, che mangino anche i bambini! Oh, ma chi sono questi? Degli intoccabili?
Con ciò non intendo certo dire che ogni singolo membro di questi movimenti agisca in malafede, sicuramente ci saranno persone molto valide anche qui, non lo escludo affatto. La mia critica è rivolta a ciò che questi movimenti fanno trasparire da se in generale…quando si è parte di una associazione, d’altra parte, si accetta in qualche modo, di essere considerati come un tutt’uno… Non mi interessa, poi, se quelli che fanno parte di questi movimenti siano medici, professori, giornalisti o politici...il fatto che abbiano una cultura e che sappiano fare il loro lavoro non li autorizza a credersi superiori agli altri nelle questioni morali ed etiche. Non sopporto le persone che, su queste tematiche, hanno sempre la verità in tasca. Io non critico i loro ideali, la loro fede, il loro concetto di morale; critico il modo in cui vogliono imporre le loro decisioni nella mia vita e in quella di tutti, il modo in cui trattano le opinioni di quelli che non fanno parte della loro lobby.
Vorrei aggiungere che le mie critiche non sono pregiudizievoli perché parlo dopo aver ascoltato dibattiti e notizie, letto articoli, parlato con persone che ne fanno parte o che avevano avuto contatti con questi movimenti….
a Milano (in generale in Lombardia) CL è molto presente, soprattutto nelle università, quindi so quello che dico! Come vedi, ho tratto le mie conclusioni dopo aver avuto delle esperienze. Non per questo credo che le mie conclusioni debbano essere condivise da tutti, esprimono semplicemente il mio pensiero, se avessi motivo di sentirmi in errore certamente non farei fatica ad ammetterlo.
Sul loro “spirito veramente cristiano” e sulla loro “partecipazione attiva nel sociale” permettimi di dubitare…è spirito veramente cristiano voler privatizzare le scuole e la sanità in modo che solo quelli che hanno i soldi potranno usufruirne al meglio? È veramente cristiano pensare di essere infallibili e pensare di essere sempre dalla parte della ragione? E’ cristiano pensare che la propria cultura sia sempre e comunque migliore delle altre e che il sano mescolarsi delle etnie sia un pericolo? E’ cristiano dire nel 2005 di non usare metodi anticoncezionali come il preservativo quando c’è la gente che muore di AIDS? Forse io avrò un’idea poco ortodossa di cosa sia cristiano e forse dovrei leggere in modo approfondito la Bibbia e i Vangeli, ma da quello che ho studiato finora non mi pare proprio che dicano queste cose e mi pare me lo confermino proprio i preti che si raccontano nell’articolo di MicroMega.
Insomma libertà di opinione per loro, per me, per tutti, MAI imposizione nella vita degli altri delle proprie convinzioni morali. La morale e l’etica sono cose molto personali che ognuno, nei limiti delle leggi, deve potersi gestire da solo.
Grazie ancora per aver dato la possibilità, con una critica, di poter continuare il dibattito.
Ilaria.

5 più 5
manifesto laico

1) Sì all’autonomia e al pluralismo dello stato

2) No alle ingerenze delle gerarchie ecclesiastiche

3) Sì alla rigenerazione della scuola pubblica

4) No al finanziamento statale diretto o indiretto delle scuole confessionali

5) Sì alla libertà d’insegnamento

6) No a trucchi per aggirare il dettato costituzionale: "senza oneri per lo Stato"

7) Sì alla libertà di espressione di tutte le religioni

8) No ai privilegi della chiesa cattolica

9) Sì alla libertà delle scelte morali e culturali di ciascun individuo

10) No a una legislazione che provoca disuguaglianza tra i cittadini

· · · · · ·

Esiste anche un’altra Italia. E se ne deve tenere conto. L’Italia laica di chi crede che la convivenza civile si fondi sullo spirito critico di ciascun cittadino. Di chi condanna ogni integralismo ideologico o religioso. Di chi è determinato a rispettare e difendere le regole della tolleranza e del dialogo. Di chi non fa confusione tra religione e ideologia politica, tra fede e posti di governo e di sottogoverno. Di chi sa che la libertà dello stato si fonda sulla sua autonomia. Di chi soprattutto trova ripugnante volere imporre agli altri, soprattutto alle nuove generazioni, valori univoci e verità rivelate. Il tutto con i soldi pubblici. Di chi vorrebbe che l’individuo maggiorenne fosse padrone di sé stesso e quindi libero di scegliersi le proprie relazioni e la propria morale. Di chi vorrebbe che all’individuo minorenne non fossero imposte, né dallo stato né dalla famiglia né dalle chiese, visioni del mondo univoche e totalizzanti che condizionano fortemente il suo futuro. Di chi pensa che ogni singolo debba avere effettivamente la massima libertà d’esprimersi, coltivare e realizzare la sua personalità, senza altri vincoli se non quelli derivanti sia dalla libertà degli altri sia dall'obbligo di promuoverla, garantirla, difenderla.

Siamo molto preoccupati dalle ricorrerenti e sfacciate rivendicazioni clericali, dalle aperte ingerenze sui pubblici poteri, ma ancor di più dall’acquiescenza e dai segnali di resa delle forze politiche e culturali che hanno, o dovrebbero avere, valori pluralistici contrapposti al fondamentalismo nostrano. Corriamo il rischio, frutto del neocinismo imperante, che sia messa sotto i piedi la nostra Costituzione e i principi di laicità che fondano lo stato moderno. Soltanto concezioni ferme al medioevo possono ancora concepire l’individuo sottoposto ad autorità ideologiche esterne e il pluralismo come la sommatoria di sistemi chiusi e imposti.

Il principio dello stato moderno, quello che ha salvato l'Europa dalle guerre religiose e ha garantito la libertà di culto, è la distinzione fra diritto e morale. La gerarchia ecclesiastica cattolica non si è ancora pacificata con questo principio. Essa interviene pesantemente sia sull'attività del governo e del parlamento sia, addirittura, sulle trattative per la formazione degli esecutivi. Poiché i cattolici non hanno più (o ancora) un solo grande partito, è il Vaticano a farsi partito. Già da tempo il Papa ha lanciato ufficialmente la campagna politica contro una legge democraticamente voluta dal popolo italiano (quella che regola l'interruzione volontaria della gravidanza) e contro proposte di legge o politiche dei governi locali che riguardano la regolamentazione della fecondazione artificiale e il riconoscimento delle coppie di fatto. Oltre a continuare a battere cassa pubblica per le proprie scuole confessionali. Ugualmente aperto è il contenzioso tra una pratica laica e gli ambienti politici cattolici che si fanno portavoce della Chiesa sulla negazione della donazione dei gameti che va contro la libertà di procreazione, e sulla limitazione di tecniche, accettate ovunque, per la terapia della sterilità. Ugualmente inaccettabile è il monopolio dei cattolici nel Comitato nazionale per la bioetica.

La Chiesa interferisce - come non succede in nessuno degli stati occidentali - direttamente nelle scelte politiche della nostra repubblica, perché non accetta quello che per lo stato liberale e democratico è invece il fondamento indiscutibile: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali" (art. 3 della Costituzione).

E' chiaro che lo stato non impone, né privilegia particolari scelte morali. Secondo la Chiesa romana, invece, i cittadini non dovrebbero essere trattati egualmente, ma in relazione alla loro adesione ai principi religiosi cattolici.

Questa pretesa, occorre ribadirlo con forza e senza ambiguità alcuna, è in totale disaccordo con il nostro patto costituzionale e con la cultura politica nella quale i cittadini italiani si riconoscono tramite quel patto.

Confidiamo che il governo difenda questa fondamentale prerogativa di civiltà, che sia davvero il governo di tutti, e non il governo dei cattolici praticanti.

Invitiamo cittadini, politici, sindacalisti, amministratori, studenti, movimenti, associazioni, riviste a firmare e a far firmare questo manifesto.

Best regards from NY! »

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