I LIBRI DELL'ESTATE, CONSIGLI FIRMATI GDL - Luciano
una lettura fresca: Antichi Maestri di Thomas Bernhard
una (ri)lettura calda: Tropico del Cancro di Henry Miller
una lettura ostica: Sei pezzi meno facili di Richard Feynman
_Luciano
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una lettura fresca: Antichi Maestri di Thomas Bernhard
una (ri)lettura calda: Tropico del Cancro di Henry Miller
una lettura ostica: Sei pezzi meno facili di Richard Feynman
_Luciano
E facciamo anche una riunione sui "pregiudizi di lettura"
Mi sembra che le affermazioni di Luigi [si leggono qui] colgano un importante elemento di ricchezza ma anche di problematicità nella vita dei gruppi di lettura.
Per evitare che, in qualche modo, l'attività del gruppo finisca a far rientrare dalla finestra il concetto di lettura obbligatoria cacciato dalla porta, proporrei di dedicare una riunione ogni tot alla discussione totalmente libera di un libro scelto da ognuno di noi. Ossia, ciascuno presenta il libro che vuole.
Il difetto di questa proposta sta, ovviamente, nel fatto che molti o tutti non avranno letto il libro in questione e non potranno misurarsi sul tema.
Ma in ogni caso il risultato sarà quello di produrre una serie di consigli di lettura che serviranno anche per la scelta dei futuri libri da leggere in gruppo. In ogni caso potremmo temperare il beato anarchismo di questa modalità con due lievi contromisure:
1) che ognuno dichiari la scelta del libro che presenterà con almeno 1 mese di anticipo, permettendo così a chi vuole di documentarsi, e permettendo in ogni caso di giocare a carte scoperte (uno potrà "rispondere" alla presentazione di un libro non gradito con una proposta di un titolo totalmente diverso e dissonante)
2) che la presentazione di ogni libro segua una griglia non rigida ma preventivamente concordata in modo da evitare un approccio totalmente impressionista.
Un altro modo di affrontare le criticità rappresentate da Luigi potrebbe essere quello di dedicare una riunione tematica ai "pregiudizi di lettura". Ossia ognuno parlerà di un libro che non ha letto, che si rifiuta di leggere, che non leggerà mai mai mai. Gli altri cercheranno di mettere a nudo, in modo amichevole naturalmente, il pregiudizio (che potrebbe anche essere un molto razionale giudizio anticipato) di lettura che alberga in quella scelta.
Mi pare che alternare la discussione di libri a qualche seduta di riflessione sulla lettura e sull'andamento del gruppo, come abbiamo già fatto in altre occasioni (ad esempio quando abbiamo discusso il diritto di ciascuno alla critica e il rispetto che è sempre dovuto alle altrui letture), sia vitale per la ulteriore crescita del gruppo.
Luca F.
lettura
Sarà domani al Festival 'Letterature' di Massenzio Javier Marias, lo scrittore spagnolo noto anche in Italia soprattutto per 'Un cuore cosi' bianco' e 'Domani nella battaglia pensa a me'. In un'intervista pubblicata dall'Ansa, Marias ricorda che quando inizia a scrivere ''non ha mai un'idea completa della storia'' e questo ''e' quello che gli piace della scrittura. Ci sono poi romanzi come il 'Don Chisciotte' o 'La ricerca del tempo perduto' di Proust o i libri di Dickens nei quali il lettore - dice - si rende conto che non importa quale sia l'argomento, la storia, a interessare e' lo sviluppo di quel mondo''.
Ora sta lavorando alla terza parte de 'Il tuo volto domani', un grande romanzo, diviso in tre libri (il primo, 'Febbre e lancia' già uscito in Italia). Questo romanzo è dedicato all'inatteso, alla difficolta' di sapere come saremo domani.
A Massenzio, dice l'Ansa, Laura Morante leggera' l'incipit di 'Domani nella battaglia pensa a me' e Marias leggera' un racconto scritto per questa edizione: 'Paura, speranza'. 'La piu' grande speranza - dice Marias - e' smettere di avere paura. Dopo l'11 settembre viviamo tutti un po' nella paura e i politici hanno scoperto che non va male questa situazione, anzi la fomentano''.
SUBWAY letteratura 2005. Tre milioni di copie di 13 libricini in carta riciclata, che proporranno
racconti e poesie di giovani autori disponibili elle stazioni della metropolitana della capitale. Si va dal ''thriller semiotico'', alle storie di guerra o d'amore e c'e' anche ''un racconto di ordinaria paranoia'' e un ''racconto siciliano''. E' ''Subway letteratura'' l'evento letterario dedicato a scrittori under 35, che partito in sordina da Milano, 4 anni fa, ora e' approdato anche nella capitale, con il sostegno di Met.ro spa e del Comune di Roma.
Per informazioni: www.subway-letteratura.org
per le vacanze leggerò:
René Girard, La pietra dello scandalo
Franco Moretti, La letteratura vista da lontano
Philip Dick, I simulacri
MANDACI LE TUE SEGNALAZIONI, scrivi qui
_Pino
Quando il gruppo di lettura vuole liberarsi dei lacci dell'argomentare diretto al bersaglio (che è il libro che ha letto), finisce spesso con il riempirsi delle voci (belle) sul piacere di quel che si legge fuori dal gdl, oppure che si è letto; ma anche del dispiacere di certe letture, magari proprio quelle del gdl.
Fra le discussioni degli ultimi mesi – sempre sul filo del rasoio fra tema e digressione, fra detto e contraddetto; piene di salti in avanti e di lato e indietro – sono spuntate con regolarità sia *l’affermazione della volontà di leggere altro* da quanto deciso dal gdl (e in questo ovviamente nulla di veramente notevole, salvo, forse, la stranezza di affermare qualcosa che nessuno si è mai sognato di negare) sia, più sfumata, l'ambizione di parlare nel Gdl di questi *altri libri* _invece_ che di quello scelto in quell'occasione dal Gdl stesso: è questo è già più curioso e molto interessante.
I due fenomeni (il dispiacere di alcune letture e il parlare di quel che si è letto da soli) possono essere visti come collegati: e confermano la matrice anarchica, polifonica e (per fortuna) incontrollabile del Gdl (almeno del nostro). E forse confermano però anche un suo limite: la difficoltà di argomentare con precisione e puntualità quando il libro non è piaciuto o quando non è stato nemmeno capace di farsi provare.
E quando si propone un confronto con quanto ci è piaciuto si generano, a volte, confronti azzardati, perché alcuni libri non sono confrontabili, sono semplicemente diversi. Questo dell’essere sommari è sicuramente un nostro diritto, ma fa del Gdl un critico meno brillante quando sconsiglia, mentre quando apprezza un libro è quasi vulcanico nelle idee e nelle diverse sfumature e interpretazioni. E i momenti migliori del nostro gdl ci sono quando anche chi non apprezza il libro è ricco di argomenti.
Detto questo, anche questo tipo di ambivalenza, contraddittorietà è parte del nostro gdl e ne definisce la natura instabile ma persistente nel tempo: un organismo ibrido, mutevole, capace di adattarsi, che percorre strade differenti e riesce a rigenerarsi anche grazie alle debolezze: forse riusciamo a sostenere il discorso pubblico su un'esperienza così personale come la lettura _proprio_ perché sappiamo di poter persino dire: questo libro non mi è piaciuto... perché non mi è piaciuto. Oppure: non l'ho letto perché ne stavo leggendo un'altro dal quale non potevo staccarmi.
Ciao ciao
_L
I miei libri sono:
Von Arnim, "Incantevole aprile"
Leggero e arioso come il titolo anticipa
Salman Rudshie, "I figli della mezzanotte"
Divertente e interessante spaccato dell'India dopo la sua indipendenza narrato dal protagonista insieme a una miriade di altri personaggi. Troppo bello! L'ho regalato un po' a tutti quando l'ho letto anche se non sempre apprezzato).
Joseph Conrad, "Il compagno segreto"
Un libro misterioso come il protagonista del titolo e che si presta a piu' letture simboliche. Indimenticabile!
MANDACI LE TUE SEGNALAZIONI, scrivi qui
i miei tre libri per l'estate sono:
*Carlos Fuentes, La morte di Artemio Cruz
Un messicano potente rivede la sua vita: dalla rivoluzione al potere corrotto
*Alejo Carpentier, Il secolo dei lumi,
L'illuminismo ai Caraibi in uno dei romanzi storici dell'autore cubano
*Franco Moretti, Atlante del romanzo europeo
Cento carte geografiche per raccontare la storia del romanzo moderno
MANDACI LE TUE SEGNALAZIONI, scrivi qui
Come lo scorso anno, ognuno degli amici del e (attorno al) Gdl indica tre libri che consiglia o che ha intenzione di leggere. Possono essere libri di ogni tipo: narrativa, saggi, fumetti ecc
Aspettiamo le segnalazioni!
La forza dell'ambiguità, dell'enigma, la distanza ironica di chi narra è una delle cose più grandi del romanzo e dei racconti. La *passione* o la mancanza di passione (come la crudeltà, la bontà, l'astuzia, l'amore, l'odio ecc.) fa parte del mondo dei personaggi, è un problema loro averla o non averla, ed è una questione tutta interna al romanzo.
Kundera riprende quanto dice Hegel del poeta lirico: è egli stesso il contenuto della sua poesia. Dà parola al suo mondo interiore per suscitare negli ascoltatori i sentimenti e gli stati d'animo che provoca. Il *romanziere invece, distoglie lo sguardo da sé stesso*, si vede a distanza (si occupa di altro). E questa distanza la tiene anche nei confronti dei suoi personaggi, degli ambienti, delle storie.
Insomma sa che nessuno è quello che crede di essere, che il malinteso è diffuso e che proietta sugli individui "la tenue luce del comico". Presente anche su Emma Bovary: una luce di tenera ironia non l'abbandonerà più, nemmeno lungo il cammino verso la morte ormai così vicina (pag. 103).
Dunque, il romanziere guarda sé e gli altri con un leggero distacco ironico, perché questo è l'unico modo per creare personaggi credibili e non fantocci al servizio di un'idea. Per disegnare ambienti e situazioni che vadano all'"anima delle cose". Un concetto correlato che sta a cuore a Kundera è quello di "humor", tipico del romanzo, che rivela la realtà nella sua *ambiguità*, come un *enigma*, in cui le cose perdono il loro significato apparente, in cui l'uomo che ci sta di fronte non è quello che pensa di essere (pag. 121).
In _ I testamenti traditi _, scrivendo di Salman Rushdie, Kundera accennava alla natura del romanzo come di "un universo alieno" […] un inferno nel quale la verità unica non ha potere e la satanica ambiguità trasforma ogni certezza in enigma".
Questa distanza ironica, che è la forza del romanzo (altrove Kundera a ricordato come Rabelais avesse fondato questa forma d'arte sulla sospensione di ogni giudizio morale), rende anche la scrittura, la voce che narra, lo sguardo sulle scene, le situazioni e i personaggi immersi nella "prosa della vita". Il mondo della prosa è quello in cui Don Chisciotte e Sancio si devono preoccupare dei denti, rotti, o che fanno male: una questione che a Omero non verrebbe mai in mente per Achille (Il Sipario, pag. 21).
Addirittura, Kundera ci ricorda che Flaubert, al momento di "squarciare la sua crisalide lirica", cominciò a lamentarsi della *mediocrità dei suoi personaggi*. "E' lo scotto da pagare a quella *passione* (eccola che ritorna) che rappresentano ormai per lui l'arte del romanzo e il suo campo di esplorazione, la prosa della vita (pag. 102).
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2. _Spesso il nostro Gdl, commentando un libro o un racconto, si lascia fuggire il commento: "sembra una sceneggiatura di un film". Queste parole mi sono tornate in mente quando Kundera scrive (pag. 25) della grande innovazione introdotta da Balzac, la scena:
"Balzac trasformò i lettori in spettatori intenti a guardare uno schermo (uno schermo cinematografico antelitteram) sul quale la sua magia di romanziere mostrava loro scene da cui non riuscivano a staccare gli occhi".
Verosimiglianza, evocazione visiva e acustica sulla pagina; insomma queste parole hanno dato forma a un pensiero che spesso affiora: non è che i libri sono sceneggiature è che i film, in fondo, non fanno che imitare il romanzo.
E forse, quando vediamo un film, in realtà noi leggiamo, quasi come se avessimo davanti un libro.
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Il Sipario, Milan Kundera. Mancano ancora un po' di pagine alla fine del libro ma il flusso di pensieri suscitato è già ricchissimo. Certo non è sistematico l'argomentare di Kundera a proposito del romanzo, quasi fossero appunti, ma si aprono altri orizzonti, interessi per nuove letture, voglia di rileggere. Provo ad accennare ad alcuni temi (qui il primo; gli altri seguono) che mi stanno a cuore fra i moltissimi che meriterebbero attenzione. Temi che mi sembrano particolarmente vicini al Gdl.
1.RI-LEGGERE. CON ATTENZIONE _In generale, è come se dalle parole di Kundera si ricavasse un invito, seppure mai formulato esplicitamente, a leggere sempre con attenzione, a rileggere, a leggere con precisione, magari lentamente: perché è nell'insieme dei dettagli, nei legami fra personaggi, scene, situazioni; nei toni delle voci, in quello che ci dicono (personaggi, scene mostrate, narrazioni, pensieri dell'autore stesso); in questo insieme, insomma, e nei singoli particolari, che cogliamo la forza dei romanzi e dei racconti.
Bellissimo è per esempio, l'invito a rileggere le pagine del suicidio di Anna Karenina (Il capitolo Kundera lo intitola addirittura La bellezza di una morte, a pagina 34). "Anche se capiamo la profondità della sua tristezza, il suicidio di Anna resta un enigma". Enigma, una parola che ritorna più volte nelle pagine di Kundera. L'enigma è espresso in quello che chiama il "monologo silenzioso di Anna", per nulla logico; non una riflessione, un flusso di tutto ciò che si trovava in quel momento nella sua testa, che ci appare pieno di amore per la vita. Eppure si suicida e in questo passaggio sta anche la grandezza di quelle pagine che, dopo la prima lettura la scorsa estate, torno a rileggere, e che probabilmente non finiranno mai di dirci cose nuove.
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