www.flickr.com
photos in People reading- Comment as many as you add
IL BLOG DEL GRUPPO DI LETTURA HA CAMBIATO CASA; IL NUOVO INDIRIZZO è http://gruppodilettura.wordpress.com/

30.6.06

leggere


leggere, originally uploaded by luiginter.

Khaled Hosseini, Il cacciatore di aquiloni

buone letture;
grazie all'autrice della foto ;)

29.6.06

Viva l'uomo senza qualità

Dopo ripetuti tentativi sono riuscito a superare le prime 100 pagine de _L'uomo senza qualità_ di Robert Musil: sono estasiato. Senza parole. Proverò a trovare le parole. Sono stato in vacanza una decina di giorni e ho abbandonato il blog. Ora sono tornato.
;)
_luiginter
------------------------------------------------------------
Volete contribuire a questo blog con le vostre riflessioni e esperienze di/sulla lettura? Scrivete a gruppodilettura@gmail.com

Alentejo blue

Qualcuno ha letto *Sette mari tredici fiumi* di Monica Ali, ed. Marco Tropea?

Mi ha sempre incuriosita vedendolo in libreria, ma non l'ho ancora letto né comprato (stranamente).
Però è appena uscito uno nuovo di Monica Ali, *Alentejo blue*, sempre pubblicato da Marco Tropea, e quello sono corsa a comprarlo, dato che sono un'amante del Portogallo in generale e dell'Alentejo in particolare.
All'inizio non mi ha molto presa, devo ammettere: è costruito come a storie, sulle vite degli abitanti e dei visitatori di un fantomatico paesino della regione portoghese.
A me i racconti non fanno impazzire, come genere, devo ammettere.
Però ha un suo perché, che esce magari non subito, ma sulla lunga distanza sicuramente.
Le storie si intrecciano, le stesse vicende vengono viste dagli occhi di personaggi diversi, tutti molto umani, e descritti bene dal punto di vista psicologico.
Bellino.
Forse è la volta buona che mi convinco a prendere *Sette mari tredici fiumi*.

*giuliaduepuntozero
------------------------------------------------------------
Volete contribuire a questo blog con le vostre riflessioni e esperienze di/sulla lettura? Scrivete a gruppodilettura@gmail.com

26.6.06

“Fahrenheit 451” di Ray Bradbury

Questa volta il gruppo di lettura ha scelto di lavorare su un libro un po’ autoreferenziale… il romanzo in questione verte, infatti, sull’importanza dei libri come veicolo della memoria e del conseguente valore della lettura e dei lettori. Per chi non lo sapesse, il libro racconta, in breve, di una società del futuro in cui è vietato possedere libri. I lettori vengono perseguitati e i loro libri bruciati da pompieri, che al posto di spegnere il fuoco, lo appiccano. Il protagonista (Montag) è proprio uno di questi pseudo-pompieri che, dopo un incontro speciale con un’eterea ragazza, inizia a capire che qualcosa nel suo modo di vivere non funziona…
Ecco una sintesi delle tematiche uscite dalla serata:
- è davvero da considerarsi fantascienza? Società di questo tipo ci sono state e ci sono tuttora…e anche la nostra società, democratica e occidentale, non potrebbe rischiare di diventarlo? Il potere ha sempre molta paura dell’uso che le persone possono fare della cultura…persone più colte e consapevoli, non accettano facilmente ogni tipo di imposizione… Forse potremmo considerarlo più un libro sul valore della memoria, che libro di fantascienza
- molto attuale: l’appiattimento culturale generalizzato che stiamo vivendo ci riporta direttamnete all’atmosfera del libro, spaventandoci un po’ forse. Bradbury è stato molto abile ad immaginare un futuro tanto realistico e, ormai, parzialmente realizzato (ruolo della televisione che ci invade la vita)
- interessante la spiegazione su cosa significa leggere “(…)Non sono i libri che vi mancano, ma alcune delle cose che un tempo erano nei libri. Le stesse cose potrebbero essere diffuse e proiettate da radio e televisioni. Ma ciò non avviene. No, no, non sono affatto i libri le cose che andate cercando. Prendetele dove ancora potete trovarle, in vecchi dischi, in vecchi film, e nei vecchi amici; cercatele nella natura e cercatele soprattutto in voi stessi. I libri erano soltanto una specie di veicolo, di ricettacolo in cui riponevamo tutte le cose che temevamo di poter dimenticare. Non c’è nulla di magico, nei libri; la magia sta solo in ciò che essi dicono, nel modo in cui hanno cucito le pezze dell’universo per mettere insieme così un mantello di cui rivestirci.(…)”
- il linguaggio visionario utilizzato è molto efficace e riesce perfettamente nell’evocare immagini, luoghi e atmosfere surreali
- ruolo catartico della natura, associata all’idea di positività, in conflitto con la città ipertecnologica e “vuota”dal punto di vista umano
- È consolante il desiderio dell’uomo di resistere e di “non lasciar perdere”!
- Interessante constatare l’atteggiamento di pigrizia intellettuale che subentra dopo l’appiattimento culturale. Anestetizzati dalla televisione i personaggi del libro, sono incapaci di reagire e cadono in un vortice in cui il livello culturale continua a scendere…il messaggio finale è di continuare a resistere (anche con il blog… J)
- Importante il ruolo delle relazioni umane: le persone possono essere veicoli di cambiamenti. Emblematico il fatto che Montag (il protagonista) abbia la forza di cambiare la sua vita solo grazie all’incontro con una ragazza che gli parla guardandolo negli occhi (per la prima volta dopo tanto tempo) e trasmettendogli la sua vitalità…ha bisogno di persone che lo scuotano per capire che qualcosa in lui non funziona.
- Paragoni con la riduzione cinematografica di Truffault. Alcuni hanno preferito il film, la maggioranza a preferito il libro. Tutti abbiamo concordato nel dire che il Regista ha fatto un buon lavoro…visione altamente consigliata!
- Vera, oltre a proporci un nuovo libro di fantascinza per uno dei prossimi gdl ("Guida galattica per gli autostoppisti" di Adam), ci pone una domanda inquietante: gli autori di fantascienza hanno un ruolo nell’effettivo realizzarsi (anche se solo parzialmente) delle ipotesi che avevano prefigurato? Sono loro ad influenzare le idee dei potenti? (Ricordiamo anche Orwell “1984”…) Oppure sono grandi sociologi, capaci di carpire in anticipo le tendenze più perverse della società?
- Interessante il ruolo del protagonista, una figura molto umana, non un eroe: un uomo che ha paura, ma che comunque cerca di cambiare le cose. …
- Per qualcuno non è così evidente e scontato il messaggio finale del libro…in fondo il capopompiere che cerca di convincere Montag della cattiveria dei libri dà motivazioni serie: quando sono stati proibiti nessuno leggeva più se non pochissimi, alla gente basta il divertimento che il potere gli propone per essere serena (non andando molto lontano: Berlusconi -sempre lui- un po’ di tempo fa ha proprio detto “Con le mie televisioni ho dato la felicità alle persone”…eh già! Grazie Silvio!), i libri portano troppi problemi, ecc ecc. Il potere decide di tutelare l’uomo dal contenuto dei libri…l’autore alla fine da che parte sta?
- Finalmente un libro che difende il lavoro fatto dalle persono che si occupano di materie umanistiche, sempre un po’ sbeffeggiate per la loro improduttività dal punto di vista economico. Ingegneri e politici, leggetevi questo libro!
Anche questa volta, devo dire, abbiamo fatto un’ottima scelta!
Prossimo libro: “La boutique del mistero” di Dino Buzzati, il 7 settembre 2006 alla Biblioteca di Cologno Monzese. Visto che c'è tanto tempo prima del nuovo incontro, si pensava di affiancare a questo libro "Le città invisibili" di Italo Calvino...per fare un confronto tra i due modi di scrivere racconti...cosa ne pensate?
Ricordo a tutti che si possono mandare i propri consigli di lettura per l’estate all’email del gruppo di lettura (gruppodilettura@gmail.com)!
Ilaria.
-----------------------------------------------------------
Volete contribuire a questo blog con le vostre riflessioni e esperienze di/sulla lettura? Scrivete a

25.6.06

Una famiglia americana, J. C. Oates

Vorrei spezzare l’ennesima lancia a favore di Joyce Carol Oates, questa volta per *Una famiglia americana* (titolo originale, molto più bello: *We were the Mulvaneys*), ed. Marco Tropea.

Tutte le volte che leggo qualcosa di suo, ho come la sensazione che finalmente qualcuno sia riuscito a die quello che _anche io_ volevo dire, ma senza riuscirci. Ad esempio, quando parla il figlio minore, Judd, il piccolino della famiglia Mulvaney:

[...] Ho sempre avuto quella sensazione. Per quanto mi sforzassi non potevo sperare di arrivare a condividere i loro bei giorni, i segreti, le battute. I ricordi. Che cos’è una famiglia, dopo tutto, se non ricordi? Casuali e preziosi come il contenuto del cassetto che in cucina serve da ripostiglio generico. [...]

Anche io sono la figlia più piccola...

*Una famiglia americana* racconta le vicende dei Mulvaney, una tipica famiglia americana, appunto, considerata dagli altri perfetta: una bella fattoria nello stato di New York, con animali e piante, quattro figli che sembrano perfetti, tutti si amano e si vogliono bene. Fino a quando una tragedia colpisce la bella figlia Marianne, e la famiglia si disgrega.

Mi ha colpito fin dall’inizio, “Eravamo i Mulvaney, vi ricordate di noi?”, con la carrellata sui sei famigliari, sul paese di Chautauqua, vicino al lago Ontario, fino alla fattoria High Point Farm, proprio come se fosse una cinepresa che si avvicina sempre più al centro dell’azione.

Unica critica contro la Marco Tropea, che ha pubblicato anche i bellissimi *La ballata di John Reddy Heart* e *Storia americane*, la copertina: simile a quella degli altri due (se uno non è attento, pensa che sia lo stesso libro), e che non rende per nulla l’ambientazione della fattoria. Ma amen.

*giuliaduepuntozero

16.6.06

Uno scrittore giamaicano racconta le sue partite di calcio con Bob Marley

Geoffrey Philip
[...]
I continued to meet Bob over the years as he would drop into JahMick’s home on Geranium Path or sometimes when members of his entourage would come to the park on Aralia Avenue in Mona Heights to play soccer. There I met Gilly Dread, Seeco Patterson, and Neville Garrick and sometimes we would play football late into the night by the light of the moon or sometimes when we couldn’t see each other, but could only scream at the glimmer of the ball going between a defender’s legs, "Salad!"

------------------------------------------------------------
Volete contribuire a questo blog con le vostre riflessioni e esperienze di/sulla lettura? Scrivete a gruppodilettura@gmail.com

14.6.06

Dal gruppo di lettura "effetto libro" di Suzzara: a proposito di Notturni indiani di Antonio Tabucchi. Messaggio di Tania

Cari amici dei "gruppi di lettura" faccio parte del gruppo di lettura
"effetto libro" di Suzzara.
La lettura di Notturni Indiani di Tabucchi  ci ha coinvolti in
una decina di persone. E' stato molto interessante incontrarci, dopo una
quindicina di giorni per discutere delle emozioni  che il libro ci aveva
lasciato. Sembra molto strano ma ognuno di noi ha ricevuto impressioni e ha
captato   sensazioni  completamente diverse. Io , per esempio, mi sono
calata in  uno  spaccato di India che mi ha lasciato il desiderio di
approfondire , con altre letture , il mondo vasto e misterioso di questo
Paese.  Devo sottolineare che un simile sentimento non me lo aveva lasciato
il libro "Dio delle piccole cose" di Arundhati Roy , ancorchè ne avessi
apprezzato sia la fluidità dello scrivere che il contenuto.
Tania

“E non disse nemmeno una parola” di Heinrich Böll

Linguaggio semplice e lineare. Lettura veloce, ma intensa: i temi trattati sono molto duri e angoscianti. La storia si svolge a Colonia (Germania) nel secondo dopoguerra e racconta la distruzione e l’abiezione a cui la guerra porta. Le voci narranti sono due (marito e moglie) e si scambiano la narrazione di capitolo in capitolo (questa tecnica del doppio punto di vista è piaciuta molto a tutti!). Le tematiche che sono uscite dalla serata sono, in ordine sparso:
- libro indirettamente molto pacifista…pur non trattando in specifico della guerra ne fa capire le conseguenze sulle persone comuni. Ci avvicina al vissuto quotidiano di una famiglia che, da una vita normale prima della guerra, si ritrova a vivere un’esistenza di stenti e miseria dopo. Sono sottolineate in particolare le conseguenze psicologiche che portano persone perfettamente equilibrate in una situazione di pace a diventare violente in seguito all’essersi ritrovate indigenti e in situazioni invivibili dopo la guerra;
- descrizione delle due facce della religione: la fede che aiuta a recuperare un senso della vita e la fede vissuta come pura apparenza;
- maggiore forza delle donne che, oltre a doversi accollare le difficoltà del presente sono spesso costrette a fare i conti anche con le debolezze degli uomini;
- amore vissuto non in maniera romantica, ma quotidiana. Forza di questo tipo di amore, che riesce alla fine a dare l’energia per andare avanti;
- tema delle persone che “ti toccano il cuore” senza un motivo….cose che capitano tutti i giorni: in metro, per strada, in un negozio. Immagine molto poetica.
- ad alcuni (me compresa) ha irritato l’atteggiamento del protagonista maschile, incapace di avere una reazione “sana” ad una situazione difficile… DONNE: non fatevi irretire da uomini inetti! ;
- grande capacità di farci vedere attraverso la scrittura le situazioni, i luoghi, le persone che popolano il romanzo;
- anche i popoli che escono sconfitti dalle guerre soffrono… i tedeschi, pur avendo sbagliato, non avrebbero dovuto essere umiliati a tal punto. I bombardamenti a tappeto sui civili che ci sono stati a guerra finita sono spesso dimenticati dalla storia.
Molto altro è stato detto, ma la mia memoria vacilla.
Tutto il romanzo/racconto è permeato da un’atmosfera angosciante e tetra…da non leggere quando si è già in situazioni difficili! Allo stesso tempo c’è una grande umanità di fondo che fa riflettere su come l’uomo può cadere in basso, ma anche come può riuscire a rialzarsi. Buona lettura!
Ilaria.

------------------------------------------------------------
Volete contribuire a questo blog con le vostre riflessioni e esperienze di/sulla lettura? Scrivete a gruppodilettura@gmail.com

anni sessanta su Hinterland cultura libri - RadioHinterland - di Attilia

La puntata n. 29 di Hinterland cultura libri e dintorni è dedicata agli anni Sessanta e a tutto ciò che  è gravitato intorno, soprattutto letteratura e musica. Quindi potrete ascoltare VALERIA PALUMBO, che ha curato un numero monografico dell'Europeo proprio su questo periodo e  degli esperti della musica e dei balli di quegli anni che hanno recentemente pubblicato dei saggi, MARCO DENTI, MATTEO FRATTI, MATTEO GUARNACCIA, FABIO DE LUCA

se ti va connettiti venerdì 16 dalle ore 17 alle ore 18,00
o scaricalo dalla rete (ci sarà settimana prossima)
  
un saluto
at

Pankaj Mishra, lo scrittore indiano, discute coni suoi lettori sul Guardian

Rescuing India from the condescension of the business-lounge class - Guardian, Commentisfree

June 14, 2006 09:41 AM

[...]I am pleased to see the well-informed and civil Salil Tripathi offer his views on my recent article, although I fear that he has misinterpreted my position and drawn conclusions from it that I never intended. I am no admirer of the old bureaucratic-socialist state in either India or China, and have criticised it repeatedly. I agree with Tripathi when he claims that economic reforms have brought down poverty rates in the previous decade (even if we disagree about the World Bank's measure of poverty in places like India and China). Contrary to what Tripathi implies; I neither express nor [...]

Cercare dentro Shakespeare con Google

Bella iniziativa del motore di ricerca, in particolare della parte che si occupa della ricerca nei libri
- Google BookSearch

In Shakespeare's day, gaining greater access to his plays meant duking it out with the other "groundlings" for the best view of the stage. It took centuries for the modern printing press to bring plays like Hamlet to people all around the world – and for the Bard to become one of the most quoted writers in history.

Now Shakespeare's oeuvre is even more accessible. Search within Hamlet for "to be or not to be" to read the rest of his famous soliloquy. Find out who called the world his "oyster" and why. Browse through a familiar play – or follow your curiosity to discover a new one. And if you decide you want to buy a copy, "All editions" will show you every version in Google Book Search, many of which are available for purchase.

Viaggi negli Stati Uniti

Un'amica mi ha detto che per quest'estate ha organizzato un viaggio coast to coast negli Stati Uniti. Ovviamente muoio d'invidia, anche se io ci andrò in viaggio di nozze.
Ho pensato però a qualche libro da consigliarle.

Come primo sicuramente mi viene in mente *God Less America*, di Cristina Donà e Monina, di cui ho già parlato.

Il viaggio, però, non deve essere solo geografico, ma anche nella storia di questa nazione. Indimenticabili, e indispensabili, a tale proposito, *American tabloid* e *Sei pezzi da mille* di James Ellroy, Oscar Mondadori, primi due capitoli di una, purtroppo non ancora terminata, trilogia, che il grande scrittore ha dedicato alla storia statunitense. Il primo volume copre gli anni dal 1958 al '63, il secondo dal '63 al '68, romanzando con grande abilità e senso critico le vicende dei fratelli Kennedy, di Martin Luther King e delle lotte razziali, di Hoover, della CIA e della mafia. Una pietra miliare.

Per concludere, un ultimo testo da non perdere: *L'uomo dal vestito grigio* di Sloan Wilson, uscito nel 1955 e diventato film con Gregory Peck, riedito da poco da Einaudi, con introduzione di Jonathan Franzen, che lo definisce "un libro sugli anni Cinquanta". Vero, è la storia di una giovane famigliola nei sobborghi di New York, alle prese con le difficoltà legate al lavoro, ai figli, al far quadrare i conti, a superare gli orrori e le menzogne della guerra. Ma non solo. Leggetelo, e scoprirete quanto di attuale e vero può esserci in un libro degli e sugli anni Cinquanta.

*giuliaduepuntozero

------------------------------------------------------------
Volete contribuire a questo blog con le vostre riflessioni e esperienze di/sulla lettura? Scrivete a gruppodilettura@gmail.com

13.6.06

Bradbury, Fahrenheit 451 - la riunione è giovedì 15 giugno

alle ore 21 in biblioteca
------------------------------------------------------------
Volete contribuire a questo blog con le vostre riflessioni e esperienze di/sulla lettura? Scrivete a gruppodilettura@gmail.com

L'infinito viaggiare

Le prefazioni sono sempre sospette; inutili se il libro che esse introducono non
le richiede o indizi della sua insufficienza se esso ne ha bisogno, rischiano
pure di guastare la lettura, come la spiegazione di una barzelletta o
l'anticipazione del suo finale. Ma forse il prologo si addice a una raccolta di
pagine di viaggio, perché il viaggio – nel mondo o sulla carta – è di per sé un
continuo preambolo, un preludio a qualcosa che deve sempre ancora venire e sta
sempre ancora dietro l'angolo; partire, fermarsi, tornare indietro, fare e
disfare valigie, annotare sul taccuino il paesaggio che, mentre lo si
attraversa, fugge, si sfalda e si ricompone come una sequenza cinematografica,
con le sue dissolvenze e riassestamenti, o come un volto che muta nel
tempo.
La prefazione è una specie di valigia, un necessaire, e quest'ultimo
fa parte del viaggio; alla partenza, quando ci si mette dentro le poche cose
prevedibilmente indispensabili, dimenticando sempre qualcosa di essenziale;
durante il cammino, quando si raccoglie ciò che si vuole portare a casa; al
ritorno, quando si apre il bagaglio e non si trovano le cose che erano sembrate
più importanti, mentre saltano fuori oggetti che non si ricorda di aver messo
dentro. Così accade con la scrittura; qualcosa che, mentre si viaggiava e si
viveva, pareva fondamentale è svanito, sulla carta non c'è più, mentre prende
imperiosamente forma e si impone come essenziale qualcosa che nella vita – nel
viaggio della vita – avevamo appena notato.
Il viaggio sempre ricominciam ha
sempre da ricominciare, come l'esistenza, e ogni sua annotazione è un prologo;
se il percorso nel mondo si trasferisce nella scrittura, esso si prolunga nel
trasloco dalla realtà alla carta – scrivere appunti, ritoccarli, cancellarli
parzialmente, riscriverli, spostarli, variarne la disposizione. Montaggio delle
parole e delle immagini, colte dal finestrino del treno o attraversando a piedi
una strada e girando l'angolo. Solo con la morte, ricorda Karl Rahner, grande
teologo in cammino, cessa lo status viatoris dell'uomo, la sua condizione
esistenziale di viaggiaotre. Viaggiare dunque ha a che fare con la morte, come
ben sapevano Baudelaire o Gadda, ma è anche un differire la morte; rimandare il
più possibile l'arrivo, l'incontro con l'essenziale, come la prefazione
differisce la vera e propria lettura, il momento del bilancio definitivo e del
giudizio. Viaggiare non per arrivare ma per viaggiare, per arrivare il più tardi
possibile, per non arrivare possibilmente mai.


Da *L'infinito viaggiare*, Claudio Magris, ed. Mondadori, 2005

*giuliaduepuntozero

------------------------------------------------------------
Volete contribuire a questo blog con le vostre riflessioni e esperienze di/sulla lettura? Scrivete a gruppodilettura@gmail.com

12.6.06

The Browsers Band and Browsers


The Browsers Band and Browsers, originally uploaded by Mojohealy.

musica e lettura in un negozio di libri usati in Nuova Zelanda. Festeggiano i dieci anni di apertura.

11.6.06

Ma che fine hanno fatto?

Ci sono scrittori che mi piacciono particolarmente, e che, guarda caso, non scrivono libri da anni.
E io li aspetto con ansia, ma che fine hanno fatto?
Innanzitutto, aspetto il terzo capitolo della trilogia di Ellroy sulla storia degli Stati Uniti, dopo *American Tabloid* e *Sei pezzi da mille*.
Bellissimi, avvincenti, istruttivi. Come la storia sia andata avanti, ovviamente, ormai si sa, ma raccontata da Ellroy, è tutta un'altra cosa. Intanto lui, per lo meno, ne ha scritti e pubblicati altri, l'ultimo per Bompiani, *Jungletown jihad*, ma si starà veramente impegnando per far uscire questo attesissimo libro per l'anno prossimo, come ho sentito dire? Mah.
E poi Eugenides: l'ho sentito qualche anno fa (2003?) al Festivaletteratura di Mantova, era appena uscito *Middlesex*. Lui fortissimo, con un'interessante storia alle spalle: americano, con genitori greco e irlandese. Bravo, simpatico, scrive bene, ancora meglio in *Le vergini suicide*, uno dei miei libri cult. Ma anche lui, non sarebbe ora di scriverne un altro?
Infine Markaris, con il suo ispettore Kostas Karitos ad Atene, bellissimo. Dopo *Ultime della notte*, *Difesa a zona* e *Si è suicidato il Che*, anche questo del 2003...

*giuliaduepuntozero

------------------------------------------------------------
Volete contribuire a questo blog con le vostre riflessioni e esperienze di/sulla lettura? Scrivete a gruppodilettura@gmail.com

9.6.06

DOVE leggere i libri?

Mio papà (qui lo ammetto, uno dei miei maggiori consiglieri in fatto di letture) sostiene che un libro vada letto _dove_ è ambientato.
Insomma, I Buddenbrook a Lubecca, Jean-Claude Izzo a Marsiglia, Scerbanenco a Milano, l'Ulisse a Dublino, eccetera eccetera.
Sorvolando sulla paraticità dell'idea (io continuo a leggere scrittori statunitensi, papà, vuoi che mi trasferisca lì?), non ha tutti i torti, nel limite del possibile.
Riprendendo ad esempio I Buddenbrook, li ho letti una prima volta al liceo. In occasione di un viaggio a Lubecca, l'ho riletto, e quando ero in Germania non l'avevo ancora finito. Cavoli, mi è piaciuto ancora di più! Sono sicura di aver guardato, e anche amato, anche Lubecca in modo diverso. Mi sembrava quasi di poter incappare in un qualsiasi personaggio del libro a ogni svolta.
I libri, però, dovrebbero anche farti viaggiare, anche solo con l'immaginazione.
Io preferisco visitare un posto _dopo_ aver letto un libro, per immaginarmelo prima, e ritrovare poi nella realtà, piuttosto che il contrario.
Leggerlo _sul_ luogo, però... forse ha più influenza sul viaggio, che sulla lettura, ti fa vivere una città o un posto in un modo diverso.
Boh.

*giuliaduepuntozero

------------------------------------------------------------
Volete contribuire a questo blog con le vostre riflessioni e esperienze di/sulla lettura? Scrivete a gruppodilettura@gmail.com

Effetto libro, un nuovo gruppo di lettura a Suzzara (Mantova) - messaggio di Mariagrazia

Finalmente anche a Suzzara è nato l"effetto libro", perché è così che abbiamo deciso di chiamare il nostro gruppo di lettura.
Fino ad ora abbiamo letto un solo libro di Tabucchi "notturno indiano" ma
per l'estate abbiamo proposto questi tre autori:
Elisabeth VON ARNIM, Un incantevole aprile
Joseph CONRAD, L’agente segreto
Jostein GAARDER, Vita brevis
poi a settembre continueremo l'attività di discussione e riflessione.
Per il futuro ci siamo proposti di fare un sito internet e un pieghevole tipo giornaletto di 4 facciare da distriuire in biblioteca, all'informa-giovani e nelle scuole (specificando che il destinarario è il genitore e non l'alunno che lo riceve).

mg
------------------------------------------------------------
Volete contribuire a questo blog con le vostre riflessioni e esperienze di/sulla lettura? Scrivete a gruppodilettura@gmail.com

Tags, a proposito di:

8.6.06

Il cacciatore di aquiloni

Ho appena finito di leggere *Il cacciatore di aquiloni* di Khaled Hosseini, ed. Piemme.
Me l'ha consigliato mia mamma, e per generalizzare un po', l'ho trovato, come si suol dire, _una lettura da donne_.
Bello, comunque, commovente, suscita molto pathos. Ammetto che in più punti mi son trovata con le lacrime agli occhi.
Bella soprattutto la prima parte, quando Amir, il protagonista e narratore, vive in Afghanistan, e racconta la sua vita di ricco ragazzino, e la sua amicizia con il servo Hassan.
In molti punti sembrava proprio di essere lì, di respirare il profumo della cucina e dei fiori afghani.
La parte della fuga e della vita in California, e il successivo viaggio in Afghanistan, mi hanno colpito meno.
Nonostante tutto, però, ho trovato qualcosa di artificiale nel libro, non così spontaneo, quasi costruito a tavolino, soprattutto nelle emozioni che vuole suscitare.
 
*giuliaduepuntozero

I compagni sconosciuti: una lettura dal GdL di Cervia

Una lettura de "I compagni sconosciuti" di Franco Lucentini

Carissime bibliotecarie,

purtroppo questa sera non potrò essere dei vostri, ma mi fa piacere raccontarvi cosa penso del libro che discuterete (magari, potrete fingere che io sia lì...).

"I compagni sconosciuti" di Franco Lucentini ( Einaudi, ed. 2006) anche alla seconda lettura è per me un gran bel testo, denso di significati e teso tra speranza e delusione della vita o sua disillusione (il sogno della donna amata che ricorre e per un attimo si trasforma in realtà quando nella vita del protagonista entra la ragazza-madre).

E' la storia di un uomo sopravvissuto alla seconda guerra mondiale che gli ha strappato tutto, amicizie, cultura, dignità, salute. Ma la Vita è più forte e, almeno per la durata del libro, ha la meglio sull'intenzione di uccidersi che viene scongiurata dal gesto di solidarietà del compagno sconosciuto e dalla grande disponibilità di tutti i "compagni sconosciuti". E' un grande inno alla vita quello che lo scrittore ci regala, anche se la conclusione allude al compimento del gesto fatale del protagonista. Proprio perché il suicidio, non solo non è mostrato, ma nemmeno presentato come epilogo, io credo che nel racconto ci sia più vita che morte.

C'è vita in tutta la storia narrata, una vita calda e profonda che aumenta in densità proprio quando sembra che non ci siano più speranze, illusioni, motivi di gioia.

Il linguaggio è puro, semplice e preciso anche nella vaghezza delle frasi nelle varie lingue straniere non tradotte: per me è un chiaro esempio di neorealismo linguistico oltre che narrativo. Attraverso i dialoghi non tradotti il lettore è portato ad identificarsi con i personaggi (in particolare con il protagonista ma non solo), a sentirli molto vicini, a vederli davvero.

Insomma, il mio genere di libri: essenziale, senza retorica, ma dolce e caldo, carico di speranza e lucido anche nell'accettazione della morte come gesto che restituisce all'individuo la dignità rubata.

Ho cercato di essere concisa per motivi di tempo e impegni, gli stessi che stasera mi impediscono di raggiungervi.

Un abbraccio. Natascia P. ( GdL di Cervia )                          maggio 2006


6.6.06

La ballata di John Reddy Heart

In questo periodo ho voglia di leggere scrittori americani.

In una libreria remainder, mi sono imbattuta in *La ballata di John Reddy Heart* di Joyce Carol Oates, ed. Tropea.

È un libro avvincente, scritto molto bene, corale. Mi sto immedesimando nel gruppo di ragazzi del liceo di Willowsville. Mi sembra di essere tornata al liceo.

Ma soprattutto, mi sono _innamorata_ di John Reddy Heart. Mi capita con cantanti, calciatori, magari attori.

Con un personaggio di un libro – un personaggio fittizio, insomma – mai.

Forse è un merito in più per Joyce Carol Oates.
 
 
*giuliaduepuntozero
 

5.6.06

“Ad occhi chiusi”: incipit

Non c'è nessuno che smetta di fumare.
Si sospende, al massimo. Per giorni. O per mesi; o per anni. Ma nessuno smette. La sigaretta è sempre lì, in agguato.
Qualche volta salta fuori nel bel mezzo di un sogno, magari cinque, o dieci anni dopo aver "smesso".
Allora senti il contatto delle dita sulla carta; senti il leggero, sordo, rassicurante rumore che fa quando la batti sul piano della scrivania; senti il contatto delle labbra sul filtro ocra; senti lo scratch del fiammifero e vedi la fiamma gialla, con la base azzurra.
Senti addirittura la botta nei polmoni, e vedi il fumo che si diffonde fra le carte, i libri, la tazzina di caffè.
È allora che ti svegli. E pensi che una sigaretta, una sola non può fare nessuna differenza. Che te la potresti accendere, perché hai sempre quel pacchetto di emergenza chiuso nel cassetto della scrivania, o da qualche altra parte. E poi, naturalmente, ti dici che non funziona così; che se ne accendo una ne accenderai un'altra, e poi un'altra eccetera, eccetera. A volte funziona; altre volte no. Comunque vada, in quei momenti capisci che l'espressione smettere di fumare è un concetto astratto. La realtà è diversa. E poi ci sono occasioni più concrete dei sogni. Gli incubi, per esempio.


Da "Ad occhi chiusi", Gianrico Carofiglio, ed. Sellerio, pp. 11-12

*giuliaduepuntozero

------------------------------------------------------------
Volete contribuire a questo blog con le vostre riflessioni e esperienze di/sulla lettura? Scrivete a gruppodilettura@gmail.com

4.6.06

Ritrovarsi in Carofiglio

Che bello quando leggendo ti imbatti in qualcosa che conosci e adori.
In questo caso, Bruce Sprigsteen nelle pagine di *Ad occhi chiusi*, di Gianrico Carofiglio, ed. Sellerio.


Mi mossi alle dieci della mattina dopo e ci misi quasi un'ora, fra traffico cittadino ed errori di percorso in campagna. Al momento di partire avevo messo nel lettore cd The ghost of Tom Joad; quando arrivai il compact era finito e avevo appena ricominciato ad ascoltarlo. Davanti ai miei occhi la strada sterrata di campagna su cui procedevo lentamente si confondeva con le immagini noturne delle highway americane, popolate di disperati.

Shelter line stretchin' round the corner
Welcome to the news line order
Families sleepin' in their cars in the Southwest
No home no job no peace no rest.


Ma in questo libro ho trovato anche tanti altri passaggi che me l'hanno fatto sentire molto vicino.
Come quando Guido regala a Margherita un libro di poesie di Kavafis, leggendole Itaca (la conosco, e la adoro), lasciandoci intuire nella descrizione del volume che è della Crocetti editore.
O ancora quando Guido legge in inglese *La mia famiglia e altri animali* di Gerald Durrel (pubblicato in Italia da Adelphi), penso uno dei libri più spiritosi e da leggere tutto d'un fiato che io conosca.


*giuliaduepuntozero

------------------------------------------------------------
Volete contribuire a questo blog con le vostre riflessioni e esperienze di/sulla lettura? Scrivete a gruppodilettura@gmail.com

1.6.06

Peter Cameron, Quella sera dorata

Oggi vorrei consigliare un libro che ho appena finito di leggere, divorandolo.
Non lo conoscevo, non so se i giornali ne hanno parlato.
Io l'ho visto in libreria, attirata dalla copertina, e il mio ragazzo me l'ha regalato (che bello avere un ragazzo che lavora in una casa editrice...).
Si chiama *Quella sera dorata*, di Peter Cameron, ed. Adelphi.
Racconta la storia di un ragazzo americano di origini iraniane, che vuole scrivere una biografia di uno scrittore semi-sconosciuto.
Per farlo, però, e per avere la borsa di studio dell'università, ha bisogno dell'autorizzazione degli eredi dello scrittore: il vecchio fratello, la moglie, l'amante.
Spinto dalla propria ragazza, parte alla volta dell'isolata dimora degli eredi, in Uruguay, per cercare di ottenere l'autorizzazione che gli hanno negato via lettera.
Le vicende sono spesso esilaranti, Omar, il ragazzo, ingenuo, spontaneo e simpatico, gli eredi cinici e un po' pazzi, l'ambientazione nella sterminata campagna uruguayana affascinante.
Il finale, con tappe a New York e in Kansas, un po' scontato, ma ci sta.
Da leggere.

*giuliaduepuntozero


gruppodilettura@gmail.com
INCONTRO NAZIONALE
DEI GRUPPI DI LETTURA,
30 settembre Arco di Trento

Prossimi appuntamenti GDL
I consigli di lettura per l'estate
I libri che abbiamo letto
Google
Web gruppodilettura




Subscribe in Bloglines

il blog del Gdl via email

Grazie a FeedBurner


Home page



Il sito della Biblioteca di Cologno Monzese
Il sito della Biblioteca di Cervia
Il forum dei lettori della biblioteca di Cologno
Associazione amici della biblioteca di Cologno

QUEL CHE FANNO GLI ALTRI
Libridine, gruppo italiano on line
Gruppo di lettura, a Cervia
+Il gruppo di lettura della Biblioteca Provinciale "A. C. De Meis" di Chieti
Gruppo di lettura "Tra le righe", a Reggio Emilia
Leggendo Leggendo, gruppo di lettura a Piacenza
Scuola Blog, Piacenza
Gruppo di lettura a Trento
Il GdL della Biblioteca di Melegnano
Il GdL della Biblioteca di Segrate
"Luogo Comune", il GdL di Vignate
Il GdL della Biblioteca di Novate Milanese
"Il salotto della poesia", il GdL della Biblioteca comunale di Arese
BombaCarta
Blottagono
Blog dei circoli di lettura
Il Gruppo di lettura di Rozzano (MI)
Lettori accaniti
Bookclub, Roma
Lanternati
Il gruppo di lettura del Guardian
I gruppi del New York Times
ALTRI BLOG
Il blog di Biblaria
Fogliedivite
Letture e riletture
Romanzieri.com
Il comodino del piacentino
Popinga
Marchitelli
Letturalenta
Cazzeggi letterari
Giulio Mozzi
Diritto e cultura
Booksblog
RedazioneVoland
Il blog di Grazia
The tentacle and the city
Arci bookcrossing, Torino
Alcuni autori di cui ci siamo occupati
Paul Auster
Camilla Baresani
Walter Benjamin
Miguel Benasayag
Erri De Luca
Jonathan Franzen
Paul Ginsborg
Milan Kundera
Nicolaj Leskov
Marco Lodoli
Antonio Munoz Molina
Vladimir Nabokov
Laura Pariani
Nuto Revelli
Lev Tolstoj
J. Saramago
W.G. Sebald

  • Google
  • Wikipedia
  • Firefox


  • Creative Commons License
  • I contenuti di _Gruppo di Lettura sono regolati da una licenza Creative Commons.
  • __FEED ATOM

  • Technorati Profile