www.flickr.com
photos in People reading- Comment as many as you add
IL BLOG DEL GRUPPO DI LETTURA HA CAMBIATO CASA; IL NUOVO INDIRIZZO è http://gruppodilettura.wordpress.com/

29.5.06

Lermontov, _Un eroe del nostro tempo_: che romanzo ragazzi!

Lermontov. Con grande piacere ieri notte ho cominciato un libro affascinante. E' il romanzo di Michail Jurevic Lermontov, _Un eroe del nostro tempo_. Un'edizione dei "Grandi libri Garzanti" regalatami 13 anni fa da mio fratello. Ieri mattina mentre correvo (si sa che la corsa è un crogiulo per la meditazione e per il pensiero) mi è arrivata, improvvisa questa idea: devo scovare Lermontov e leggerlo.
Ieri notte ho dunque cominciato questo romanzo scritto fra il 1838 e il 1840: racconta la storia di un uomo attraverso la voce di tre io narranti diversi, in cinque novelle a incastro. L'eroe è un uomo nobile e generoso che si disillude e diventa egocentrico e vendicativo, e impara a odiare o a essere indifferente. Eppure attraverso la struttura e il sovrapporsi delle voci il personaggio ci appare ricco, aperto, non definibile una volta per tutte.

Tags, a proposito di:

Simenon e Hopper

Ho letto poco fa Tre camere a Manhattan di Simenon. Dopo un primo impatto un po' negativo, ho avuto un'ottima impressione del libro, che coglie così bene, sebbene scritto sessanta anni fa, la vita di oggi, la solitudine e lo smarrimento delle grandi città. Nonostante l'impronta cupa di fondo, mi ha lasciato una forte commozione e speranza sul finale.

Ma volevo sottolineare, soprattutto, una cosa che mi ha colpito. Fin da quando l'ho iniziato, mi ha richiamato alla mente il famoso quadro del geniale Hopper, Nighthawks (Nottambuli).

Nel quadro un uomo e una donna bevono, seduti al bancone di un bar, di notte. Il locale, fra l'altro, è proprio al Greenwich Village. Nel dipinto, si respira la stessa aria di solitudine e freddezza del romanzo, con una traccia di angoscia. Lo stesso Hopper, a proposito della sua opera ha detto: "Probabilmente inconsciamente ho dipinto la solitudine di una grande città".

Mentre leggevo, mi immaginavo così Francois e Kay, nel loro vagabondaggio notturno per le vie di New York. Come l'uomo e la donna di Hopper, vicini ma all'apparenza distanti, persi nel vuoto, lo sguardo fisso di fronte e loro, due bicchieri sul bancone. Alle spalle, magari, un juke-box.

Fra l'altro, Nighthawks è del 1942, e quindi precede di qualche anno la stesura del romanzo. Mi piace pensare che anche Simenon abbia visto il quadro, e sia rimasto colpito, e che magari l'idea di Tre camere a Manhattan sia nata proprio da lì…

*giuliaduepuntozero

26.5.06

Europa Editions, l’avventura americana di e/o

Qualche tempo fa guardavo la sezione di libri in inglese, e ho notato un titolo carino, della casa editrice Europa Editions. Il simbolo era un airone (una cicogna?), lo stesso della casa editrice e/o.

Ho poi scoperto che questa Europa Editions dipende dalla e/o, è il ramo americano aperto nel 2005.

Ho saputo che sta andando bene, ed è molto apprezzata da critica e pubblico statunitense.

I libri sono motlto belli, graficamente, copertine simili a quelle italiane (ma ancora più belle), risvolti di copertina con notizie sul libro e sull'autore, recensioni sul retro, e una frase di presentazione in copertina.

Finora hanno pubblicato circa 25 titoli, alcuni italiani, altri stranieri, alcuni pubblicati in Italia da e/o, altri da altri editori italiani.

Fra gli scrittori italiani, Elena Ferrante, Massimo Carlotto, Stefano Benni, Carlo Lucarelli.

Io ho acquistato due titoli, *Cooking with Fernet Branca* di James Hamilton-Paterson, il racconto spiritoso di un inglese di professione ghostwriter che vive in Toscana, alle prese con esperimenti culinari e con le stranezze dei suoi vicini italiani, e *The jasmine isle*, della greca Ioanna Karystiani, appena comprato a Torino alla Fiera del Libro.

A Torino, fra l'altro, lo stand della e/o era pieno di bottiglie e bottigliette di Fernet Branca, in onore del libro di Hamilton-Paterson.

Ultima nota di merito: hanno già pubblicato *Total Chaos* e *Chourmo* del grandissimo Jean-Claude Izzo, e solo per questo meriterebbero una statua.
 
*giuliaduepuntozero

 

25.5.06

Ancora guide

Per rimanere in tema _guide turistiche_, consiglio una bellissima collana: Itinerari delle Edizioni Lizard.
La prima si intitola Corto Sconto (scritta da Guido Fuga e Lele Vianello) e presenta 7 itinerari veneziani, sulle tracce di Pratt e soprattutto di Corto Maltese. Ne ho sperimentati alcuni di persona, ed è stata un’esperienza veramente indimenticabile, un modo di conoscere una città così affascinante, ma lontano da caos e turisti. Alla scoperta dei luoghi più segreti e più vivi della città lagunare, dove ci sono solo i veri veneziani, il tutto con un sottofondo di storia e di magia che solo grazie al legame con Corto Maltese è possibile. La guida è anche molto ricca di aneddoti, citazioni, consigli per mangiare e per acquistare nei veri locali veneziani. E soprattutto, è illustrata dalla fantastica penna di Hugo Pratt. Gli amanti di Corto Maltese potranno anche ripercorrere i suoi passi nella sua città.
La seconda è Superbi itinerari (Paolo Fizzarotti e Ivo Milazzo) ed è strutturata nello stesso modo: presenta dei percorsi insoliti nella città di Genova, alla scoperta dei carruggi più nascosti e dei posti più vivi del capoluogo ligure. Anche in questo caso non mancano consigli culinari e segnalazioni dei veri locali genovesi, con un occhio attento anche ai negozi e i locali etnici migliori e più vivi. La guida è illustrata con acquarelli e disegni di Ivo Milazzo, l’ideatore di Ken Parker. Per riscoprire e innamorarsi di Genova.
Nella stessa collana sono usciti altri due titoli, uno sulla Bretagna, Armorica, accompagnati da Corto Maltese (ma chi l’ha provato mi ha detto di non essere entusiasta come per quello di Venezia) e uno su Cuba, Rumba, che purtroppo devo ancora provare.

*giuliaduepuntozero

24.5.06

Amnesty International, il rapporto annuale: una *lettura obbligatoria*

Amnesty International
Il Rapporto Annuale 2006 di Amnesty International: i poveri e gli svantaggiati della terra pagano il prezzo della "guerra al terrore" Il quadro del 2005 che emerge dal Rapporto Annuale di Amnesty International, presentato a Roma dal presidente della Sezione Italiana dell'associazione, Paolo Pobbiati, è quello di "un anno pieno di contraddizioni, durante il quale segnali di speranza per i diritti umani sono stati indeboliti dagli inganni e dalle false promesse dei governi che hanno più voce in capitolo. L'agenda della sicurezza, promossa da chi ha potere e privilegio, ha sviato le energie e l'attenzione del mondo dalle gravi crisi dei diritti umani in corso"...
Il rapporto si può consultare qui

Una lettura istruttiva

In questi giorni ho un po' sospeso la lettura di romanzi (i racconti di Vitali, nella fattispecie), per dedicarmi a un altro tipo di testo: una guida turistica. Più precisamente, la Lonely Planet della Danimarca. Quest'estate, infatti, andremo nel freddo Nord. Personalmente, prendo sempre Lonely Planet, perfette per viaggi low cost e un po' all'avventura come i nostri.
Si rivela, comunque, un'interessante lettura, anche se fatta a spizzichi e bocconi, saltando da Copenhagen ai laghi dello Jutland, dalle scogliere di Mon al castello di Amleto.
Fra indirizzi di ostelli, segnalazioni di chiese, consigli sulla cucina, si fanno anche interessanti scoperte su aneddoti e piccole storie.
Come quella del castello di Vallo, il Vallo Slot, nello Sjaelland meridionale: costruito nel 1586, venne poi destinato, dalla regina Sofia Maddalena, nel 1737, a "casa per zitelle di nobile lignaggio", per le figlie non sposate della famiglia reale, squattrinate e senza castelli propri in cui stare. Oggi, dice ancora la guida, è abitato da un gruppo di anziane signore di sangue blu.
Si può quasi pensare di essere in viaggio semplicemente leggendo una guida, lasciandosi trasportare dallo scrittore...
*giuliaduepuntozero

Tags, a proposito di:

Maria Luisa Abate e Ruggero Marinello a RadioHinterland, cultura e libri

La puntata n. 27 di Hinterland cultura libri e dintorni è dedicata a MARIA LUISA ABATE, attrice della compagnia teatrale Marcido Marcidoris e a RUGGERO MARINELLO, scritore.
venerdì 19 dalle ore 17 alle ore 18. La radio si ascolta online al sito: www.radiohitnerland.org
il programma si può anche scaricare dalla rete (la settimana prossima)

23.5.06

Russell Banks, Tormenta. E' diluito, allungato?

Russell Banks, Tormenta. Secondo me il romanzo è troppo lungo. Cioè, *allungato*. Mi sembra che tutto sia troppo dilatato. Le situazioni, il numero degli eventi che ci vengono presentati, i dialoghi. L'intensità della narrazione, del discorso, ne risentono, perdono vigore.
In fondo, il tema del romanzo è simile ai temi di molti racconti di *Raymond Carver*: la vita quotidiana delle classi medie e inferiori della provincia americana; il grande nord (nord est in Russell, nord ovest in Carver), il freddo, l'alcol, la violenza familiare, l'insesatezza. Ma quanta *intensità essenziale* in Carver; quale precisione. Mentre Banks è come se avesse bisogno di molte pagine, troppe.
I temi di Banks in Tormenta, forse, ricordano anche alcuni racconti di Richard Ford, in particolare quelli di _Rock Springs_. Non a caso Ford viene anche definito il "poeta del quotidiano". Anche in questo caso, pur non potendo paragonare - secondo il mio gusto - Ford al sublime Carver, mi pare che l'intensità della scrittura di Ford sia maggiore e quindi in generale migliore di quella di Banks

Tags, a proposito di:

22.5.06

Russell Banks, Tormenta: Rolfe è un narratore attendibile?

Ancora dopo molte pagine, rimango del parere che i momenti piu' interessanti di _Tormenta_ di Russell Banks siano quelli dove  - esplicitamente o come tono nella voce narrante - si manifesta Rolfe, il fratello del protagonista Wade, e il personaggio/narratore che nel romanzo si assume il compito di raccontare e a volte commentare  la storia di Wade.
Esemplari mi sembrano, in questo senso, le pagine della morte e dei funerali della madre di Wade e Rolfe per assideramento nella vecchia casa della famiglia.
Lì in ogni parola, mi pare che Rolfe voglia dire qualcosa di più e mi viene la tentazione di provare a pensare ai sentimenti/rimorsi/ e altre cose, proprio di Rolfe, più che di Wade. Come se la storia di Wade fosse una scusa per lasciarci vedere la sua. Spesso mi viene in mente che Rolfe non sia attendibile, troppo di parte, la sua.

21.5.06

Andrea Vitali, scrittore del lago

Sto leggendo un bel libro di Andrea Vitali, *Aria di lago*, ed. Aragno.

È una raccolta di racconti, o romanzi brevi, genere che a me, personalmente, non piace molto, anzi, per nulla.

Però questo non è per niente male.

Mi sono decisa a prenderlo in mano dopo aver sentito Vitali alla presentazione dei finalisti della Selezione Premio Bancarella, e dopo che già altre volte avevo preso in mano suoi romanzi, ma con poco entusiasmo.

Vitali è uno scrittore di Bellano, divenuto famoso da non molto, ed essendo io di Lecco, non me la sentivo di snobbarlo così.

I suoi romanzi sono tutti ambientati a Bellano, mai oltre gli anni ’70. Si basano su storie di paese, che Vitali dice di raccogliere dalla voce della gente e di riscrivere poi come meglio credo (è un medico, ne sentirà di racconti). Questa dimensione popolare, da vero paese, è il bello dei racconti di Vitali, scritti comunque in modo sapiente, con attenzione alla narrazione e alla suspance. Pettegolezzi, storie anche un po’ losche, genealogie, comari, intrighi. Divertenti.

Consiglio, a chi capitasse di leggere suoi romanzi (editi da Garzanti), una gita a Bellano, sul lago di Lecco, peasino molto bello, e interessante per chi l’ha conosciuto tramite Andrea Vitali.

Per chi fosse interessato, poi, lo scrittore sarà domenica prossima, il 28, a Lecco, alle 11 presso il Liceo Classico A. Manzoni, a parlare della sua esperienza di scrittore e del suo legame con la città.

*giuliaduepuntozero


------------------------------------------------------------
Volete contribuire a questo blog con le vostre riflessioni e esperienze di/sulla lettura? Scrivete a gruppodilettura@gmail.com

19.5.06

Bjorn Larsson

Come promesso, ecco due righe su Bjorn Larsson.

Dunque, Larsson è uno scrittore svedese, pubblicato in Italia dalla casa editrice Iperborea, specializzata in autori del Nord Europa. Ho incontrato una volta lo scrittore alla Fiera del Libro di Torino, dove mi ha autografato il suo ultimo romanzo, *Il segreto di Inga*, ed è molto carino e gentile. La sua è una storia molto interessante: è un appassionato navigatore, e per diverso tempo ha addirittura vissuto a bordo della sua imbarcazione, una barca a vela, chiamata Rustica, dove ha scritto anche alcuni libri.

Il suo primo romanzo che ho letto (per alcuni mesi ho lavorato all'Iperborea...) è stato *La vera storia del pirata Long John Silver*, e mi sono innamorata di lui (di Larsson, voglio dire, ma anche di Long John). Il libro racconta le vicende del famoso pirata ideato da Stevenson, nel periodo di tempo non coperto dall'Isola del tesoro, quindi prima e dopo. Il romanzo è scritto benissimo, e questa è la cosa più importante: Larsson è veramente un grande scrittore. È anche molto bravo a caratterizzare i personaggio, e il pirata è una figura simpatica e completa.

Sulla scia di questa nuova scoperta, ho letto anche altri libri. Molto bello *Il cerchio celtico*, un thriller ambientato nei mari del Nord Europa, all'inseguimento di un'organizzazione segreta che sogna la liberazione del mondo celtico.

Anche *Il segreto di Inga* è avvicente e interessante, anche questo un thriller e un romanzo di avventura, anche questo ambientato nell'amato mare di Larsson, a bordo di barche, con sullo sfondo una vicenda misteriosa di spionaggio.

Non ho ancora letto, invece, gli altri, *L'occhio del male*, anche questo un thriller, ambientato però a Parigi, o meglio, sotto Parigi, e *La saggezza del mare* e *Il porto dei sogni incrociati*, più riflessivi e personali.
 
 
*giuliaduepuntozero

18.5.06

Russell Banks, la recensione del New York Times di Affliction/Tormenta

Poverty, and the darkened, dead-end experience it dictates, has long been Russell Banks's obsessive territory. His fiction's polar settings are the rusted-out mill towns of New Hampshire and the miragelike beauty of the Florida Keys, Jamaica and Haiti - thus, in ready dialectic, America and the third world, exhausted industrialism and exhaustingly primitive village life.
New York Times

La recensione è firmata dalla scrittrice Elisabeth Tallent ed è del settembre 1989

Russell Banks, in un'intervista del 1998 alcune idee per accompagnare la lettura di Affliction/Tomenta

la trovate sulla rivista Internet _Salon_ qui

Antihero:Russell Banks

T H E_ S A L O N_ I N T E R V I E W_ R U S S E L L_ B A N K S

HOLLYWOOD'S HOTTEST NEW PROPERTY

IS A WRITER WITH A GIFT FOR PROBING

THE DARK TRUTHS OF ORDINARY LIVES.


Infusing his novels with a brutal honesty and moral rectitude that his characters struggle to live up to,
Banks writes in beautiful and often tragic tones about the drama of daily life.
His themes -- of loss, of weakness, of the difficulty of living a decent life -- are frequently bleak, but there's a redeeming wisdom to them, a sense of hopefulness found in the details that he so diligently draws out of his characters' mundane realities.
No modern author writes more perceptively about ordinary men's stumbling quest for the American grail of material comfort and self-respect.


17.5.06

Il Sacro Graal

Sull'inserto culturale di qualche sabato fa della Repubblica c'era una racconto inedito dello scrittore Bjorn Larsson (di cui prometto di parlare a breve, perché merita), non molto originale, a mio vedere, ma che mi ha fatto riflettere.

Il racconto è incentrato sulla figura di un filologo di francese antico, deluso dalla scarissima considerazione che la sua materia ha in ambito accademico, che decide di far vedere al mondo quanto questa, invece, sia importante. Come? Scoprendo la vera storia del Sacro Graal. Il raccontino termina con la scoperta del vero manoscritto, che però lo studioso decide di lasciare nascosto.

Nelle poche righe del brano viene citato più volte Dan Brown e il suo *Codice da Vinci*. Il Sacro Graal, ormai, viene associato a lui??

Confesso di aver letto *Il Codice da Vinci*: dopo averlo criticato per partito preso, ho pensato che fosse più onesto avere delle basi per parlarne male. L'ho trovato terribile, una scrittura da film di Hollywood, un tono saccente veramente fastidioso, forse scritto per un pubblico che non ha mai sentito parlare di Leonardo da Vinci o del Louvre.

Anche banale, poi. Fra l'altro, non è neppure originale. Qualche anno prima era uscito *Il cerchio si chiude*, dello scrittore norvegese Egeland, edito in Italia da Bompiani. La trama non è molto diversa: un archeologo alle prese con un mistero che sconvolgerà il mondo: il Sacro Graal indica la discendenza umana di Gesù. La storia (e questa teoria) è affascinante, lo stile è coinvolgente, colto ma non fastidioso, spiritoso. Il protagonista, l'archeologo albino, è molto simpatico.

Per chiudere, entrambi i romanzi si sono comunque ispirati a un saggio: *Il Santo Graal - Una catena di misteri lunga 2000 anni* , di Baigent, Leigh, Lincoln, edito da Mondadori. Ce l'ho sul comodino…

*giuliaduepuntozero

 

16.5.06

leggere al parco lambro


leggere al parco lambro, originally uploaded by luiginter.

Libri e cultura su Radio Hinterland

Radio Hinterland (sud milano 94.600 MHz o via Internet tramite il sito www.radiohinterland.org) tiene ogni venerdì dalle 17.00 alle 18.00 (e in replica la domenica dalle 11 alle 12) una trasmissione su libri e letteratura a cura di Attilia Garlaschi (cultura@radiohinterland.com). La puntata n. 26 di *Hinterland cultura libri e dintorni* è dedicata a GIANNI BIONDILLO. In esclusiva una intervista e il primo reading dell'autore sul nuovo testo "Per sempre giovani"...il 19 maggio dalle ore 17 alle ore 18 su www.radiohitnerland.org

Il programma può anche essere scricato dalla rete (settimana prossima) a questo indirizzo:

------------------------------------------------------------
Volete contribuire a questo blog con le vostre riflessioni e esperienze di/sulla lettura? Scrivete a gruppodilettura@gmail.com

15.5.06

Calcio: Moggi e Brett Cassidy, l'arbitro con le pistole (ricordando Osvaldo Soriano)

*Osvaldo Soriano* ci racconta che Brett Cassidy, il figlio del famoso Butch Cassidy, arbitrò le partite del leggendario mondiale di calcio di Patagonia del 1942, vinto dalla nazionale degli indios mapuche, che sconfissero in finale i tedeschi.

Cassidy, come suo padre, usava molto bene le pistole e le impiegò per far rispettare le regole a suo modo (conosceva però poco e male le norme del gioco del footbal), soprattutto per favorire i tedeschi (non tedeschi qualsiasi, tecnici militari del terzo reich) che arrivarono fino alla finale.

Dove poi, grazie alle magie dei mapuche e al fatto che Cassidy, finalmente, divenne imparziale, gli indios in una partita sotto il diluvio che durò un'intera notte, vinsero la coppa.
Poi Cassidy fuggì da qualche parte nel continente.

Chissà se Paparesta ha letto le storie di Brett Cassidy, chissà se ci ha pensato, chiuso nello stanzino dello stadio di Reggio Calabria, con Moggi che fuori lo minacciava di buttare le chiavi: chissà se ha pensato a cosa avrebbe fatto con Moggi il famoso figlio di Butch Cassidy.

*luiginter

Tags, a proposito di:

Premio Selezione Bancarella

Domenica 14 maggio c'è stata a Lecco la presentazione dei sei vincitori della cinquantaquattresima edizione del Premio Selezione Bancarella.
Il vincitore definitivo verrà proclamato a Pontremoli il 16 luglio, ma nell'attesa sono stati presentati i sei finalisti, in un vivace incontro moderato da Alessandra Casella, e presenziato dalle autorità politiche lecchesi, con un discreto pubblico.
Si è partiti con *Iacobus* della spagnola Matilde Asensi, ed. Sonzogno , che non ha potuto partecipare, sostituita dal suo simpatico traduttore, Andrea Carlo Cappi, che si è soffermato sul suo lavoro di traduzione, particolarmente interessante, considerato che ha dovuto cimentarsi con un romanzo scritto in prima persona, narrato da un monaco del 1300, con uno stile ricco e forbito, reso da Cappi con l'introduzione di endecasillabi. Il libro sembra interessante, un'altra avventura sulle tracce del Sacro Graal, fra Umberto Eco, Indiana Jones, Dan Brown, e chi più ne ha più ne metta.
Il secondo finalista, Pietrangelo Buttafuoco, autore di *Le uova del drago*, ed. Mondadori, non si è fatto vedere (neanche lui), ma la Casella ha parlato molto bene anche di questo romanzo, ambientato nella Sicilia degli ultimi anni della guerra e dei primi del dopoguerra. Era particolarmente ammirata per la scrittura e la lingua usati da Buttafuoco.
Per *Nordest* (ed. e/o), di Massimo Carlotto e Marco Videtta, è intervenuto solo il secondo dei due autori, a parlare di questo romanzo ambientato nell'Italia del nordest, appunto, fra vicende di imprenditori, storie famigliari, "invasioni" cinesi, per un libro che voleva nascere come sceneggiatura televisiva, ma è diventato un romanzo a quattro mani.
Come quarta finalista una donna, Alessandra Montrucchio, con *Non riattaccare*, ed. Marsilio, la storia di una donna innamorata e abbandonata, in preda alla depressione, in una lotta contro il tempo per salvare l'uomo che ama. La Casella evidenziava soprattutto la bravura dell'autrice, che ha utilizzato in tutto il libro la seconda persona singolare, molto difficile.
Quinti finalista Claudio Paglieri, con *Domenica nera*, ed. Piemme, lungimirante thriller, in cantiere da qualche anno, sulle malefatte calcistiche di una squadra mai nominata, ma che ricordano molto, molto, molto, quello che si legge in questi giorni sui giornali. L'incipit molto bello, sembra Tutto il calcio minuto per minuto, con stacco sull'arbitro trovato impiccato negli spogliatoi.
Infine Andrea Vitali, con *La figlia del Podestà*, ed. Garzanti, autore bellanese, e guest star in quel di Lecco. Il simpatico medico della mutua e scrittore per passione ha parlato del suo rapporto con Bellano e con il lago, e del suo mestiere di medico. Sempre molto apprezzato dai lecchesi.
In attesa delle proclamazione del vincitore, è stata una bella iniziativa.

*giuliaduepuntozero

14.5.06

Fantascienza

Qualche sera fa ho ascoltato un bel programma su RadioRai2.
Presentava un libro di fantascienza, con un'interessante introduzione sulla storia della narrativa di fantascienza in Italia. Tradizione abbastanza scarsa, che il presentatore associava a motivi storici e culturali.
Parlava poi di un libro di Michela Volanta, *Uno a testa*, edito da Frassinelli editore ( scheda su bol).
In particolare, raccontava dello spunto narrativo alla base della storia: un futuro (o presente?) immaginario, dove per diritto a ogni persona alla nascita viene assegnato uno speciale proiettile, da poter utilizzare nel corso della propria vita contro una persona scelta. Solo un proiettile, ma legale.
In questo modo, ogni essere umano diventa cacciatore e preda.
Nel programma veniva anche letto uno stralcio del libro, quello della costituzione con i provvedimenti sui diritti e i doveri di ogni cittadino con il proprio proiettile.
Mi è sembrato molto inquietante, faceva rabbrividire, ma anche interessante.
Forse non è una storia poi così di "fantascienza", e forse la narrativa spesso diventa l'unico mezzo, se non il migliore, per raccontare e smascherare la realtà in cui viviamo.
A volte si impara di più da un romanzo che dalla vita.
 
*giuliaduepuntozero

Appunti su “LA PESTE” di Albert Camus…- di Ilaria

Il gruppo di lettura di SUPERGIOVANI (d’animo o d’età che dir si voglia) il 5 aprile scorso ha commentato insieme “La peste” di Albert Camus, che ha riscosso pareri positivi da parte di tutti i partecipanti…grande successo dunque! Ecco una piccola sintesi in punti delle osservazioni e dei commenti espressi durante la serata (soprattutto per tutte quelle persone che non sono riuscite a venire per impedimenti fisici o di memoria ingannevole…):
- Riesce a trasmettere con semplicità di linguaggio e d’espressione tematiche complesse e profonde
- semplice, ma bello dal punto di vista dello stile
- Stefano L. ha paragonato “La peste” con “Il viaggio” di Celine, facendoci notare come in quest’ultimo non venga lasciata nessuna speranza all’umanità cadendo alla fine in un nichilismo senza via d’uscita, mentre in Camus c’è un maggiore riscatto dell’uomo. Forse questo riscatto è necessario, la sfiducia totale potrebbe portare all’odio verso l’uomo, a pensare che, in fondo, la vita non valga nulla…potrebbe anche essere questa posizione ad aver portato Celine ad essere così decisamente antisemita?
- Nella descrizione dei personaggi è presente sia una parte corale (come nei libri sulla guerra) sia figure singole eccezionali…come, per esempio, Tarrou ( peste come metafora del rischio di sopraffare gli altri) e Grand (alla ricerca della parola che “illumina”, è l’antieroe per eccellenza)
- Il tono della scrittura è quello della cronaca, così da ruscire ad evitare la retorica nella descrizione di scene terrificanti (in questo senso diverso, per esempio, dalla peste descritta ne “I promessi sposi” del Manzoni che esprime un forte patetismo nel racconto)
- È espressa una forte “fede” laica, non religiosa. Anzi si può proprio dire che la religione esca sconfitta da questo libro. La presa di posizione in questo senso è molto forte. (finalmente qualcuno che, non solo difende, ma addirittura fa vincere l’etica e la morale dei laici!)
- La peste come metafora del fascismo. La popolazione non la combatte, ma, alla fine, si esaurisce da se.
- Il messaggio finale del libro potrebbe essere che il riscatto dell’uomo sta nella sua capacità di opporsi e di resistere, anche agli eventi più grandi di lui.
- Abbiamo anche riflettuto sul perché questo libro sia così poco conosciuto rispetto, per esempio, a “Lo straniero” (sempre dello stesso autore), che invece viene spesso dato da leggere al liceo come libro di lettura (obbligatoria). Non siamo giunti a grandi conclusioni…forse l’argomento malattia un po’ scoraggia la lettura. (io stessa devo ammettere che, se non fosse stato per il gruppo di lettura, non l’avrei mai letto per questo stesso pregiudizio!)
Ecco (quasi) tutto! Sicuramente non è una lettura che si può esaurire in così poco, QUINDI se qualcuno volesse aggiungere i suoi commenti…lo faccia! Consiglio a tutti quelli che non l’hanno ancora letto di farlo quanto prima. Si tratta, secondo me, di un capolavoro di letteratura che offre riflessioni sull’esistenza umana come difficilmente si trovano, il tutto espresso con la semplicità espositiva che solo i grandi scrittori sanno utilizzare. Emozionante senza essere patetico…molto raro di questi tempi quando anche il telegiornale, che dovrebbe essere pura cronaca, ci propina servizi strappalacrime da tragedia napoletana (con tutto il rispetto per questo genere!).Buona lettura!
Ilaria.

------------------------------------------------------------
Scrivete al Gruppo di lettura!! gruppodilettura@gmail.com

Tags, a proposito di:

13.5.06

Bruce Springsteen a Milano


Bruce Springsteen a Milano, originally uploaded by luiginter.

Poi ne parliamo!
*luiginter

12.5.06

Springsteen a Milano

Nel giorno del concerto a Milano di Springsteen, un libro per i suoi fans.
*God less America – Da New York a San Francisco sulle orme del Boss*, scritto da Cristina Donà e Michele Monina, Mondadori, 2003. Quest'opera nasce da una passione, quella dei due autori per Bruce Springsteen, che li ha portati a viaggiare nel 2001 negli Stati Uniti sulle tracce del cantante. Durante il viaggio, però, i due autori si accorgono che è rimasto poco dell'America cantata da Springsteen in *The River* e negli altri suoi album, dell' America dei perdenti e della gente comune. La narrazione, così, divaga, e si legge poco del presunto omaggio al Boss, il che è un peccato, dal mio punto di vista. Il tutto, fra l'altro, con una scrittura (quella di Monina, Cristina Donà ha contribuito solo con alcune note e con il dvd in allegato) che personalmente non ho apprezzato, piena di divagazioni e troppo "giovanilistica". Ho letto questo libro qualche anno fa, ma ricordo che non mi era piaciuto molto, e questo si vede anche nelle poche orecchie e sottolineature che ho lasciato. Rimane comunque un libro interessante nel suo essere un viaggio on the road in una terra come gli Stati Uniti, che sicuramente ha molto da dire. E sono proprio i pezzi sugli Stati Uniti i più interessanti e nei quei è più facile immedesimarsi, come questo: "il fatto è che io, come molti della mia generazione, cattolici ma anche anarchici, vivo la strana condizione di antiamericano per quello che concerne ogni aspetto politico, ma sono americanofilo fino al midollo – tanto per citare Carver, un americano nel mazzo – per tutto quello che riguarda libri, musica e cinema. È chiaro, disprezzo gli aspetti più commerciali della cultura americana, ma mi riconosco in tutto quello che c'è di alternativo e underground dall'altra parte dell'oceano". In effetti, potrei averlo scritto io.
 
E buon concerto ai fortunati che hanno trovato i biglietti...
 
*giuliaduepuntozero

11.5.06

Leggere di notte


Joyce Carol Oates, Marya
Originally uploaded by halighalie.
"Una volta finito di studiare, amava leggere per diletto: le letture che faceva
di notte acquistavano un'aura, un valore, una sorta di fascino misterioso che
solitamente non appartenevano al giorno. Erano una cosa illecita, preziosa al di
là di ogni previsione. In quei momenti, le sembrava di poter scivolare via dalla
propria coscienza per entrare in quella dello scrittore... nei ritmi stessi dell
prosa di un altro. Senza corpo, senza peso, totalmente assorta, attraversava il
paesaggio di un'altra mente scoprendola identica e al tempo stesso del tutto
diversa dalla sua - una mente che la sorprendeva e la scuoteva, che l'allettava
e la stimolava. Era un processo segreto ma non criminoso, né proibito - Marya
avanzava con la cautela di un ladro, euforica, soggiogata, attraverso
l'immaginazione di un altro, senza alcun rischio, senza alcun pericolo di essere
punita. Più era tardi e si sentiva stanca, più grande, stranamente, era la sua
capacità di concentrazione; non c'era niente in lei che opponesse resistenza,
niente che si tirasse da un lato con atteggiamento dubbioso o beffardo; i libri
che leggeva avidamente sembravano prendere vita attraverso di lei, grazie a lei,
senza in pratica alcuno sforzo da parte sua. Pareva quasi che non contasse ciò
che leggeva, o chi - Nietzsche, William James, le Bronte, Wallace Stevens,
Virginia Wolf, Stendhal, i primi filosofi greci - l'esperienza della lettura era
elettrizzante, assolutamente ipnotica, superiore a qualsiasi cosa avesse
sperimentato prima d'allora.
[...] L'autentica personalità dello scrittore,
pensava, era racchiusa in ciò che scriveva e non nella sua vita; era il
paesaggio dell'immaginazione a rimanere, quello sì che era davvero reale. La
vita pura e semplice era la buccia, l'interpretazione di un attore, a lungo
andare trascurabile... Come era possibile considerarla altro se non il mezzo
tramite cui determinate opere d'arte venivano trascritte...? L'idea la
spaventava, la stimolava."



da *Marya*, Joyce Carol Oates, ed. e/o

*giuliaduepuntozero


Impronta, l'associazione di Cologno indice un concorso letterario

L'associazione di Cologno Monzese, Impronta, ha indetto il concorso letterario & artistico "TRA ASFALTO E CIELO".
Prevede una sezione letteraria pe i racconti; e una artistica, per le arti visive. Maggiori indicazioni sul sito dell'Associazione.

10.5.06

Impressioni da Torino

Anche quest'anno, per il quinto di fila, non siamo riusciti a resistere alla tentazione della Fiera del Libro di Torino.
Anche quest'anno, ci sono andata due giorni, sabato per piacere, lunedì per lavoro.
Ecco un po' di impressioni sparse.
Innanzitutto, gran ressa. Buon segno, per l'editoria italiana? Non so, forse sì, speriamo, anche se vedendo dove era concentrata la maggior parte della gente, non so. Un esempio fra tutti, stand della Feltrinelli: pile sterminate e in continuo rifornimento di Moccia, *Tre metri sopra al cielo* e *Ho voglia di te*. Ragazzine in coda allo stand della Fabbri per Melissa P. Mah.
Vuoto nei numerossimi stand di Regioni e Comuni, ma mi vien da domandare cosa ci stessero a fare.
Ogni anni cerco di fare il solito fioretto: compro solo libri veramente indispensabili: scontatissimi, o introvabili.
Dopo un'ora e mezza, ne avevo già comprati tre, quando Andrea ha sottolineato la mia media di acquisto, e mi son dovuta contenere.
Comunque, tutti acquisti giustificati:
*Equatore*, di Miguel Sousa Tavares, ed. Cavallo di Ferro: introvabile, chi l'ha mai vista in libreria questa casa editrice? E poi, Portogallo Paese ospite, io amante del Portogallo, glielo dovevo.
*Una famiglia americana*, di Joyce Carol Oates, Marco Tropea Editore: introvabile. L'ho visto una volta alla Feltrinelli, poi son quasi sicura che non ci fosse più, io amante della Oates. Glielo dovevo.
*The jasmine isle*, di Ioanna Karystiani, Europa Editions: avventura americana della grande casa editrice e/o (ne parlerò), scontato causa conoscenza dellespositore.
Insomma, converrete che erano tutti indispensabili.
Ogni anno, poi, cado nell'acquisto compulsivo del libro che mi chiama come se fosse indispensabile (appunto), e poi giace sul comodino per anni. Nel 2003 è stato *Underworld* di DeLillo, nel 2005 *Infinite jest* di David Foster Wallace, nel 2004 non ricordo, ma sicuramente ci sarà stato. Quest'anno temo che sia *Equatore*.
Ci sono rimasta un po' male, come ogni anno, che non ci fossero grandi offerte e sconti fiera. Solo Andrea ha trovato un Meridiano Zero del vecchio cataloo al 50% (Robert Wilson, bellissimo in *Una piccola morte a Lisbona*). Lunedì, però, molti stand avevano il cartello 20% di sconto, ma non ho potuto usifruirne.
Come ogni anno, poi, sembra che a ogni stand che mi avvicino gli espositori tampinino solo me (mai Andrea). Stavo per cedere alla tentazione da Crocetti editore (autori greci, bellissimi, l'anno scorso ne ho preso uno stupendo), ma per fortuna hanno cercato di rifilarmi quello che avevo appena preso in inglese, e ho avuto la scusa.
Da ultimo, lunedì frotte di scolaresche, bambini anche piccolo, che bello.

*giuliaduepuntozero

------------------------------------------------------------
Scrivete al Gruppo di lettura!! gruppodilettura@gmail.com

6.5.06

Alla ricerca della nostra isola sconosciuta, da un Gruppo di lettura amico

Caro gruppo di lettura,
rispondo volontieri al tuo appello. Il ns GdL sta leggendo in questi giorni il raccontino (meno di 30 pagine) di Saramago "Il racconto dell'isola sconosciuta".
Il linguaggio e' quello della favola, della poesia e del racconto mitico, la storia e' molto semplice, ma ricca di allegorie, con possibilita' di piu' letture a piu' dimensioni e livelli.
Una ricerca profonda e personale del senso della vita, del nostro autentico se', del lontano geografico (di cui Ulisse e' il piu' famoso precursore), ma anche del lontano  dal quotidiano, dal reale, dal conosciuto.
Un invito ad uscire dalle mappe gia' scritte  e dai tragitti gia' segnati, e a  farlo con determinazione ma anche con attenzione a quella "donna delle pulizie" che si e' messa dietro di noi per seguirci nella nostra avventura, ma che corriamo il rischio di non vedere, come spesso facciamo con i segni del destino che sono gia' dietro di noi ma  non
sappiamo decodificare o percepire, se non a posteriori...
Ci dice che la nostra isola sconosciuta e' gia' tutta dentro alla nostra nave con cui salpiamo e che quindi l'importante e' proprio salpare non importa il tragitto o l'approdo, tutto sta nell'accettare quella sfida che arriva a noi da profondita' sconosciute, e che non dobbiamo evitare per paura del mare tenebroso o perche' ci sembra di non avere i mezzi.
I mezzi si trovano se decidiamo con fermezza di affrontare "il  potere costituito" (il re) che ci tiranneggia e pretende da noi solo ossequio, ma e' incapace di ascoltare le nostre richieste ed e' rappresentato dalle nostre idee preconcette,  i nostri schemi mentali, le nostre abitudini, le nostre pigrizie che ci fanno dire che ormai tutte le isole sono conosciute e sono sulla cartina geografica che quello stesso potere ci ha fornito.

Ci dice ancora che e' inutile imbarcarci in questo viaggio portandoci appresso tutto il nostro mondo  conosciuto cosi' domestico e rassicurante (le oche le galline) e anche quegli animali cosi' utili come buoi e cavalli, ma che appesantiscono solo la nostra nave, dobbiamo farli scendere assieme a quella ciurma di uomini che ci minacciano perche' vogliono scendere solo su  isole conosciute.
Solo cosi' saremo in grado di vedere quella parte di noi (sconosciuta o misconosciuta) che tanta importanza ha per la nostra ricerca e solo allora potremo dipingere con vernice bianca il nome della nostra nave e metterci in navigazione.

Vi saluto cordialmente Adele

4.5.06

Addio Alice, benvenuto Wuz

Da stamattina è sparito il sito "storico" di Alice libri ed è apparso al suo posto Wuz: il nuovo portale di Internet Bookshop dedicato alla cultura, o meglio, ai *prodotti culturali*. Libri, dischi, film: insomma gli oggetti che Internetbookshop vende. RIspetto al vecchio Alice libri si è persa la specificità, appunto, sui libri; stamattina mi sembra che il mix privilegi prodotti un po' commerciali di musica e film. vedremo in seguito.
http://www.wuz.it/



2.5.06

Russell Banks, _Tormenta, diario di lettura 2

Ancora a proposito delle prime 90 pagine di Russell Banks, _Tormenta_. Meno travolgente mi sembra la storia (nel post precedente avevo parlato della riflessione del narratore sul proprio ruolo). Insomma, il libro è del 1989, giusto; quindi quel sentore di già sentito quanto a tema, di "non proprio originale" è giustificato anche dal fatto che dopo allora di cose su questo argomento se ne sono lette e viste tante. Quindi, si può dire, Banks è arrivato prima. Lo stesso però, anche per il 1989, la storia mi sembra un po' prevedibile, o meglio, per ora fatica a sorprendermi.

_luiginter
------------------------------------------------------------
Scrivete al Gruppo di lettura!! gruppodilettura@gmail.com

Tags, a proposito di:

Russell Banks, Tormenta dopo 90 pagine. Diario di lettura: la riflessione del narratore sul suo ruolo

Prime impressioni su  _Tormenta_. Certo dopo sole 90 pagineè un po' presto per giudizi. Per ora mi ha colpito soprattutto  la riflessione che (a volte esplicita, quasi sempre implicita) il narratore fa sul proprio ruolo  _nella storia_ e nel raccontare la _storia_. Ad esempio, viene da chiedersi se sia un narratore "attendibile": così coinvolto, così impegnato in una rievocazione quasi terapeutica e sofferta della storia e dei ruoli dei vari personaggi (quindi anche di se stesso).

_luiginter

gruppodilettura@gmail.com
INCONTRO NAZIONALE
DEI GRUPPI DI LETTURA,
30 settembre Arco di Trento

Prossimi appuntamenti GDL
I consigli di lettura per l'estate
I libri che abbiamo letto
Google
Web gruppodilettura




Subscribe in Bloglines

il blog del Gdl via email

Grazie a FeedBurner


Home page



Il sito della Biblioteca di Cologno Monzese
Il sito della Biblioteca di Cervia
Il forum dei lettori della biblioteca di Cologno
Associazione amici della biblioteca di Cologno

QUEL CHE FANNO GLI ALTRI
Libridine, gruppo italiano on line
Gruppo di lettura, a Cervia
+Il gruppo di lettura della Biblioteca Provinciale "A. C. De Meis" di Chieti
Gruppo di lettura "Tra le righe", a Reggio Emilia
Leggendo Leggendo, gruppo di lettura a Piacenza
Scuola Blog, Piacenza
Gruppo di lettura a Trento
Il GdL della Biblioteca di Melegnano
Il GdL della Biblioteca di Segrate
"Luogo Comune", il GdL di Vignate
Il GdL della Biblioteca di Novate Milanese
"Il salotto della poesia", il GdL della Biblioteca comunale di Arese
BombaCarta
Blottagono
Blog dei circoli di lettura
Il Gruppo di lettura di Rozzano (MI)
Lettori accaniti
Bookclub, Roma
Lanternati
Il gruppo di lettura del Guardian
I gruppi del New York Times
ALTRI BLOG
Il blog di Biblaria
Fogliedivite
Letture e riletture
Romanzieri.com
Il comodino del piacentino
Popinga
Marchitelli
Letturalenta
Cazzeggi letterari
Giulio Mozzi
Diritto e cultura
Booksblog
RedazioneVoland
Il blog di Grazia
The tentacle and the city
Arci bookcrossing, Torino
Alcuni autori di cui ci siamo occupati
Paul Auster
Camilla Baresani
Walter Benjamin
Miguel Benasayag
Erri De Luca
Jonathan Franzen
Paul Ginsborg
Milan Kundera
Nicolaj Leskov
Marco Lodoli
Antonio Munoz Molina
Vladimir Nabokov
Laura Pariani
Nuto Revelli
Lev Tolstoj
J. Saramago
W.G. Sebald

  • Google
  • Wikipedia
  • Firefox


  • Creative Commons License
  • I contenuti di _Gruppo di Lettura sono regolati da una licenza Creative Commons.
  • __FEED ATOM

  • Technorati Profile